Marc Marquez-Honda binomio perfetto: la benedizione di Alzamora

Marc Marquez e Honda sono il binomio perfetto e inimitabile. Il manager Emilio Alzamora sottolinea la maturità mentale del campione e del team.

8 maggio 2019 - 16:54

Due vittorie e un podio nelle prime quattro gare per Marc Marquez. Senza la caduta accidentale di Austin avrebbe 25 punti in più con una prima ipoteca sul titolo mondiale. Dall’alto della sua ultraventennale esperienza Valentino Rossi non ha peli sulla lingua: “Honda e Marquez è il miglior binomio moto-pilota… Già si vede che battono forte anche quest’anno“.

LA REAZIONE HONDA

Marquez è la vera forza della Honda e viceversa. A causare la caduta in Texas un errore tecnico ‘top secret’ che, aggiunto ai problemi alla catena delle due RC213V ufficiali, hanno messo in allarme i vertici HRC. Prima di Jerez il prototipo giapponese è passato attraverso i raggi X e il trionfo del Cabroncito ha confermato l’inossidabilità di un binomio vincente. Santi Hernandez, capotecnico del campione sin dai primi passi nel Motomondiale, ha rimarcato l’importanza dell’affidabilità, sia nel motore che in altre aree. “Siamo all’inizio della stagione ma, più importante dei problemi che abbiamo avuto, è la reazione che hanno avuto in fabbrica. Dopo Austin sono stati in grado di reagire molto bene e siamo arrivati ​​a Jerez con i problemi risolti. È importante la reazione degli ingegneri in Giappone e la motivazione che hanno ancora“.

IL TELAIO-PROTOTIPO IN CARBONIO

Il telaio rivestito in fibra di carbonio intravisto nel test di Jerez è solo la prima pietra di un progetto futuro, forse datato 2020. Il lavoro dei tecnici Honda è meno appariscente e più silente di quello svolto da Ducati, che comunque fa scuola in certi settori. Ma ha dimostrato di apportare decisivi e concreti passi avanti. Come la nuova specifica del motore V4 capace di colmare il gap dalla Desmosedici in termini di velocità di punta. La novità del telaio-prototipo risiede nel fatto che, sebbene sia ancora in alluminio, alcune parti sono state rivestite con fibra di carbonio per ottenere più flessibilità e ridurre il peso. Non è dato sapere se farà il suo esordio in questa o nella prossima stagione. “Bradl e HRC  – ha dichiarato Marc Marquez – stanno lavorando duramente in Giappone e questo accelera molto il lavoro“.

IL COMMENTO DI ALZAMORA

Non era una pista dove poter creare un distacco in pochi giri. E quando gli altri rallentavano per l’usura della gomma, Marc Marquez ha mantenuto un passo costante. Reduce da una caduta, non era facile guadagnarsi subito la prima posizione in partenza e martellare dal primo all’ultimo giro. La gara di Jerez ha dimostrato una notevole maturità mentale da parte del fenomeno di Cervera. Dietro il successo c’è anche il lavoro di un ambiente familiare sereno, di una squadra di lavoro ben oleata, di una manager del calibro di Emilio Alzamora. “Vincere in MotoGP non è mai facile – ha detto il suo manager al quotidiano ‘AS’ -. Vediamo Ducati, Suzuki, Yamaha, i team satelliti farsi avanti. E’ un campionato duro, ma non si può ignorare che Marc è in un grande momento e Honda ha fatto un ottimo lavoro… Dopo la caduta del Texas non era facile a livello mentale. Questo – ha concluso Alzamora – è alla portata di pochi“. O forse di nessuno in questa precisa epoca del Motomondiale. E’ forse questa la bellezza, il mistero e la solitudine dei numeri primi…

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