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MotoGP al Red Bull Ring, regno Ducati-KTM nell’attuale top class

Mondiale MotoGP che torna in azione, tocca alla doppietta austriaca. Un focus sul Red Bull Ring, sul doppio nome del GP e sulle gare qui disputate.

3 agosto 2021 - 16:00

Tra pochi giorni riparte il Mondiale MotoGP, che si lascia alle spalle la lunga pausa estiva. Il circuito che rivedrà le due ruote in azione è il Red Bull Ring, se vogliamo una “giovane conoscenza” del calendario del Motomondiale. Ricordiamo due appuntamenti a fine anni ’90, quando la pista era A1-Ring e la categoria si chiamava ancora 500cc, ma l’attuale classe regina ci è tornata nel 2016. L’anno scorso addirittura con un doppio round, l’evento d’Austria ed il GP di Stiria, con la conferma Ducati ed un’arrembante KTM. Un fatto che si ripete anche stavolta, con l’appuntamento di Stiria a precedere il GP d’Austria. Un focus su questo tracciato, sulle due denominazioni e sulle corse precedenti qui disputate.

Il circuito 

Il tracciato austriaco è nato come risposta alle competizioni motoristiche organizzate fin dagli anni ’50, in una zona ricavata all’interno di un aerodromo militare. Negli anni ’60 però si comincia a pensare ad un circuito vero e proprio, che viene inaugurato ufficialmente nel 1969 col nome di Österreichring. Una pista molto veloce costruita a Spielberg bei Knittelfeld, nella regione della Stiria, collocata sul fianco di una collina ed originariamente lunga 5911 metri. Tanti i lavori svolti in seguito, in particolare per limitare la pericolosità del tracciato ed ovviare alla carenza di vie di fuga. Quasi subito ci arriva la F1, in seguito c’è anche la Superbike, oltre a vari campionati nazionali. Il Motomondiale porta qui il Gran Premio d’Austria solo a metà degli anni ’90, dopo radicali lavori di riammodernamento ed anche il cambio di nome in A1-Ring. Nel 2004 lo sponsor Red Bull lo rileva, ma i lavori per sistemarlo sono difficili ed ostacolati anche da proteste ambientaliste, finché non torna operativo nel 2010. Nel 2016, con il nome Red Bull Ring, ecco che ospita nuovamente il Motomondiale, anzi l’anno scorso con ben due eventi a causa della pandemia. Un fatto particolare che si ripete anche in questo 2021.

Due denominazioni: GP d’Austria, GP di Stiria

Il Gran Premio d’Austria non è una novità nel Campionato del Mondo. Anzi, la sua prima edizione risale al 1971, ma siamo al Salzburgring, storico tracciato situato nelle vicinanze di Koppl, poco lontano da Salisburgo. Un evento che è andato avanti fino al 1994, con l’unica eccezione della cancellazione del GP nel 1980 a causa della neve, prima che i maggiori campionati mondiali abbandonassero questa pista. Nel biennio 1996-1997 il Gran Premio d’Austria si sposta sull’allora A1-Ring, per poi avere una lunga pausa e tornare stabilmente nel 2016 sull’attuale Red Bull Ring (4318 metri). Dall’anno scorso ‘nasce’ il Gran Premio di Stiria, una replica del precedente, ma inserito in risposta alla pandemia ed alla necessità di limitare gli spostamenti, e quindi il rischio di contagi. Una soluzione reinserita anche quest’anno per forza di cose: stavolta la tappa con questa denominazione viene prima di quella ‘storica’, inserita all’ultimo per la cancellazione del GP di Finlandia.

I Gran Premi MotoGP dal 2016 al 2020 

I cinque Gran Premi d’Austria finora disputati hanno sempre sorriso alla rossa di Borgo Panigale. Parliamo infatti di cinque vittorie Ducati al Red Bull Ring. Cominciando proprio dal 2016, con un hat-trick di Andrea Iannone che riporta la moto italiana sul tetto del podio a sei anni di distanza dall’ultimo trionfo di Casey Stoner. Anzi, è pure doppietta con Andrea Dovizioso 2° (mancava dal 2007), terzo è Jorge Lorenzo. Ma con questo podio abbiamo citato i tre piloti che porteranno gioie alla rossa al Red Bull Ring. Andrea Dovizioso infatti realizza un capolavoro l’anno successivo dopo un memorabile duello con Marc Márquez, terza piazza per Dani Pedrosa. Nel 2018 invece è la volta di Jorge Lorenzo, protagonista con Márquez di un’epica battaglia fino alla fine, 3° è Andrea Dovizioso. Che mette a referto una strepitosa doppietta nelle due stagioni successive.

Nel 2019 è ancora lui contro Marc Márquez, riuscendo nuovamente ad avere la meglio per due decimi, con Quartararo 3° al traguardo. Qualche brivido in più nel 2020, con un pauroso incidente tra Zarco e Morbidelli (più Viñales e Rossi sfiorati nella carambola) che ferma la corsa. Alla ripartenza ‘Dovi’ conferma il dominio Ducati, con Joan Mir 2° (lanciato verso la vittoria prima della bandiera rossa) e Jack Miller 3°. È in questa stagione che abbiamo come novità il Gran Premio di Stiria sette giorni dopo. Non manca un brutto incidente per Viñales, lanciatosi dalla M1 rimasta senza freni, con stop e successiva ripartenza. Ed è qui che si interrompe il regno in rosso: Miguel Oliveira approfitta del pasticcio finale tra Miller e Pol Espargaró, volando verso la sua prima vittoria in MotoGP. Nonché la prima per Tech3, ma soprattutto a casa di KTM.

Il biennio 1996-1997

Per cronaca, citiamo anche i due Gran Premi d’Austria degli anni ’90, quando la pista era A1-Ring, e la classe regina si chiamava ancora 500cc. Un biennio che ha visto protagonista invece Honda, che si è assicurata entrambi gli eventi, precisando che la casa dell’ala dorata ha visto un suo alfiere vittorioso in tutte le categorie (tolta certo la sidecar). Parlando di mezzo litro, è sempre un’epica battaglia e parliamo di due piloti diventati leggende del Motomondiale. Alex Crivillé e Mick Doohan se le suonano di santa ragione, ma è lo spagnolo a riuscire per la prima volta ad avere la meglio sul compagno di box. Storia ben diversa invece l’anno successivo, con il campione australiano in trionfo con ben 22 secondi di margine sui primi inseguitori. È sempre doppietta Honda, stavolta con Takayuki Okada, mentre 3° è Luca Cadalora, che con la sua Yamaha spezza quella che altrimenti sarebbe stata una top 5 tutta Honda.

Foto: motogp.com

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