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MotoGP, Le pagelle di Montiron: “Polemiche? E’ tutta comunicazione”

MotoGP: dopo lo show in Texas diamo i voti. Non ai piloti ma alle Case, il gommista e l'organizzazione. Valutazioni alte, ma ci sono anche insufficienze

15 aprile 2019 - 17:31

Gianluca Montiron, ex team manager del motomondiale, ha dato i voti dopo il GP delle Americhe. Non ai piloti ma alle Case, gommista e organizzatori. Ecco le valutazioni di uno che…ne ha viste tante, da dentro. 

DORNA Voto 10

Con l’introduzione della piattaforma inerziale le prestazioni sono state ulteriormente appiattite vedendo tutte le case costruttrici ben raggruppate. Dorna ha saputo creare un grande spettacolo partendo da lontano, da quella farsa di moto CRT per arrivare a coinvolgere quasi tutte le case. Costruttive le polemiche per le partenze anticipate e lo sviluppo aerodinamico, fa parte del gioco, si chiama marketing e comunicazione!

SUZUKI Voto 10

E’ certamente la casa che in questo momento rappresenta la sorpresa positiva del campionato. Hanno beneficiato delle concessioni passate per presentarsi con un sistema tecnico operativo rivisto capitanato da Shinichi Sahara, Davide Brivio ha puntato sui giovani piloti ed il pacchetto funziona.Un bravo a tutto il gruppo di lavoro e a Rins che si giocherà il podio mondiale oltre ad un Mir di bella speranza.

YAMAHA Voto 9

Si è trovata a dover modificare un’organizzazione consolidata, impreparata ad affrontare l’emergenza l’anno scorso, quest’anno il Giappone ha rafforzato il reparto sviluppo della MotoGP e segnali positivi stanno arrivando dalla M1 e da un Valentino Rossi che vede affermare la propria leadership nei confronti della casa. Un plauso per il team Petronas, Morbidelli e Quartararo stanno facendo bene, proprio come faceva Tech 3 a conferma della bontà della M1.

DUCATI Voto 9

Tecnicamente non si discute. Il progresso è stato importante, talvolta subordinato alle certezze analitiche di un pilota come Dovizioso che vede in Miller il capo squadra ad Austin. Il Dovi ha peccato di presunzione durante le prove giocando un azzardo nelle qualifiche, basterà per ambire seriamente al mondiale una squadra ad una punta?

MICHELIN Voto 8

Michelin ha nella sua caratteristica un range molto sensibile di esercizio, ciò impone una selezione che lascia alla bravura del team e del pilota la scelta delle diverse soluzioni di gomma dipendente da più fattori, temperatura esterna e set up della moto.Tuttavia nel 2019 i tempi sono ancora equiparabili al 2015 gommata Bridgestone, in Qatar e Argentina il tempo totale di gara rimane a favore di Bridgestone (Qatar 42.35.717 contro 42.36.902, Argentina 41.35.644 contro 41.43.688), Austin non paragonabile avendo il manto stradale rifatto nel 2018. Risultato che la dice lunga sull’importanza di ciò che realmente determina la prestazione in MotoGP.

HONDA Voto 7

Honda ha fatto un passo avanti in termine prestazionale, tuttavia sembra aver perso qualcosa in affidabilità. Da una parte Lorenzo ha avuto problemi nelle tre gare partendo dalla sella in Qatar, la manopola in Argentina e misteriosa fermata ad Austin. Tecnicamente i piloti hanno subito la rottura della catena durante le prove (Argentina per Marquez ed Austin per Lorenzo), un segno tangibile che anche la casa più potente al mondo ed annesso pilota vogliono contribuire allo spettacolo.

KTM Voto 6 ½

La KTM è anche l’orgoglio europeo, confesso mi aspettavo uno Zarco che prendesse il toro per le corna, il termometro che la strada per il gruppo di lavoro di quel mago di Stefan Pierer è ancora lunga. Hanno un motore di riferimento, un telaio in tubi che sembra scelta tecnica azzardata per il livello della MotoGP, le sporadiche occasioni diventeranno certezze con scelte tradizionali, Oliveira ha sorpreso nelle prime due gare.

APRILIA Voto 5

Succube delle proprie scelte tecniche e gestionali, far splendere quel marchio dovrebbe essere un dovere, non basta un evento al Mugello per rinverdire i ricordi di un lustro di motociclismo sportivo, tra le cose fatto da nessuno degli attuali interpreti della casa di Noale!

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