Andrea Dovizioso

Dovizioso pilota razionale: ma contro Marquez serve un po’ di follia

Andrea Dovizioso lavora molto sul lato mentale e umano. Ma per battere Marc Marquez forse manca ancora un pizzico di follia.

2 dicembre 2019 - 22:35

Andrea Dovizioso ha sempre vissuto ai margini della vita mondana. Nonostante possa vantare uno dei contratti più lauti della classe MotoGP, il vicecampione del mondo non è uno show-man. Nessun titolo mondiale nella classe regina, l’unico mondiale risale al lontano 2004 nella classe 125. Eppure da tre anni a questa parte è l’unico che riesce a tenere la scia di Marc Marquez, almeno in classifica piloti.

Ragazzo riflessivo e abbastanza introverso, un amore viscerale per il motocross. Ma all’età di 33 anni non è ancora giunto il momento di pensarci, anche se qualcuno è pronto a scommettere ad un suo addio dopo il 2020. Andrea Dovizioso è l’atipica figura di pilota con la faccia da bravo ragazzo, ma capace di esplodere quando dai vertici Ducati non arrivano le risposte desiderate. Vedi le critiche del dopo Sachsenring prima della pausa estiva. Sa fare buon viso a cattivo gioca, fa parte del mestiere, e rinchiudere i malumori in un cassetto. Ma guai a tirare la coda al cavallo. “Penso di essere un ragazzo abbastanza normale, anche se non molte persone pensano così di me“.

DOVIZIOSO PILOTA RAZIONALE

Testa bassa e pedalare, questo il motto del forlivese che da anni rincorre il titolo MotoGP. Ma con Marc Marquez davanti il sogno rischia di restare tale. “Certo che lavoro molto duramente per diventare campione del mondo – ha detto a Motogp.com -. Sono abbastanza fortunato da vivere questo sogno, sono molto contento della mia vita“. Ducati dovrebbe tenersi stretto il più grande conoscitore della Desmosedici. Se finora il titolo latita non è per suoi demeriti. “Facciamo qualcosa di speciale sulla moto, ma mi sento completamente normale. A casa vivo con gli stessi amici di quando ero giovane, adoro il motocross, sono un padre, sono una persona normale“.

Da un anno a questa parte trascorre gran parte del suo tempo in compagnia di Danilo Petrucci. Tra loro è nato un amore fraterno, ma in pista non si fanno cerimonie. Il lato mentale è fondamentale per un pilota. L’equilibrio psicofisico vale quanto la competitivita’ della moto. E questo sembra fare la differenza tra Andrea Dovizioso e molti suoi avversari. “Il lato mentale è molto importante per essere un pilota veloce e per vincere le gare. Il modo in cui ti avvicini all’allenamento, come ti avvicini alla gara e come ti relazioni con le persone fa la differenza. Io lavoro molto su questo aspetto“. Tanta razionalità e poca follia. Forse questo è l’unica falla nella sfida contro Marquez: “Forse sono ancora troppo razionale“.

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