Jorge Lorenzo ex pilota MotoGP

Jorge Lorenzo: “Vincere in MotoGP è come una droga”

Jorge Lorenzo non si è mai pentito di aver lasciato la MotoGP, ma continua a commentare i Gran Premi e le prestazioni degli ex avversari.

7 settembre 2021 - 19:03

La Sardegna è solo l’ultima delle tappe estive di Jorge Lorenzo. Ritiratosi dalla MotoGP nel 2019, non ha mai smesso di seguire e commentare le vicende del paddock e le prestazioni dei suoi ex avversari. Il mondo delle corse resta la sua grande passione, ha aperto un canale YouTube per analizzare i Gran Premi, ma professionalmente è dedito agli investimenti su immobili e auto di lusso. Non si è mai pentito di aver lasciato il Motomondiale, dopo quell’ultima stagione in sella alla Honda costellata da infortuni e risultati poco gratificanti. Neppure la sirena Ducati è riuscito ad ammaliarlo e a convincerlo a ritornare.

Jorge Lorenzo si professa felice del suo ritiro dalla MotoGP. “Mi piace svegliarmi la mattina senza mettere la sveglia, senza preoccupazioni e impegni dopo 30 anni di sacrifici assoluti. Sono super fortunato con la mia vita. Il campionato è bello perché c’è un grande equilibrio tra piloti e moto, sono tutti competitivi per la prima volta nella storia“. Resta il grande assente Marc Marquez, alle prese con i postumi dell’infortunio rimediato oltre un anno fa a Jerez. “Se non fosse caduto avrebbe continuato a vincere. E’ tornato troppo presto, facile a dirsi dopo. Tutti sbagliano, anche Marquez”.

Il ricambio generazionale è già in atto dallo scorso anno, eppure il pentacampione nota una mancanza di carattere e carisma da parte delle nuove leve. “Stoner, Pedrosa, Valentino, Marquez, io, avevamo tutti una grande personalità. Mentre nei giovani è più difficile vederla, forse perché non ci siamo ancora abituati”. E con l’addio di Valentino Rossi a fine stagione, la MotoGP perde un altro tassello importante. “Valentino è una persona molto intelligente, sia in pista che fuori – ha proseguito Jorge Lorenzo -. Ha ottenuto molto in entrambe le aree“. Infine il maiorchino si concede una inevitabile vena malinconica… “Mi manca un po’ guidare una MotoGP, ma soprattutto mi manca vincere, quella sensazione di essere il re del mondo per un giorno o due. È come una droga”.

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