MotoGP: Limiti della pista, le novità dopo Misano

Aggiornate le regole sulle infrazioni riguardo i limiti della pista. Ecco le ultime decisioni dopo quanto successo a Misano.

21 settembre 2019 - 13:10

Le polemiche suscitate in seguito a quanto avvenuto al Misano World Circuit hanno portato a qualche revisione per quanto riguarda le regole in caso di piloti oltre i limiti della pista. Ci sono state delle modifiche per quanto riguarda i cordoli e la zona verde già questo fine settimana. Vediamo nel dettaglio quali sono le ultime novità per le categorie del Motomondiale.

L’erba artificiale presente finora è stata sostituita da un vero e proprio bordo, un modo più sicuro per i piloti di spingere al limite. Questo però ha lo scopo anche di scoraggiare i ragazzi in pista ad andare oltre i limiti della pista, evitando quindi i vantaggi che possono esserci in questi casi. Avere entrambe le ruote fuori dai limiti della pista è un’infrazione che porta alla cancellazione del tempo in quel settore e quindi l’eliminazione del giro completo. Se succede in gara, ci sono varie soluzioni.

Se il pilota è chiaramente svantaggiato da questa manovra, non ci saranno conseguenze. Possono esserci errori, ma troppi indicano che il pilota sta traendo un vantaggio. Se avvengono tre infrazioni, verrà comunicata un’ammonizione. Con cinque infrazioni scatta la Long Lap Penalty, segnalata immediatamente al pilota con un messaggio inviato sulla dashboard. Si parla poi anche di MotoE, che ha gare ben più corte. Dopo una sola uscita di pista arriverà l’ammonizione, dopo tre scatta la Long Lap Penalty.

Se i FIM MotoGP Stewards vedono che il pilota ha tratto un chiaro vantaggio anche con una sola infrazione, può essere comminata una penalità. A seconda della manovra si può scegliere tra cambio di posizione, penalità di tempo e Long Lap Penalty. Come detto, Safety Commission si è riunita ad Aragón per prendere queste decisioni, conseguenza di quanto successo a Misano. Ci riferiamo in particolare all’ultimo giro della gara Moto2, con il duello tra Augusto Fernández e Fabio Di Giannantonio. Lo spagnolo è il vincitore, ma non è mancata qualche polemica per due sue uscite di pista proprio in quei momenti.

Da questo momento in avanti, un’infrazione nell’ultimo giro che ha conseguenze per il risultato in gara sta ad indicare che il pilota ha avuto uno svantaggio dall’uscita di pista. Se i MotoGP Stewards ritengono che non ci sia stato questo svantaggio, possono arrivare sanzioni con cambi di posizioni o aggiunte di tempo. In questo modo il pilota che è uscito di pista deve apparire in una posizione peggiore rispetto a chi ha percorso la traiettoria corretta fino al traguardo.

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