ABU DHABI - UNITED ARAB EMIRATES - DECEMBER 14 : Ferrari Sporting Director Massimo Rivola ponders a question as Etihad Airways COO Peter Baumgartner (R) looks on during the Arabian Sponsorship Forum 2009 at the Emirates Palace on December 14, 2009 in Abu Dhabi, United Arab Emirates. (Photo by Getty Images)

MotoGP Il teatrino continua “Aldridge si siede 10 minuti nel box e…”

La Corte FIM ha assolto il commissario tecnico ma la bufera non finisce: il delegato tecnico è ancora nel mirino, soprattutto di Aprilia

28 marzo 2019 - 8:30

Le quattro Case che hanno fatto due volte reclamo contro la Ducati al momento non hanno ancora fatto sapere se porteranno la questione davanti al TAS, l’unico tribunale terzo (cioè: non dipendente dalla Federmoto Internazionale Motociclistica) con ampio potere di dirimere la questione. Però continuano ad avanzare accuse ben precise, soprattutto verso il sistema di controllo della MotoGP. L’operato del direttore tecnico Danny Aldridge è stato difeso da Dorna e in due gradi di giudizio dei tribunali FIM ma è ancora all’indice.

Perdita di autorevolezza

Non esiste che un direttore tecnico entri nel box e in 10 minuti dia il via libera dopo che gli è stato semplicemente detto a cosa serva un certo elemento” ripete le  accuse l’amministratore delegato di Aprilia, Massimo Rivola (nella foto) a La Gazzetta dello Sport. “Il d.t. Danny Aldridge è uscito legittimato dalla sentenza perché ha cambiato ancora una volta idea, dopo avere dichiarato una prima volta che “lo scopo era solo quello di raffreddare la gomma posteriore”. La Federazione non poteva sconfessare se stessa. Dire che la Ducati ha imbrogliato non è la giusta conclusione. Si sono mossi in maniera giusta, sfruttando le lacune, sono stati bravissimi ad andare al limite. Il punto debole non è la Ducati, ma chi fa le regole”. 

“I rapporti non saranno più gli stessi”

Quindi, secondo l’Aprilia, la Ducati è stata “furba”, approfittando dell’incompetenza e della leggerezza del delegato tecnico. Che, sulla carta,  è un commissario FIM ma in realtà è stato “nominato”  da Dorna, il promoter plenipotenziario. Anche se a livello legale la storia finisse qui, e anche se le corti FIM lo hanno “salvato”, la perdita di autorevolezza di Danny Aldridge è totale. E, ovviamente, anche l’intero sistema autoreferenziale che regge la MotoGP ha subìto un durissimo colpo. “I rapporti fra le Case d’ora in poi non saranno più gli stessi” è la sibillina ammissione di Luigi Dall’Igna, direttore generale delle corse Ducati.

1 commento

amil
17:28, 28 marzo 2019

FORZA RIVOLA !!!! Ducati è FURBONA da sempre !!!!!
lo fa in maniera soft, ma gira e rigira , i regolamenti sono sempre a loro favore !!! vedi SBK da quando è nata la specialità, Ducatri ha sempre avuto dei vantaggi ” peso” cilindrata” “possibilità di modificare la moto” e non ultimo limitare i giri degli altri !!!! Non ne sono orgoglioso !!!
ora hanno trovato anche DANNY ALDRIDGE dalla loro ….

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