Franco Morbidelli

MotoGP, Franco Morbidelli 2° “Quartararo mi dava paga, io alzo il livello”

L'ex iridato della Moto2 protagonista della qualifica: 2° tempo, finalmente davanti allo scomodo compagno di squadra

19 ottobre 2019 - 8:53

Franco Morbidelli protagonista della qualifica di Motegi con uno strepitoso secondo tempo, miglior piazzamento della sua ancora acerba carriera in top class. Nei GP precedendi Fabio Quartararo è andato più forte di lui, le gerarchie nel team Petronas si erano rovesciate rispetto a quanto ci si attendeva ad inizio stagione. Ma l’ex campione Mondiale della Moto2 ha mantenuto  la calma, e adesso può passare all’incasso.  Ecco cos’ha confessato alla Gazzetta dello Sport, che dedica a Morbidelli la pagina motori di sabato 19 ottobre. L’intervista è di Paolo Ianieri.

«Non mi era mai successo di prendere paga dai miei compagni in cinque anni di Mondiale. Quindi ero abituato bene. Ma c’è sempre una prima volta, dovrò imparare da questa esperienza».

La vive male?

«La vivo come va vissuta. Sicuramente non sono felice, ma non mi dispero, cerco di essere obiettivo, lucido. Guardo i suoi dati per capire cosa fa, e allo stesso tempo cerco di migliorare io in generale, di alzare il livello. Fabio ha un livello maggiore del mio, devo impegnarmi per raggiungerlo».

Per Wilco Zeelenberg, suo team manager, Quartararo ha il vantaggio di essere partito da un foglio bianco, avendo guidato solo la Yamaha, mentre lei deve ancora “dimenticare” la Honda.

«Secondo me non è vero. La stagione alla Honda è sì stata difficile e particolare, ma non credo abbia pregiudicato quest’anno, o che mi abbia rallentato nell’apprendimento. La MotoGP oggi è molto estrema, devi capire bene il punto forte della moto e sfruttarlo».

Il suo capotecnico, Ramon Forcada, è tra i più esperti. Che rapporto avete costruito?

«Ramon innanzitutto è un grandissimo capotecnico, che è la cosa più importante. Ma poi ho scoperto una persona molto bella, siamo in sintonia su molte cose, condividiamo tante passioni. Dal calcio allo sport in generale. Oltre alle moto, da cross, enduro…».

Lo descrivono come un personaggio un po’ burbero.

«Non è proprio vero. È una persona grande e il modo in cui magari si pone può essere differente da un giovane. Ma non direi burbero, semmai ha quella schiettezza che per questo lavoro va ancora meglio».

A proposito di tecnici, Rossi cambierà il suo.

«Non ne avevamo parlato, ma non mi ha sorpreso. Se la guardi da un certo punto di vista la dice lunga sul modo di essere di Vale. A 40 anni e 9 Mondiali verrebbe da pensare che motivazioni o stato d’animo siano cambiati. Invece anche per come sta andando adesso, forte ma senza essere davanti sempre, il suo atteggiamento non muta. Insiste, cerca di migliorare, e fa queste mosse rivoluzionarie perché si vede che è ancora spinto da una grande forza e passione».

Voi due spesso sembrate soffrire degli stessi problemi.

«Non credo. Ultimamente ci stiamo trovando spesso insieme in gara e ci giochiamo il “premio” dell’ultima Yamaha (ride; n.d.r.). Un premio che per il momento sto vincendo io. Però va detto che, per vincerlo, spesso basta arrivare sesti, settimi: vuol dire che il livello delle altre M1 è molto, molto alto. Dobbiamo, e lo dico più a me che a lui, migliorare e stare al passo con le altre due».

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