Takahiro Sumi project leader Yamaha

MotoGP, Takahiro Sumi: “Valentino è inciampato sulle gomme”

Takahiro Sumi, project leader Yamaha MotoGP, analizza la stagione 2019 di Valentino Rossi e Maverick Vinales. E ammette: "Serve un motore più potente".

2 settembre 2019 - 12:24

A piccoli passi prosegue lo sviluppo della Yamaha di Valentino Rossi e Maverick Vinales. Dopo il test di Misano s’intravedono i primi spiragli di luce dopo oltre un biennio di apatia tecnica, ma la casa di Iwata è ancora ben lontana dai traguardi sperati. L’ascesa di Takahiro Sumi sta apportando un cambio di filosofia operativa nel team. Ma il gap da Honda e Yamaha resta ancora consistente: “Non siamo dove ci aspettavamo”, ammette il project leader MotoGP.

L’ultima vittoria Yamaha risale allo scorso giugno ad Assen, l’ultima di Valentino Rossi sempre sul tracciato olandese, risale al 2017. Dopo l’ultimo Mondiale del 2015 ad opera di Jorge Lorenzo, la fabbrica nipponica è rimasta immobile dinanzi allo strapotere di Marc Marquez. Per il 2020 occorre alzare sensibilmente l’asticella delle prestazioni della M1, migliorando il motore e l’erogazione. “Abbiamo migliorato la nostra moto dall’anno scorso, ma non funziona allo stesso modo su tutte le piste“, ha dichiarato Sumi a Speedweek.com. “Sfortunatamente il gap alla massima velocità è aumentata, quindi tutti e quattro i piloti Yamaha devono stringere i denti durante la gara. Questo è il nostro problema più grande e in quella zona dobbiamo migliorare nel corso del campionato“.

La difficoltà sta nel guadagnare cavalli senza perdere la grande peculiarità della M1: la maneggevolezza. Per tradizione la Yamaha non ha mai schierato il prototipo più veloce in pista, riuscendo a guadagnare sensibilmente nella percorrenza di curva. Ma nella stagione 2019 il gap tra Yamaha e i diretti avversari è mediamente di 10 km/h. A ciò si aggiungano le difficoltà all’interno di entrambi i lati del box. “Valentino ha iniziato bene la stagione, ma poi è inciampato perché non siamo mai riusciti a trovare una buona base per gestire la durata degli pneumatici. Maverick all’inizio della stagione non ha potuto offrire prestazioni costanti – ha proseguito Sumi -. Solo a Barcellona ​​ha trovato una buona base e da allora ha offerto una prestazione coerente e buona“.

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