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Moto3, Tony Arbolino: “Jorge Lorenzo il mio coach? Sarebbe un sogno”

Obiettivi ambiziosi per Tony Arbolino in questo 2020 in Moto3. Risolti i problemi fisici, il pilota Snipers vuole essere protagonista.

25 gennaio 2020 - 17:13

Nel 2019 abbiamo assistito alla crescita esponenziale di Tony Arbolino. Due vittorie, altri cinque podi e la lunga lotta per il podio in classifica generale lo dimostrano. Scontato dire che l’alfiere Snipers sarà uno dei piloti da tenere d’occhio quest’anno per la lotta iridata. Sembra risolto anche il dolore ad un braccio che ha condizionato il suo finale di stagione. Un’altra stagione in Moto3 quindi dopo aver rifiutato anche un’offerta per il cambio di categoria. Non gli dispiacerebbe poi continuare ad avere Jorge Lorenzo accanto, stavolta in qualità di coach…

“Non è molto chiaro qual è il problema” ha ammesso Arbolino a motogp.com, parlando dei guai fisici di fine 2019. “Da dire però che sto crescendo parecchio. Abbiamo però cercato di liberare i muscoli con i massaggi e spero che il problema non ritorni. Peccato, mi sentivo più forte di Canet e Ramírez, ma è andata com’è andata.” Per l’inverno, pochi cambiamenti: “Devo fare più esperienza col mio preparatore. Stiamo adattando il programma: sono molto alto e faccio fatica a compiere certi movimenti. Mi sto preparando bene sia fisicamente che psicologicamente. In Moto3 non sai mai cosa aspettarti, devi essere pronto a tutto.”

Il team manager della squadra, Stefano Bedon, ha chiarito nel corso della presentazione come l’obiettivo sia il titolo iridato. Una dichiarazione che ha fatto storcere il naso ad Arbolino. “Andremo avanti con il nostro programma senza pensare al campionato. Siamo concentrati su ogni appuntamento, pensando ad una gara per volta.” Appoggiandosi sempre al suo capomeccanico, Josep Martínez. “Mi ha sempre supportato, permettendomi di crescere molto. Dopo due stagioni assieme saremo ancora più precisi.” Rivali? “Ce ne saranno tanti. Petronas e Leopard hanno piloti molto forti. Ma come sempre ce ne saranno anche altri che possono emergere nel corso dell’anno.”

Come ha sempre sottolineato lo stesso pilota, nel 2019 c’è stata una grande crescita anche grazie agli allenamenti Jorge Lorenzo. Un inizio quasi casuale, sfociato in una grande amicizia tra i due. A fine anno ecco il ritiro del campione MotoGP, del quale ancora non si conoscono i piani futuri. Tony Arbolino non nega un certo pensiero: poterlo avere accanto come coach. “La prossima volta che lo vedo gliene parlerò” ha scherzato, ma fino ad un certo punto. “Non voglio interferire con le sue decisioni, ma sarebbe un sogno. Jorge è una macchina: mi ha cambiato tanto, ha condiviso con me la dedizione e la concentrazione che trasmette nel suo lavoro. Sarebbe l’ideale per me.”

Per Arbolino c’era anche l’occasione di effettuare il cambio di categoria. Un’offerta che però ha deciso di rifiutare. “Ho scelto assieme a Carlo [Pernat]. Lui sa cosa voglio, ma mi lascia anche spazio per decidere da solo. Da dire che il 2019 è stato il primo anno in cui sono riuscito ad essere davvero competitivo. Parlando con lui, gli ho detto che volevo essere pronto prima di andare in Moto2: per questo ho deciso di continuare per un altro anno con lo stesso team e sempre in questa categoria.”

Per puntare all’obiettivo iridato bisogna migliorare quello che non ha funzionato nella stagione appena conclusa. “Dovremo concentrarci di più soprattutto nella parte finale del campionato: è in questi circuiti che sono calato vistosamente. Stiamo analizzando passo dopo passo dove migliorare, in modo da essere competitivi anche su quei tracciati. Un anno di esperienza in più mi aiuterà ad affrontare al meglio le situazioni più complicate.” Le qualità ci sono, la determinazione anche: Tony Arbolino è pronto per essere protagonista fin da subito in questo 2020.

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