MotoGP, Jarvis: “Valentino Rossi aveva bisogno di riprovarci”

Valentino Rossi avrebbe potuto chiudere la carriera MotoGP nel team Yamaha factory, ma l'esperienza in Petronas SRT è servita a schiarire le idee.

12 dicembre 2021 - 9:17

Tra le persone che hanno trascorso più tempo ai box con Valentino Rossi durante la sua carriera in MotoGP c’è Lin Jarvis. Il manager britannico della Yamaha ha condiviso con il Dottore tante stagioni fra vittorie e momenti difficili, tra gloria e tensioni, allontanamenti e riavvicinamenti. Un ruolo difficile quello del managing director, soprattutto quando si è ritrovato a fare da calmiere fra i due angoli del garage.

La nuova era senza Rossi

Dopo sedici anni di collaborazione dalla prossima stagione MotoGP Jarvis non troverà più il pilota veterano. Senza Valentino Rossi si inaugura una nuova era per Yamaha e per il Mondiale. “Come tutti penso sia la fine di un’era gloriosa. Ma come per ogni icona c’è anche un finale di carriera“, ha detto a Moto Revus. “Valentino è stato il catalizzatore del cambiamento in Yamaha. Ci ha restituito la vittoria in MotoGP e ci ha ridato la fiducia che come azienda e come marchio avevamo perso un po’. Con lui abbiamo capito che potevamo vincere ancora. Quindi gli dobbiamo molto. È stata una grande avventura, ma è ora che passi al prossimo capitolo della sua vita“.

L’assenza di Valentino Rossi sarà un duro colpo a breve termine, ma la storia insegna che altri idoli caratterizzeranno i campionati a venire. “È ovvio che ha un enorme appeal globale, quel fattore iconico toglierà sicuramente qualcosa allo sport, perché non esiste più. Quindi sarà qualcosa che lo sport dovrà recuperare, ma sono anche ottimista per il futuro della MotoGP, perché le corse sono molto eccitanti ora. Abbiamo un sacco di giovani, nuovi talenti. Alla gente piace anche Fabio, che ha una vera personalità. Si diverte e lo sa trasmettere“.

Il ritorno di Vale in Yamaha

Le vicende di Valentino Rossi e Yamaha sono legate indissolubilmente a Jorge Lorenzo. Il campione di Tavullia ha trionfato in MotoGP nel 2008 e 2009, il maiorchino nel 2010. Poi sono nate le tensioni sfociate con il passaggio in Ducati, rivelatosi un biennio difficile. Tanto da costringerlo a ritornare al suo vecchio e amato team. “Con noi ha saputo rinnovarsi. La prima volta, ad Assen, nel 2013, è stato un grande momento. Nel 2015 è andato molto vicino alla vittoria del campionato. Direi che la seconda o terza volta con Valentino è stato un rapporto più paritario e maturo. Era una fase diversa della sua vita… Negli ultimi anni non è stato in grado di vincere, è un peccato, ma come ho detto la carriera finisce per tutti“.

L’ultimo anno di carriera

Un’ultima stagione in MotoGP tutta in salita conclusa sempre lontano dal podio e con pochi sprazzi di gioia. Il trasferimento al team satellite forse non è stata una buona idea. “Certo, se guardiamo solo ai risultati, possiamo dire che sarebbe stato meglio se avesse terminato la sua carriera con la squadra ufficiale e non avesse ricominciato quest’anno con il team Petronas. Ma onestamente, non credo che quest’anno sia stato inutile… Mentalmente, aveva bisogno di fare tutta questa stagione per riprovarci. Era necessario che potesse appendere la tuta con serenità“.

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