MotoGP, Joan Mir

Joan Mir: “Spero che Alex Rins non sia il numero 1 d’ora in poi”

Joan Mir in video conferenza stampa dopo il rinnovo con Suzuki. Lancia la sfida al compagno di squadra Alex Rins per la prossima stagione MotoGP.

7 maggio 2020 - 9:06

Il 2 maggio Joan Mir ha rinnovato per altre due stagioni con Suzuki. L’annuncio è arrivato durante una diretta Instagram, come avvenuto una settimana prima con Alex Rins. A seguire la conferenza stampa a distanza di ieri sera, uno scenario surreale per annunciare la notizia. Ma l’epidemia Covid-19 detta tempi e condizioni di questa stagione MotoGP. “Sono molto contento del rinnovo. Il lavoro con Suzuki non è finito. Se avessi cambiato fabbrica e moto, avresti bisogno di un altro anno di apprendimento e non voglio perdere tempo. Credo nel progetto Suzuki e voglio portarlo al top“.

IL CONFRONTO CON RINS

Joan Mir non si è guardato intorno, le idee erano chiare nonostante fosse arrivata qualche altra offerta. “So dal mio manager che avevamo altre richieste, ma non ho parlato con altre fabbriche. La mia idea era quella di rimanere in Suzuki perché il lavoro non è finito. Due anni non sono tanti per dimostrare tutto, quindi volevo rimanere altri due ed essere competitivo“. Al suo fianco avrà ancora una volta il compagno e primo rivale Alex Rins. “Voglio pensare che non sia il numero 1 almeno da ora in poi. Entrambi abbiamo il compito di portare Suzuki dove merita, come ai suoi tempi Kevin Schwantz“.

SUZUKI GSX-RR E STILE DI GUIDA

Nella stagione MotoGP 2019 ha chiuso al 12esimo posto, nonostante due gare saltate per infortunio, con un finale di campionato in crescendo. Il miglior risultato è il 5° posto a Phillip Island. “Spero, come abbiamo dimostrato nelle ultime gare dello scorso anno, di essere vicino ad Alex… Stiamo andando entrambi nella stessa direzione, il che è un’ottima cosa“. La GSX-RR sembra migliorata in ogni area durante l’inverno, ma senza stravolgimenti. La percorrenza di curva resta il punto di forza e la nuova gomma Michelin si abbina perfettamente al prototipo di Hamamatsu. Ma non è una moto facile da guidare come viene detto. “Chi lo dice non ha nessuna idea. E’ molto simile alla Yamaha sebbene più aggressiva“.

Richiede uno stile peculiare, il primo anno in sella alla Suzuki si paga con cadute e gare impiegate a comprenderne il carattere. Durante i test Joan Mir ha lavorato molto su se stesso. “Nella preseason ho migliorato un punto debole. Il mio stile è aggressivo e quindi ho perso tempo, ma dove ho dovuto mantenere l’aggressività l’ho fatto, come in frenata. Con questa moto hai bisogno di un anno per abituarti. Un altro obiettivo del test era quello di essere sempre nella “top 5” e ci siamo riusciti“.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Moto2, GP Qatar 2020

Moto2 e Moto3, chi sono i favoriti nel 2020?

MotoGP Aprilia brake cover

MotoGP, la tecnica: l’evoluzione dello stile di frenata (parte 1)

Espargaro KTM MotoGP

MotoGP, KTM riparte: test a Spielberg con Espargaró e Pedrosa