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MotoGP, Jack Miller: “Ognuno corre per sé stesso e fa la sua strada”

Nuovo venerdì, stessa storia: Miller al comando della FP2 di MotoGP. "Avevo paura mi cancellassero il giro, ma non potevo rallentare".

2 aprile 2021 - 21:30

Sette giorni dopo in MotoGP la storia non cambia. Nel venerdì del Qatar è ancora una volta Jack Miller il pilota più veloce in pista al termine delle due sessioni di prove libere. L’australiano come la scorsa settimana è stato il più veloce di tutti grazie ad un gran giro, ma l’obiettivo è invertire la tendenza al sabato e la domenica. Comunque sia, chi ben comincia generalmente è a metà dell’opera…

“Nessuna modifica di setting”

“Proveremo a fare un bel giro, anche se con la Ducati riusciamo a partire forte”, chiosa Miller sulla qualifica. “Vedremo cosa potremo fare domani. Questa mattina abbiamo fatto quello di cui avevamo bisogno lavorando sulle mappe. Nessuna modifica di setting invece, sarebbe stata inutile”. Al termine della FP2 ha rischiato un brutto highside: “Sto bene, sono cose che succedono quando spingi. Meglio un grande rischio di una caduta”.

“Pensavo mi togliessero il giro”

Dopo lo spavento, Miller è tornato in pista segnando il miglior tempo. La bandiera gialla causata da Nakagami però poteva compromettere tutto: “Credevo che mi cancellassero il giro. Io però non potevo rallentare, ero appena dietro di lui. Allora ho continuato a spingere e avevo abbastanza vantaggio per entrare in Q2. Non volevo che una situazione esterna potesse farmi finire nuovamente fuori dalla qualifica decisiva”.

“Io e Pecco parliamo, ma non di cosa fare in gara”

Tra la FP2 di venerdì scorso e questa i risultati sono gli stessi, ma le condizioni sembrano differenti. “Il grip pare diverso rispetto all’ultimo GP e ho potuto guidare in modo più simile a quanto fatto nei test”. In gara invece potrebbe cambiare qualcosa, magari lavorando di strategia? “Ogni pilota corre per se stesso. Io e Pecco ovviamente parliamo di alcune cose ma non su come comportarci in gara”.

“Lavoro molto bene con Pecco”

“È il terzo anno che lavoro con Bagnaia, c’è una buona relazione”, prosegue. “Entrambi abbiamo un bel modo di commentare cosa succede e su alcune cose della pista, oltre che al comportamento della moto o il grip. Lavoriamo bene insieme”.

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