MotoGP Mir

MotoGP, Joan Mir e il caso succhia scie: “Sono sempre i soliti..”

Altra qualifica difficile per Joan Mir, che però sa di avere un buon ritmo: "Non sono preoccupato per quanto riguarda la gara, gomme ancora da scegliere"

26 giugno 2021 - 19:13

Sorride a metà Joan Mir in quella che è stata una qualifica come al solito complicata in MotoGP. La sua Suzuki fa fatica a ingranare sul giro secco, ma questo weekend fa sorridere il ritmo gara che potrebbe proiettarlo sul podio. Non sarà semplice però, visto che il campione del mondo è chiamato all’ennesima rimonta dalla 10° casella. Da Mir non mancano poi commenti sulla situazione scie, sia in MotoGP che Moto3: lo spagnolo è ancora una volta abbastanza critico.

“Mi aspettavo di più, ma la giornata è buona”

“Giornata positiva, sono abbastanza felice”, esordisce. “Dalla qualifica mi aspettavo di più, ma non  avevo lo stesso feeling che avevo nella FP3. Dobbiamo migliorare in questa area, lo sappiamo, ma la velocità è buona”. Il ritmo fa ben sperare: “Ho lavorato tanto con le gomme usate, sia dura che morbida e le sensazioni sono decisamente buone. Non sono preoccupato per quanto riguarda la gara, continuano a preoccuparmi invece le qualifiche”.

“Ci servirà un po’ di fortuna”

La scelta delle gomme però è un mistero: “Non abbiamo ancora deciso, la morbida potrebbe essere un’opzione, così come la media e la dura. Ovviamente con la prima c’è prestazione all’inizio e cala alla fine, le restanti sono l’opposto”. Mir scherza sulla posizione in griglia: “Partiamo spesso da qua, sappiamo cosa fare. Ci serve anche un po’ di fortuna in partenza. Mi aspetto che le Yamaha abbiano qualcosa in più; noi dovremo essere intelligenti e fare la nostra strategia per essere loro il più vicino possibile alla fine della gara. Non siamo lontani dal podio”.

“Suzuki più aggressiva di Yamaha”

A proposito di Yamaha, ci si prova a chiedere quali possano essere le differenze come caratteristiche con Suzuki. “Difficile rispondere, vedo solo dall’esterno… le moto non sono molto simili come si potrebbe pensare. I piloti Yamaha e Suzuki guidano in modo differente, noi siamo un pochino più aggressivi. Questa però è soltanto la mia idea, però quello che vedo e posso dire è che secondo me la Suzuki è un pelo più aggressiva”.

“Moto3? La MotoGP dovrebbe dare l’esempio, ma..”

Come detto, il campione del mondo parla poi di un altro sabato di qualifiche… controverso. “In Moto3 è chiaro che bisogna fare qualcosa, oggi per poco non abbiamo avuto un grande problema. Servono cose differenti, il rischio è davvero troppo alto. Tutti si seguono e quando un pilota cade se lo trovano davanti, così non si può andare avanti”. Nella classe maggiore però le cose non cambiano: “Dovremo dare l’esempio in MotoGP, ma è così.. è comunque vero che sono sempre gli stessi piloti a cercare la scia e questo è un problema..”

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