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Moto3, Tony Arbolino: “Motivato per riprendermi quello che mi hanno tolto”

Tony Arbolino pronto a lottare fino alla fine: l'obiettivo è vincere, poi si vedrà. Ma non risparmia critiche alla Direzione Gara ed agli Stewards per la gestione di certi episodi.

21 novembre 2020 - 9:15

Ultimo Gran Premio Moto3 per Tony Arbolino: nel 2021 passerà in Moto2, ma per ora in ballo c’è ancora la corona iridata. L’alfiere Snipers è l’unico italiano rimasto in lotta, distante 11 punti dal leader Arenas e 3 dal secondo classificato Ogura. Non manca qualche critica alla Direzione Gara ed agli Steward per alcune situazioni a suo giudizio non risolte nel migliore dei modi: un esempio è la sua messa in quarantena precauzionale per un contatto con un positivo. O altri episodi in gara. Ma Arbolino si lascia tutto alle spalle, pronto ad attaccare ed a puntare alla vittoria, per mettere pressione ai rivali.

“Undici punti possono essere tantissimi, come niente” ha dichiarato il pilota lombardo. Confermando poi il suo obiettivo principale del weekend portoghese: “Sono venuto qui per vincere la gara, senza guardare quello che fa Arenas. Anche perché so che se io andrò forte, dei due quello meno rilassato sarà lui.” Un ultimo assalto al titolo Moto3, come detto prima di passare in Moto2 nel 2021, ingaggiato da IntactGP. “Sarà diverso, questa squadra mi mancherà” ha ammesso il #14 a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Ma sono sicuro che anche con i tedeschi ci troveremo bene. Loro sono molto metodici, come me. Non vedo l’ora.”

Non dimentica però alcuni episodi ‘particolari’, come appunto lo zero di Aragón-1. “L’avrei digerito se non fossero poi accadute altre cose strane. Personale e piloti a stretto contatto con chi è risultato positivo che però non sono finiti in quarantena come me. Se ci sono regole, devo rispettarle a tutti.” Oltre a fatti in gara che hanno portato a diverse sanzioni (Lowes, Arenas). O ad assenze di penalità, come Jaume Masiá, che ha preso più volte il braccio di Ogura a Valencia-2. Un gesto che il giapponese ha commentato così: “Credo che volesse che io rimassi dietro di lui, per quello ha più volte allungato la mano. Ma non ha preso i freni, né ha fatto altro. Per me nessun problema.”

“Anche questi episodi non mi fanno sentire alla pari” ha continuato Arbolino. “Ci sono state troppe situazioni giudicate in modo diverso. No, non sono contento della Direzione Gara. Mi aspetto quindi una corsa calda, nella quale potrà succedere di tutto. Ma se servirà giocare duro, lo farò anch’io.” L’attuale terzo classificato Moto3, reduce dalla prima vittoria stagionale, è bello carico per questo gran finale a Portimao. “Mi sento al top. Anche perché dopo quello che è successo ad Aragón è aumentata la motivazione per riprendermi quello che mi hanno tolto. Ho perso punti, ma mi sento forte e motivato, e ho un team che mi spinge.”

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