Marco Simoncelli

Marco Simoncelli, 8 anni dopo la corsa continua

Marco Simoncelli scompare il 23 ottobre di otto anni. Il ricordo del Sic resta indelebile grazie alle tante opere di papà Paolo.

22 ottobre 2019 - 14:47

Era il 23 ottobre del 2011 quando Marco Simoncelli perse la vita a Sepang. L’ultimo giro in sella alla sua Honda, prima di lasciare definitivamente le piste sotto gli occhi di papà Paolo e della fidanzata Kate Fretti. Un colpo al cuore del Motomondiale, un pugno nello stomaco per tanti tifosi italiani svegliatisi di buon mattino per assistere alla gara. Una di quelle ingiustizie della vita il cui peso porta ancora sull’anima papà Paolo. In ogni attimo di silenzio, di riposo, prima di partire per un nuovo viaggio. La mente ritorna a Marco, al ricordo indelebile, alle tante opere fatte in suo onore.

Il 2019 ha regalato tante soddisfazioni a chi vive portando il  Sic nel cuore. A cominciare dall’inaugurazione di Casa Simoncelli, che nei prossimi giorni inizierà a funzionare a pieno regime. Un segno dal cielo è arrivato con la vittoria di Tatsu Suzuki a Misano, sul circuito dedicato a Marco Simoncelli. Alcuni giorni fa l’inaugurazione di via Simoncelli nei pressi dell’autodromo. Sabato scorso a Motegi abbiamo festeggiato l’11esimo anniversario della conquista del titolo in 250 del ‘Sic’, con Nicolò Antonelli che ha conquistato la pole. “Un’altra coincidenza di quelle strane“, ha commentato Paolo Simoncelli. “Marco continua a seguirci da lassù, è una cosa che ci fa piacere“.

Difficile trattenere le lacrime pensando al triste epilogo della carriera del giovane campione di Coriano. Altrettanto difficile trattenerle quando papà Paolo apre le porte dell’anima attraverso i suoi occhi lucidi. A otto anni di distanza dalla sua morte, Marco Simoncelli continua a vivere nel ricordo di tantissimi fan. Non resta allora che pensare alla sua simpatia, alla sua semplicità, ai capelli arruffati per strappare un sorriso. Non resta che tenere a mente la sua determinazione, affinché sia sempre da stimolo al suo team, per proseguire passo dopo passo verso l’ascesa di un sogno non certo impossibile: il secondo titolo iridato.

1 commento

fabu
15:30, 22 ottobre 2019

non c’è giorno che non pensi al Sic, sarà anche per il mitico “58” che ho su tutti i miei caschi e che a rotazione uso quotidianamente, che voglio pensare mi vegli e protegga ogni volta che metto le ruote sulla strada. e chissà come sarebbe stata la MotoGP dal 2013 in poi con anche lui in pista.

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