Valentino Rossi 2019

Jarvis dietrofront: “Valentino Rossi non si ritira, Yamaha poco competitiva”

Valentino Rossi e le ipotetiche dimissioni hanno infervorato la pausa estiva MotoGP. Ma le ultime dichiarazioni di Lin Jarvis ridimensionano la vicenda.

26 luglio 2019 - 10:05

Lin Jarvis e Valentino Rossi hanno tenuto sotto scacco la pausa estiva con le voci di un possibile ritiro anticipato. Notizia in cui molti sono cascati, molti altri non ci hanno mai creduto. Non si può giudicare la stagione del Dottore solo in base alle ultime gare, con l’ottavo posto del Sachsenring che ha lasciato molta amarezza nel box Yamaha. A pesare sulla classifica del campione di Tavullia i tre zero consecutivi di Mugello, Montmeló e Assen, consentendo a Maverick Viñales di compiere il sorpasso.

Sarà la seconda parte del Motomondiale a dare un verdetto definitivo sulla stagione di Valentino Rossi. Come da previsione spuntano dichiarazioni di ben altro tenore da parte del Managing Director Lin Jarvis. “Non puoi giudicare solo le ultime quattro gare – riporta Speedweek.com -. Devi adattare le prospettive“. Il pesarese è noto per essere sempre riuscito a districarsi da certe situazioni ingarbugliate, figuriamoci se stia meditando di rassegnare le dimissioni. “Onestamente, non credo che Valentino stia pensando di fermarsi. Perché, forse esagero, ha preso la decisione giusta per se stesso, la sua vita e la sua carriera quando ha firmato il nuovo contratto. Anche dal punto di vista della Yamaha ha preso la decisione giusta, perché è stato il miglior pilota Yamaha nel 2018“.

Si attende la reazione del Dottore, in attesa di conoscere le sensazioni con le nuove gomme Michelin per il 2020, che hanno accolto il suo ampio consenso. E con la Yamaha M1 del prossimo anno che debutterà ad agosto. Senza escludere che il veterano della MotoGP possa anche decidere di proseguire anche oltre la scadenza di contratto. Lin Jarvis fa ‘mea culpa’ e confessa: “Onestamente, se le nostre moto fossero più veloci Valentino avrebbe potuto vincere diverse gare. Certo, le tre gare prima del Sachsenring sono state terribili. Per diversi motivi. Ma devi adattare le prospettive e non valutare solo gli ultimi tre o quattro Grand Prix“.

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