Davide Brivio ex manager MotoGP

Davide Brivio saluta la MotoGP: da Valentino Rossi a Suzuki 30 anni di successi

Davide Brivio lascia Suzuki e il paddock MotoGP, a breve l'annuncio ufficiale. 30 anni di carriera, il colpaccio con Valentino Rossi e il titolo con Suzuki.

7 gennaio 2021 - 8:42

Il paddock della MotoGP si risveglia incredulo all’indomani della notizia diramata nel giorno dell’Epifania. Davide Brivio firma le dimissioni a Suzuki per passare in Formula 1 con Alpine (ex Renault). Lascia il neo campione del mondo Joan Mir per ritrovare un ex campione che vuole rilanciarsi: Fernando Alonso. Resta incerto il suo nuovo ruolo nella scuderia  transalpina. O come amministratore delegato al posto di Cyril Abiteboul, o come direttore esecutivo. La trattativa è stata svolta in gran segreto, i vertici di Hamamatsu sono venuti a conoscenza solo pochi giorni fa. L’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già nella giornata di oggi.

Le sirene della F.1.

Per la prima volta nella storia della MotoGP un manager fa il salto in F1. Nel 2019 era avvenuto il contrario con Massimo Rivola, ex direttore sportivo della Ferrari, passato alla guida dell’Aprilia. Per Davide Brivio rappresenta una sfida senza precedenti, dopo una carriera manageriale iniziata in Yamaha, poi al fianco di Valentino Rossi, infine con la Suzuki. Nell’arco di pochi anni dal ritorno in MotoGP, il 57enne brianzolo ha posto basi solide per conquistare un Mondiale che mancava da venti anni. Non certo una bella notizia per il team nipponico che si ritrova decapitato ad un mese dai primi test e alla vigilia di un momento decisivo. Infatti entro aprile si dovrà definire il progetto per un team satellite.

Ma l’occasione era troppa ghiotta per essere rifiutata, Alpine è una potenziale nuova protagonista del Mondiale di F.1. Tre podi nel 2020, ora è il momento di lottare per la vittoria. Davide Brivio e Fernando Alonso sono le persone più indicate per raggiungere questo traguardo. A volerli fortemente in Alpine è Luca De Meo, presidente e a.d. Renault. Il marchio francese ha investito circa un miliardo dal 2016 ad oggi nelle attività in pista. Inoltre De Meo conosce Brivio da molto tempo. Era capo del marketing del gruppo Fiat quando l’azienda torinese compariva come sponsor sulle carene della Yamaha di Valentino Rossi. All’epoca in Yamaha c’era proprio Davide Brivio, distintosi per capacità organizzativa e ottimizzazione dei costi. Una figura chiave che adesso serve ad Alpine e verrà a mancare alla Suzuki.

Un po’ di storia

Inizia come addetto stampa nel 1990, dopo cinque anni passa sul ponte di comando della Yamaha in Superbike. Nel 2001 viene nominato team manager in classe regina. Il primo colpaccio per cui si distingue nel Motomondiale avviene nel 2003, quando strappa Valentino Rossi alla Honda per portarlo in Yamaha. Insieme vincono quattro titoli iridati, affrontano la sfida in Ducati, anche se l’esito non è positivo. Nel 2013 arriva la chiamata della Suzuki che porta ai vertici della MotoGP dopo appena sei stagioni. Nonostante un budget ridotto e un reparto corse limitato anche nei numeri, la casa di Hamamatsu è decollata puntando sulla motivazione dei giovani. Ha scoperto Maverick Vinales, ha provato a rilanciare Andrea Iannone, portato alla ribalta Alex Rins e vinto con Joan Mir. Davide Brivio lascia la MotoGP da vincente. Da grande appassionato di auto non poteva rinunciare alla succulenta offerta di Luca De Meo.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Santi Hernandez e Stefan Bradl

MotoGP, Santi Hernandez: “Dovizioso sostituto di Marquez? Meglio Bradl”

MotoGP, Andrea Dovizioso

MotoGP, Andrea Dovizioso: “C’è chi va in pensione e chi è troppo vecchio”

MotoGP, la storia: Jarama, sede del GP di Spagna e non solo