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Caso Iannone, il commento di Aprilia: “La squalifica non ha senso”

Arrivano i commenti da Aprilia dopo la squalifica di Andrea Iannone. Parla Massimo Rivola: "Pena assurda viste le motivazioni. Speranza nel ricorso."

1 aprile 2020 - 13:06

“Riconosciuta la buona fede, la pena è assurda.” C’è sconcerto tra i vertici Aprilia dopo la sentenza che riconosce ad Andrea Iannone 18 mesi di squalifica per doping da contaminazione. La casa di Noale pronta a sostenere il suo pilota nel ricorso al TAS per ottenere la completa assoluzione.

Aprilia Racing prende atto del provvedimento. Rileva soprattutto con soddisfazione come i giudici abbiano ammesso la tesi della non volontarietà nell’assoluzione di steroidi da parte del pilota di Vasto. L’amministratore delegato dell’azienda veneta Massimo Rivola però sottolinea anche l’incoerenza della pena: le motivazioni riconoscono l’innocenza di Iannone, che però non è stato assolto.

“La sentenza ci lascia sconcertati” ha dichiarato Massimo Rivola in una nota pubblicata da Aprilia Racing Team Gresini. “I giudici hanno riconosciuto la totale buona fede di Andrea e la inconsapevolezza nella assunzione, confermando la tesi della contaminazione alimentare. Per questo la pena inflitta non ha alcun senso.”

“Alla luce delle motivazioni scritte dagli stessi giudici Andrea avrebbe dovuto essere assolto, come sempre è capitato agli altri atleti contaminati. Questo quadro però ci lascia tante speranze per il ricorso.” C’è quindi grande ottimismo in casa Aprilia per la soluzione positiva del caso. “Rivogliamo Andrea in sella alla sua RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello.”

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