MotoGP, Ducati Team 2021

MotoGP, Ducati forza 100: “Cuore e fantasia contro i super budget”

Stagione MotoGP da incorniciare per Ducati, anche se non arriverà il Mondiale Piloti. Il team, formato da un centinaio di tecnici, sfida le big giapponesi.

7 ottobre 2021 - 8:45

La Ducati Desmosedici non permetterà di vincere il titolo piloti in questa stagione MotoGP. Ma a Borgo Panigale sono vicini alla riconferma del Mondiale Costruttori e per Team. 52 i punti che separano Fabio Quartararo da Pecco Bagnaia, solo tre i week-end di gara restanti: Misano, Portimao, Valencia. Dopo la pausa estiva è esploso il talento del giovane piemontese, troppo tardi per lottare contro la tenacia e costanza del francese in sella alla M1. Ma il sogno è solo rinviato.

Una moto versatile

Con le Ducati è impossibile lottare. Sembra che non abbiano punti deboli… Tutti possono vincere con questa moto“. Queste le parole di Pol Espargarò dopo il GP di Misano, che rispecchiano il parere comune all’interno del paddock MotoGP. Austin non era un circuito troppo favorevole alla GP21, eppure quest’anno Ducati ha portato a casa una pole (terza consecutiva) e un podio. Merito di una rivoluzione intrapresa dal 2013 nella parte tecnica, dall’inizio del 2021 per quanto concerne la line-up piloti. Johann Zarco è l’unico veterano tra i “magnifici 6”, gli altri sono giovani atleti che attendono solo di emergere come nuovi big. Non solo Pecco ha iniziato a fiorire, ma anche Enea Bastianini sembra aver trovato la retta via: podio a San Marino, 6° posto in Texas.

5 piloti su 6 a podio

I punti forti della Rossa emiliana sono due: la frenata e l’accelerazione. I tecnici italiani sono riusciti a realizzare una moto meno aggressiva, rendendo più fluida l’erogazione della potenza, e capiscono che “la velocità è molto importante per la strategia di gara, perché così è più facile sorpassare i piloti in rettilineo e in curva”. La potenza del motore V4 è sempre stato un pallino di Dall’Igna, il sine qua non il prototipo non potrebbe eccellere nella foresta della MotoGP. “Una buona moto dà al pilota la possibilità di usarla come vuole e la nostra fa“. Parole che trovano seguito nei fatti: ad eccezione di Luca Marini, gli alfieri del marchio sono saliti sul podio almeno una volta e nella top-5 in classifica ci sono tre Ducati.

Desmosedici in evoluzione continua

Potenza ma anche facilità di guida, su questo secondo punto si muove l’evoluzione per la prossima stagione. Nel recente passato Gigi Dall’Igna e i suoi uomini sono stati molto abili a muoversi nella zona grigia del regolamento, specie nel settore dell’aerodinamica. Le alette (poi bandite nel 2017), le carenature, le pinne, il dispositivo sul forcellone, il sistema holeshot: l’azienda di Borgo Panigale ha fatto scuola anche per gli altri costruttori. Nel test di Misano non hanno scoperto le carte in tavola, a Jerez forse intravedremo qualche novità interessante. “Non so cosa avremo nel 2022, ma è importante evolversi, creare qualcosa di nuovo… perché è la cosa migliore che possiamo fare nella nostra vita”.

La forza dei cento

La genialità e l’arguzia del team sta nei risultati ottenuti nonostante un budget ridotto rispetto ai colossi giapponesi, ma anche agli austriaci della KTM. Lavoro e dedizione sono i punti cardini, i segreti di un successo che dovrà essere coronato con il titolo piloti MotoGP. “È la ciliegina sulla torta che ci manca, ma dobbiamo continuare a lavorare così e penso che prima o poi il titolo piloti che ci meritiamo arriverà“, ha detto il direttore generale ad ‘AS’. “Siamo poco più di un centinaio nel reparto corse Ducati e quello che ci manca in risorse lo mettiamo con il cuore e la fantasia o l’immaginazione. La fantasia è uno degli aspetti più importanti della vita, questa include l’immaginazione a livello tecnico“.

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3 commenti

fabu
13:33, 7 ottobre 2021

questo forse oggi potrebbe dirlo solo Aprilia. se più di cento persone nel progetto MotoGP e Audi dietro le spalle significano carenza di budget…

FRA 1988
11:53, 7 ottobre 2021

Il budget non deve sempre essere una scusa dato che la Suzuki (2020) vince investendo meno della metà di Yamaha e Honda,. Le imprese possono accadere ma in questa annata sono stati buttati via troppi punti. Miller ha vinto due gare( Jerez-Le Mans) che dovevano essere conquistate da Bagnaia invece non si sbloccava.
La straordinaria competitività della moto si vede da quanto sta andando forte Jorge Martin con Pramac.

    Max75BA
    17:35, 7 ottobre 2021

    Purtroppo Miller il pilota che avrebbe dovuto essere costantemente in lotta per il titolo ha deluso…però Bagnaia, Martin e Bastianini sono una bella speranza per il prossimo

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