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Moto3, Romano Fenati: “Nessun rimpianto, sfida solo con me stesso”

Romano Fenati riparte con rinnovate ambizioni, un altro team ed una nuova moto. "Ho quello che mi serve per far bene e devo sfruttarlo."

4 marzo 2020 - 9:39

Cambio team e moto per affrontare una nuova stagione. Romano Fenati riparte con la Husqvarna del Max Racing Team per affrontare il 2020 in Moto3, a cominciare dal GP a Losail. Un’annata che scatta a singhiozzo per la quarantena mirata a causa del coronavirus, che ha lasciato a casa la MotoGP. Un esame a cui si è sottoposto anche il pilota ascolano, arrivato in Qatar non in ottime condizioni di salute. Il risultato è stato negativo: solo l’influenza ha rallentato gli ultimi test di Fenati, che ha saltato la prima giornata per poi recuperare nelle altre due.

Tutto pronto ora per disputare il primo Gran Premio stagionale, con Moto3 e Moto2 uniche protagoniste e quindi destinate a prendersi gli onori della cronaca. Per Romano Fenati si tratterà dell’ottava stagione nella categoria minore, una prima tappa in un clima in parte surreale. “Non è stata una decisione facile” ha dichiarato l’alfiere Max Racing Team. “Credo però sia giusto così, anche a causa di voci non univoche.” Di seguito ecco un estratto ell’intervista realizzata al pilota dalla Gazzetta dello Sport a ridosso del primo appuntamento della stagione 2020.

Che differenze ci sono tra la Husqvarna e la Honda?
L’ergonomia, ma soprattutto il motore: è più aggressivo nell’erogazione in alto ed in frenata devi essere più dolce. C’è molto margine di crescita. 

Crede che questa sia la sua ultima chance per essere un campione?
No, credo che potrei vincere pure in altre categorie. Qui però ho quello che mi serve per far bene e devo sfruttarlo.

Cosa si aspetta da un capo come Max Biaggi?
Non lo so, ma sa come si vince e i suoi consigli vanno sfruttati. Io sono qui per assorbire tutto da lui.

Alonso López è un compagno veloce e giovane. Una minaccia o uno stimolo?
Uno stimolo. C’è un buon rapporto, ma mi concentro soprattutto sul mio lato del box.

Che ambizioni ha?
Mi aspetto di lottare per la Top-5 in tutti i GP e a quel punto…

Quale aspetto tecnico deve migliorare?
La lotta nelle gare in gruppo. Il team mi sta aiutando, dandomi una moto versatile.

Con la ferramenta di famiglia ha chiuso?
La gestisce mamma, io ci vado quando posso. Mi piace non perdere il contatto con la realtà e odio chi si monta la testa.

In Qatar nel 2012 al debutto finì alle spalle di Viñales, ora al top in MotoGP. Non ha dei rimpianti per quello che avrebbe potuto ottenere senza certi sbagli?
Niente rimpianti. La verità su questi anni la conosco e la tengo per me: l’unica sfida che ho è con me stesso. Ognuno di noi fa qualcosa di unico e speciale a modo proprio. So perché non sono ancora giunto al top, ma sto lavorando per arrivarci.

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