MotoGP, Cal Crutchlow

MotoGP, Cal Crutchlow: “I piloti non sono degli eroi”

Cal Crutchlow emblema del politicamente scorretto nel "freddo" mondo della MotoGP. Pilota "operaio", non si sente un eroe, ma diverso dai colleghi "robot".

27 gennaio 2021 - 8:21

L’avventura in MotoGP di Cal Crutchlow è durata ben dieci anni: tre stagioni in Yamaha, una in Ducati, sei con la Honda. Sarà ricordato a lungo per il suo carisma dentro e fuori dalle piste, per la fama del politicamente scorretto, per dire ciò che pensava senza troppi peli sulla lingua. Non era forse il personaggio desiderato dal mondo disciplinato dei costruttori, ma il britannico non ha nessun rimpianto. E questo ha contribuito a renderlo famoso tra i suoi innumerevoli fan. “Alla fine della giornata, non sono diversi da me. Invece molti piloti pensano di essere al di sopra degli altri, perché sono in una posizione privilegiata… Molte persone credono che i piloti siano eroi“.

Crutchlow ha sempre sottolineato il suo carisma cinico e ironico nelle conferenze stampa, definendo “robot” la maggior parte dei suoi colleghi. “Se è giusto o sbagliato dirlo, è difficile saperlo! Ma non mentirò sulle cose, dirò la verità o come mi sento“, ha spiegato a Crash.net. “Ma è per questo che ho sempre avuto un buon rapporto con i media. Sì, certo che mi hanno messo nella merda un paio di volte, ma alla fine penso che le persone mi rispettassero per questo, perché sono diverso dai robot che danno l’immagine aziendale e le risposte aziendali che i produttori vogliono. Penso che abbia funzionato bene per me nel corso degli anni e ha funzionato bene anche per i miei sponsor“.

Nel corso dei dieci anni in MotoGP ha mantenuto quasi sempre gli stessi sponsor, Monster su tutti. Collaborazione che proseguirà anche nel 2021, quando vestirà i panni del collaudatore Yamaha. Lavoro che gli permetterà di dedicarsi di più a sua figlia Willow e di evitare la parte più stressante della vita di un pilota: i viaggi. “Quello che non mi mancherà, e il motivo per cui ho preso la mia decisione, saranno i viaggi e la natura politica delle corse… Non mi piace attenermi alle regole!“. Sentirà la mancanza delle gare e degli amici del paddock, su tutti Jack Miller e Sammy Lowes. “Non vedo l’ora di guardarli entrambi, ma mi mancheranno settimana dopo settimana“.

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