MotoGP

MotoGP, la tecnica: manuale di manutenzione della top class

Di quanti pezzi è fatta una MotoGP? E ogni quanto si cambiano olio, frizione e tutti gli altri componenti? Ecco il manuale di manutenzione della top class

25 marzo 2020 - 9:36

di Paul Emile Viel

Ogni dettaglio conta quando si tratta di guadagnare secondi preziosi per vincere una gara. Non sorprende quindi che i prototipi della MotoGP abbiano protocolli di manutenzione molto rigorosi e meticolosi. I meccanici del team sono responsabili della sostituzione di tutte queste parti. Questi professionisti lavorano instancabilmente in ogni GP, prestando molta attenzione ad ogni piccolo dettaglio. Questi prototipi, che sono la vetrina tecnologica delle maggiori aziende del mondo, per definizione richiedono più manutenzione rispetto alle motociclette stradali,  meno potenti ma più affidabili. Oggi va meglio che in passato: nell’era dei 2 tempi il motore e altre parti della moto venivano completamente smontati e revisionati dopo ogni giornata del singolo GP.

200 PARTI DA CAMBIARE DI FREQUENTE

Al giorno d’oggi, grazie al progresso tecnologico, una manutenzione così frequente non è più necessaria. Tantomeno è autorizzata, visto che i motori devono restare sigillati dall’inizio fino al termine di ciascuna stagione. Tuttavia, molte parti sono soggette a forte usura e devono essere sostituite frequentemente per evitare cedimenti. Supponendo che un prototipo MotoGP abbia circa 2.000 parti e componenti separati – come qualsiasi motocicletta di produzione – circa 200 di questi richiedono manutenzione e controllo elevati. Ecco il nostro libretto di manutenzione per la top class.

GOMME

Pneumatici: vengono cambiati  ogni sessione e talvolta anche durante le sessioni, se necessario, nelle prove libere o nelle qualifiche.  I pneumatici hanno una durata che non supera la distanza percorsa in una gara, pari a circa 120 chilometri.  I regolamenti limitano la disponibilità: ogni pilota ha  22 pneumatici per il fine settimana, 10 anteriori e 12 posteriori per prove libere, qualifiche, warm up e gara.

LUBRIFICANTI E RAFFREDDAMENTO

Il livello dell’olio viene controllato ad ogni sessione e il rabbocco viene eseguito se necessario. Il giorno della gara il lubrificante viene completamente scaricato e sostituito con lo stesso quantitativo nuovo. Anche dopo il GP si ripete la stessa operazione: le moto durante il trasporto da un circuito all’altro viaggiano senza olio a bordo. Questo significa che le prime prove del GP successivo si affrontano con lubrificante nuovo.  LIQUIDO DI RAFFREDDAMENTO: anche il livello del liquido di raffreddamento viene controllato ad ogni sessione e sostituito completamente all’inizio di ogni giornata. Alla fine di ogni sessione, i tubi del radiatore e di raffreddamento vengono puliti e controllati per evitare guasti al motore in caso di problemi.

FILTRI, INIETTORI E CANDELE

Tutte queste parti vengono controllate dopo ogni sessione e sostituite se necessario, a causa dell’usura visibile o perché è stato rilevato un calo delle prestazioni tramite sensori elettronici. Le candele e il filtro dell’aria vengono sostituiti dopo ogni gara. Trasmissione: la catena viene controllata, ingrassata e la sua tensione rifatta dopo ogni sessione, e viene sostituita solo se necessario. Hanno una durata di circa 500 km, che equivale a un fine settimana di gare. I pignoni e la corona durano quasi il doppio, quindi vengono normalmente sostituiti ogni due GP. Durante la stagione, il numero di ingranaggi (pignone/corona) è limitato a 24.

FRIZIONE E FRENI
 
Sebbene la frizione sia smontata dopo quasi ogni sessione per controllare i dischi, le molle e altri componenti, ha una durata di circa 1000 km. Questo componente è particolarmente stressato durante la fase di partenza, per cui  viene completamente sostituito quando il pilota, al termine delle sessioni di prova, effettuata il test di partenza. Freni:  vengono spurgati prima di ogni sessione e il fluido sostituito in ogni fine settimana di gara. I dischi e le pastiglie dei freni hanno una durata stimata da 800 a 1.000 km. I regolamenti limitano il numero di parti che si possono usare durante l’intero campionato: 3 coppie di pinze, 3 cilindri principali, 10 dischi in carbonio e 28 pastiglie.

SENSORI

Poiché si tratta di componenti elettronici, non sono soggetti a usura estrema, ma i sensori possono deteriorarsi a causa dell’ambiente circostante: calore, presenza di liquidi, vibrazioni. Per ottenere le massime prestazioni, vengono generalmente sostituiti ogni quatto GP, cioè una distanza di circa 2000 chilometri.

MOTORE 

In conformità con le norme tecniche, ogni pilota ha sette motori per l’intera stagione. I propulsori sono sigillati ad inizio campionato, per cui nessuna operazione di manutenzione di particolari interni è consentita. Quando si arriva al limite del chilometraggio prescritto,  l’intero motore viene rimosso e ne viene inserito uno nuovo. In caso di necessità è possibile revisionare e riassemblare un motore già utilizzato.

TELAIO E SOSPENSIONI

Il telaio e il forcellone sono generalmente sostituiti solo a metà stagione, se nessuna caduta li ha danneggiati. Sono pezzi molto resistenti, per cui si lesionano solo in caso di botti particolarmente violenti. La sostituzione di queste parti può anche dipendere dalle necessità di sviluppo.  Sospensione: durante il week end di gara è uno dei componenti più soggetti a modifica delle regolazioni. Su forcella e monoammortizzare lavorano i tecnici dei rispettivi fornitori: Öhlins, Showa, eccetera. Le sospensioni possono resistere anche l’intera stagione, salvo necessità di avvicendamenti per evoluzione oppure gravi cadute che comportino danni.

CARENATURA

In linea teorica la carenatura potrebbe durare anche per un intero campionato, senza danni derivanti da cadute. Bisogna controllarla accuratamente dopo ogni sessione. Ciò consente in particolare di notare che non vi è presenza di residui liquidi, olio o liquido di raffreddamento, dunque perdite da organi del motore.

ABBIGLIAMENTO DEL PILOTA

I piloti MotoGP usano molte protezioni: tute con airbag, guanti, stivali, casco e “saponette”  per ginocchia e gomiti. La sicurezza è la priorità numero uno. fornitori in genere consegnano quattro set di tute ai loro piloti di riferimento, con specifiche diverse in base alle esigenze: temperatura stagionale, particolari necessità di impiego, e altri parametri. Le aziende di abbigliamento più grandi hanno nel paddock piccole officine-sartoria dove è possibile praticare riparazioni o aggiustamenti in corsa. L’airbag, integrato nella tuta, è riutilizzabile. E’ dotato di due cariche esplosive. In teoria, il pilota potrebbe continuare la gara senza dover ricaricare il sistema, ma questa operazione in MotoGP è obbligatoria dal 2018.

CASCO E SLIDERS

I piloti si portano almeno due caschi di riserva per il weekend di ciascun GP. Nel corso dell’anno, usano tra 6 e 15 caschi, a seconda che siano più o meno inclini alla caduta e ai loro specifici desideri decorativi, o necessità commerciali del fornitore. Per le visiere, possono scegliere tra diverse tonalità, dalla più leggera per le corse notturne, a molto colorate per non essere abbagliati dal sole. Le visiere sono dotate di strappo, che consente loro di avere sempre una visione chiara. SLIDERS: che si tratti di gomiti e ginocchia, le “saponette” si consumano molto rapidamente perché entrano in contatto con l’asfalto, che è caldo e abrasivo. Di norma durano  un fine settimana. In genere, i conducenti utilizzano sliders nuovi per la gara.

Leggi qui l’articolo originale su Paddock-GP

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