Moto3: Romano Fenati, la vittoria della rinascita

Il successo di Romano Fenati in Austria è ricco di significati. In particolare, il ritorno di un talento che può continuare a dire la sua nel Motomondiale.

12 agosto 2019 - 8:40

Dal pensiero del ritiro al ritorno alla vittoria. Sono stati 10 mesi davvero difficili per Romano Fenati, che dopo il fattaccio di Misano, le sanzioni e la gogna mediatica, aveva davvero considerato l’idea di chiudere per sempre il capitolo delle due ruote. A dargli una nuova occasione il team Snipers, lo stesso che lo aveva inizialmente licenziato e che poi ha puntato di nuovo su di lui. La stagione non è iniziata al meglio, c’è voluto tempo, ma ‘Fenny’ è tornato a vincere: ora è a quota 11 successi, il migliore di sempre in Moto3 assieme a Joan Mir. Il risultato di un gran lavoro su di sé ed in squadra, un talento che può ancora dire la sua in questo Campionato del Mondo.

DALLA SQUALIFICA ALLA MOTO3 

Ci ricordiamo tutti quanto successo dall’anno scorso. Alla ‘pinzata’ sulla moto di Manzi durante il GP di San Marino sono seguite le giuste sanzioni, accettate dal pilota, che aveva riconosciuto fin da subito il grosso errore. Quel che è peggio, al pilota ed alla famiglia sono arrivati insulti e minacce di morte da parte di presunti ‘tifosi’, improvvisatisi giudici dietro uno schermo. Una pagina nera per il tifo sportivo, nonché una situazione molto difficile da vivere per chiunque. Proprio da qui è partita la rinascita di Fenati. Il lavoro invernale nel negozio di ferramenta del nonno, la decisione degli Snipers di puntare ancora su di lui una volta scontata la squalifica, l’impegno a migliorare dal punto di vista del carattere, per ripartire dalla Moto3. Ci sono stati alcuni errori forse di troppo nella prima parte di stagione, ma in un certo senso faceva tutto parte di un processo di crescita.

IL RITORNO ALLA VITTORIA 

Fin dalle prime gare chi gli lavora accanto, come il Team Manager Stefano Bedon, ha sottolineato il fatto che Romano Fenati è cambiato molto (ne avevamo parlato qui). Un simbolo forse è anche il casco completamente bianco, quello che aveva proprio all’inizio della sua carriera mondiale e ripreso negli ultimi GP, con una sola scritta, “Reboot”. Ad indicare la voglia di ripartire, lasciandosi tutto alle spalle. Il pilota ascolano si sta impegnando per non ricadere più nei ‘colpi di testa’ del passato, mostrando però di cosa è capace. In Austria ecco l’occasione che serviva: la pole position sabato (poi tolta per una penalità), una netta vittoria domenica. ‘Fenny’ torna ad esultare e lo fa con chi ha creduto nel suo talento e nella sua capacità di ricrearsi. Snipers festeggia anche con il secondo posto di un sempre più competitivo Tony Arbolino, il primo a complimentarsi con il compagno di squadra dopo la linea del traguardo. Emozionante anche l’abbraccio sul podio tra i due ragazzi, il segno del massimo rispetto di due piloti che vogliono dire la loro adesso ed in futuro.

“ORA BISOGNA CONTINUARE!”

“L’abbiamo cercata tanto questa vittoria, sono davvero contentissimo” ha dichiarato con un ampio sorriso a Sky Sport MotoGP. “Su questa pista poi, era una delle poche in cui non eravamo mai riusciti a salire sul podio. Farlo con pole position e vittoria è proprio il massimo.” Un’emozione davvero intensa, un fine settimana dal significato speciale dopo tutto quello che è successo. Un risultato voluto, ma non facile da ottenere viste che le condizioni ‘bagnasciutte’ della pista. “Si è creata la situazione giusta e sono riuscito a spingere, senza troppi disturbi. Ho tenuto poi il mio passo. Sono tornato a vincere, ma ora bisogna continuare!”

Difficile considerarlo in ottica iridata: il pilota ascolano è a ben 88 punti di ritardo da Lorenzo Dalla Porta, tornato provvisoriamente leader. Senza qualche errore nella prima parte di stagione chissà, ma Fenati può ancora dire la sua. Si è riscoperto vincente, conquistando il primo successo dalla tappa in Giappone del 2017: ora serve costanza per recuperare punti. “Ero 16° in classifica iridata ed ora sono 9°” ha detto. “Non è una situazione facile, ma potrei essere una pedina di disturbo per chi sta lottando per il titolo.”

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