MotoGP: Irene Aneas, per comunicare ci vuole sensibilità

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei personaggi ‘nascosti’ della motomondiale: oggi tocca ad Irene Aneas, addetta stampa di Leopard Racing

24 gennaio 2021 - 19:00

Una tesi di Laurea può cambiare completamente il tuo destino e portarti a lavorare in MotoGP? Per quanto possa essere, la risposta è sì! È il caso della persona di cui andremo a parlare oggi nel nostro viaggio alla ricerca delle personalità del motomondiale più nell’ombra. Stiamo parlando di Irene Aneas, addetta stampa di Leopard Racing dal 2019 con cui ha vissuto già l’emozione di diventare Campionessa del mondo!

Spagnola di origine, il suo percorso presenta molti aneddoti interessanti e delle coincidenze che fanno senza dubbio sorridere. Basti pensare che Irene inizialmente avrebbe voluto lavorare nel mondo della Formula 1, non quello della MotoGP! La passione per i motori (e per lo sport in generale) però l’ha sempre accompagnata fin da piccola: “Da quando avevo 13 anni volevo fare la giornalista di Formula 1 e ho sempre studiato le lingue! In quel momento mi piaceva più la F1 e anche il calcio: con mio babbo alcune volte sono andata a vedere delle partite”.

“In generale lo sport mi è sempre piaciuto, in particolare dal punto di vista giornalistico e della televisione”, continua a confessarci Irene. Idee chiare fin da subito, dunque: “Arrivata al punto di scegliere gli studi universitari mi sono trovata ad un bivio. Mi hanno detto che giornalismo fosse una laurea molto generale, dunque ho preferito rinforzare le lingue e fare successivamente qualcosa di giornalismo”. Una volta finito un percorso è arrivato allora subito il momento di fare un passo ulteriore: “Ho preso la Laurea in traduzione e interpretazione e successivamente ho fatto un master in giornalismo”.

Le prime esperienze sono arrivate proprio durante gli studi universitari: “Nel 2012 ho lavorato al merchandising del circuito di Barcellona e l’anno successivo mi hanno proposto di fare tutto il mondiale alle gare europee”. La conoscenza delle lingue ha giocato un ruolo chiave: “Parlare tante lingue era utile per poter vendere di più dovendo viaggiare in tutta Europa. Da Sachsenring 2013 a Sachsenring 2014 ho quindi lavorato con il merchandising per i circuiti, ma è a Jerez 2014 che è arrivata la prima svolta..”.

La tesi di Laurea: un punto di svolta!

Qua la storia comincia a farsi interessante: “Si trattava del mio ultimo anno di Laurea e mi accingevo a preparare la mia tesi. Avevo scelto un tema, ma all’ultimo momento il mio professore mi ha fermata dicendomi che dovessi fare qualcosa che potesse servire per il mio futuro!”. A quel punto non ci sono stati dubbi: “Ho pensato a qualcosa riguardo Formula 1 o MotoGP.. ma come potevo incastrarla con qualcosa di letteratura? Credevo che il mio professore avrebbe rifiutato una tesi a riguardo, era impossibile mettere moto o macchine nella letteratura!”.

Vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo con Jerez 2014: “Nella stessa mattina, Ernest Riveras annunciava il suo passaggio a Movistar MotoGP. Il mio professore ha detto che gli avrei dovuto parlare per la mia tesi! Allora gli ho scritto, ricevendo però risposta negativa: Ernest riteneva tutto molto interessante, ma non aveva il tempo per ricevermi”. Se tutto sembra finire qua, vi sbagliate: “A Jerez gli ho scritto per conoscerlo, anche soltanto per cinque minuti! Mi sono fiondata dopo il lavoro agli studi Movistar e mi ha fatto fare una prova di traduzione”.

A questo punto logica vuole che tutto sia in discesa, ma non è andata così: “Risultato? In realtà non bene…”. Quella di Irene non sarebbe tuttavia una bella storia se finisse in questo modo e l’intraprendenza della futura addetta stampa di Leopard ha pagato ancora una volta: “Da quel momento mi sono laureata [con una tesi sull’analisi della terminologia delle parole in MotoGP, i più curiosi se lo saranno chiesto] e ho iniziato il master in giornalismo”.

Il master, senza saperlo, è diventata la seconda svolta: “Ho chiesto uno stage/tirocinio proponendomi nuovamente a Movistar MotoGP. Questa volta è andata così bene che già dopo il secondo mese stavano preparando il mio contratto”. Ed è iniziata una nuova carriera, il primo passo verso qualcosa di grande: “Per quattro anni ho fatto la traduttrice simultanea in diretta e facevo i reportage con il computer. Inoltre ero presente ai test e/o alla presentazione delle squadre; in off-season c’era la possibilità, durante la stagione invece no dovendo essere presente negli studi a tradurre”.

Buriram 2018: la chiamata di Leopard Racing

Passo dopo passo, lavoro dopo lavoro, è arrivata poi la chiamata di Leopard: “Ci siamo conosciuti nel 2018 durante i test invernali a Jerez. Io ero presente come giornalista e ho intervistato Enea Bastianini, oltre ad aver parlato con i capi del team”. Improvvisamente è arrivata poi la proposta per diventare la loro press officer: “Durante il GP della Thailandia mi ha chiamato uno dei box e chiesto se fossi interessata a diventare addetta stampa. Loro avevano bisogno di una persona e io avevo le caratteristiche che servivano. Dopo un paio di colloqui è arrivata poi la fumata bianca”.

Da quel momento è iniziato un viaggio straordinario: “Nel 2019 ci siamo conosciuti: dovevo capire lo stile del team e applicarlo nel mio lavoro, dunque nella comunicazione, gestione dei social media, preparazione degli shooting…”. Tutte mansioni andate sempre in crescendo con l’aumentare della fiducia: “Con il passare del tempo ho fatto sempre più cose, per mia volontà. Porto la comunicazione (dai comunicati stampa ai social media), accompagno i ragazzi nelle sessioni con i media e tanto altro. A volte faccio anche lezioni di inglese ai piloti che lo vogliono imparare”.

Irene e la sua maniera di intendere la comunicazione

Ci sono tanti aspetti da tenere sott’occhio, tra cui quello mentale: “Secondo me nel mio lavoro c’è una componente molto psicologica: bisogna capire che sono ragazzi giovani e dunque comprendere quando è il momento adatto per fare le cose”. Oltre a questo, il sapersi sempre rinnovare: “Loro non mi chiedono di più, sono io che giorno dopo giorno mi sono adattata e ho fatto cose diverse. Cerco sempre di portare delle novità”.

Come descriverebbe dunque Irene il suo modo di comunicare? “Diretto, educato, positivo e comprensivo. Ad esempio, quando voglio fare dei contenuti parlo con meccanici e piloti per chiedere le loro disponibilità. Provo a mettermi nei panni degli altri: ci sono dei momenti in cui bisogna essere flessibili, altri in cui bisogna essere un po’ più intransigenti”. Come capirli? “Non saprei.. magari sono intuizioni e l’esperienza da giornalista aiuta. È una cosa che viene da dentro, penso che serva una sensibilità particolare”.

Eppoi c’è la vita con il team: “Vivere con persone che hanno la tua stessa passione è molto speciale. Ci sono cose che si possono vivere solo con gente che capisce cosa provi”. Rapporto speciale, legami speciali: “Quando passi tanti giorni con la squadra diventano sotto sotto un po’ la tua famiglia. Poter vivere da dentro tutte le emozioni è la cosa più bella. Inoltre i ragazzi mi hanno sempre fatto sentire parte di loro. Non posso che ringraziare i miei colleghi, sono felice di lavorare con tutti quanti: bravissime persone che mi hanno sempre aiutato”. Un messaggio chiaro: “Tutte le cose che viviamo ti fanno venire la pelle d’oca. Significa avere passione e sempre voglia di migliorarsi, vivere come se fosse una cosa al 100% tua. Sia nelle cose belle che in quelle meno belle”.

Phillip Island 2019: Campionessa del mondo e… Marco Mengoni!

Irene Aneas può inoltre poter dire di essere campionessa del mondo. Nel 2019, anno da “rookie” come press officer di Leopard Racing, è arrivato lo storico titolo di Lorenzo Dalla Porta in Moto3. Una emozione unica: “Vincere il mondiale è un qualcosa di incredibile: vedere l’emozione, il lavoro che c’era dietro è stato bellissimo!”. Le abbiamo chiesto allora com’è stato vivere quel wekeend: “Ci hanno chiesto tantissime interviste! Ho chiesto a Lorenzo (Dalla Porta) se volesse gestire tutto diversamente rispetto al solito, ma ha voluto procedere come avevamo fatto ogni weekend”.

Un fine settimana però non come tutti gli altri, con tantissime cose da preparare e moli di lavoro moltiplicate rispetto al solito: “Dorna ci ha chiesto di seguire Dalla Porta con una GoPro per tutta la settimana, idem DAZN. In quel caso Lorenzo ha preferito che fosse uno del team ad eseguire le operazioni, non un giornalista esterno. Successivamente dovevo preparare il numero 1 che abbiamo messo sulla moto insieme ad un pannello azzurro con il ‘World Champion’ sulla lavagna. Insieme alle mansioni abituali ho dovuto gestire anche tutto questo!”

In aggiunta, Irene doveva operare nell’ombra: “Lorenzo non poteva sapere cosa stessi facendo, dovevo dargli la stessa tranquillità di ogni altro weekend. Quando ha vinto c’è stata un’emozione grandissima! Poi è arrivata la Malesia, con i giornalisti che mi chiamavano mentre dormivo: da loro era giorno, ma a Sepang in quel momento era notte. È stato un periodo molto denso di impegni con tantissime cose da gestire”. Una “fatica” piacevole: “Un mese stressante, ma parlo di uno stress molto bello! Bisogna sapersi adattare, fare moltissime cose e fare moltissime cose in poco tempo”.

Nel suo percorso lavorativo ci sono altri due episodi custoditi nel cuore: “Nel 2015 ho dato voce a Marc Marquez e Valentino Rossi durante il Sepang clash! Entrambi hanno detto la loro e la persona che li ha fatti “parlare”.. sono stata io!”. Di notevole carica emotiva anche l’ultima traduzione: “In quel caso era presente Randy Mamola come commentatore tecnico. Alcune volte facevo la traduzione dato che parlava in inglese. Quel giorno era sia il mio ultimo giorno che il suo ultimo giorno. Ha detto grazie a Movistar e Ernest perché si è sentito a casa e hanno fatto un gran lavoro. Quelle stesse parole che poi ho tradotto potevano essere benissimo le mie: ho pianto quel giorno in diretta”.

Sempre parlando di traduzioni, Irene oltre a poter dire di essere campionessa del mondo si occupa di un cantante piuttosto conosciuto in Italia: “Sono la traduttrice spagnola di Marco Mengoni. Nei suoi tour in Spagna sono presente con lui e quando ha dei dubbi sono lì per aiutarlo”. Pensare che inizialmente non lo conoscesse così bene: “Sinceramente non pensavo fosse così popolare. Quando ho detto alle mie amiche Italiane di essere la sua traduttrice sono impazzite! In quel momento ho compreso la portata che avesse Marco Mengoni (risata)”.

“Se il cuore desidera tanto qualcosa, a volte succedono cose speciali”

Guardandosi indietro, però, Irene avrebbe mai creduto a tutto questo? “Ero convinta di volerlo, ma aspettarselo… no! Non mi sarei immaginata che la mia vita sarebbe stata questa. Per me ora è la normalità, ma quando mi fermo e guardo ciò che ho fatto/vissuto mi viene da piangere. Nei miei migliori sogni non mi sarei mai immaginata un percorso del genere. Ho vissuto ogni occasione con il cuore, chi si sarebbe aspettato ciò che è arrivato!”

C’è allora un messaggio che direbbe alla se stessa bambina? “Mi direi di non mollare mai: non sai quante cose belle ti aspettano. Non lasciare che nessuno distrugga i tuoi sogni, devi lottare fino alla fine. Devi sempre mettercela tutta, non arrenderti mai. Se il tuo cuore desidera tanto una cosa a volte capitano le cose speciali come il lampo che ha avuto il mio professore durante la mia tesi di Laurea o il mio iniziare a lavorare per il merchandising”.

Irene non ha dubbi su se stessa: “Sono una lottatrice e una combattente, faccio tutto con il cuore e lotto fino alla fine!”.

Una storia di casi che si incastrano al posto giusto, fatta di tanti sacrifici e voglia di fare. All’improvviso ogni occasione può diventare un’opportunità, anche quando meno te l’aspetti, se la desideri ardentemente dentro il tuo cuore. E guai a parlare di fortuna!

Un bellissimo percorso che ha sicuramente tante altre belle pagine da raccontare. Non ci rimane che fare un grande in bocca al lupo ad Irene e… augurarci di risentirci per le future puntate!

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