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MotoGP 2022: il punto sui futuri test privati ed i circuiti prescelti

Si lavora per la stagione MotoGP 2022. Definiti anche i circuiti per i test privati dei costruttori, per continuare lo sviluppo coi propri collaudatori.

25 novembre 2021 - 17:51

Il divieto di svolgere test MotoGP in inverno riguarda solo Aprilia, unico costruttore ancora beneficiario di concessioni. Per la casa di Noale rimane il divieto dal 1° al 31 dicembre, oltre alla pausa estiva a luglio, in cui né Aleix Espargaró né Maverick Viñales possono lavorare sulle loro RS-GP. Più semplice la questione per tutti gli altri, visto che non è mai concesso girare con le rispettive moto da gara al di fuori dei test ufficiali! Sono ormai finiti i tempi in cui le squadre avevano 5 giorni di test per propri piloti, ovunque volessero.

Oggi, per continuare a lavorare sulle nuove moto, i costruttori hanno diritto (oltre ai test ufficiali) solo a prove con i loro collaudatori, in base alle gomme a loro disposizione. Si parla di 120 unità per pilota titolare, circa 240 per Cal Crutchlow, Michele Pirro, Stefan Bradl, Sylvain Guintoli e Dani Pedrosa. Ma non è tutto! Ricordiamo che il team Yamaha è partito di corsa da Valencia per andare ad Aragón, per beneficiare di un clima migliore…

Anche questo è il passato: ogni costruttore (eccetto Aprilia) deve ora scegliere e ufficializzare tre circuiti su cui effettuare i propri test privati. Vale a dire, con i rispettivi collaudatori. Aprilia può invece correre dove preferisce, purché non sia su un circuito chiamato ad ospitare un GP entro 14 giorni. A questo proposito il circuito più a sud d’Europa, ovvero quello di Jerez de la Frontera, è stato scelto all’unanimità da tutti i costruttori interessati, per via del suo clima generalmente favorevole. A inizio dicembre ci sarà anche Ducati.

Allo stesso modo, è piuttosto logico vedere che le case giapponesi hanno scelto il circuito di Motegi per realizzare i primi giri sulle loro moto. Generalmente con piloti del Sol Levante e sempre nei limiti delle gomme a disposizione. Honda ha utilizzato di recente Tetsuta Nagashima in Giappone, così come Katsuyki Nakasuga e Kohta Nozane sono scesi in pista per Yamaha e Takuya Tsuda ha guidato per Suzuki.

I circuiti scelti per il 2022
KTM: Red Bull Ring, Jerez, MotorLand Aragón
Ducati: Mugello, Jerez, Misano
Honda: Motegi, Jerez, Misano
Suzuki: Motegi, Jerez, MotorLand Aragón
Yamaha: Motegi, Jerez, MotorLand Aragón

I piloti titolari, dal canto loro, non hanno altra scelta per allenarsi che guidare con moto di serie. Quando vogliono, ma non al di sotto del limite dei 14 giorni prima di un GP su quello stesso circuito. Con mezzi che possono essere modificati per quanto riguarda ruote, pinze, pompe freno, tubi e dischi freno (i dischi in carbonio non sono ammessi). Ma anche sospensioni anteriori e posteriori, rimozione di parti esistenti (es. specchi, luci, ecc.), pneumatici. Questi ultimi di tipologie disponibili in commercio, non sono ammesse specifiche attuali delle gomme da campionato.

Continuando con pedane, manubrio e leve di comando, scarico e replica della carrozzeria in un materiale diverso. Con un design però identico all’originale. Altrimenti? Basta ricordare la sanzione inflitta a Fabio Quartararo per aver utilizzato una semplice R1 leggermente predisposta per la FSBK (al radiatore)…

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L’articolo originale su paddock-gp

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