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Moto3, Raúl Fernández: “Mantenere una routine aiuta molto”

Raúl Fernández ripensa al GP in Qatar, oltre a parlare dello stop forzato. Con un messaggio di supporto: "Dobbiamo ringraziare gli operatori sanitari."

26 aprile 2020 - 15:00

Raúl Fernández è approdato nel 2019 nel Motomondiale come campione CEV Moto3 in carica. Non un esordio assoluto, visto che anni prima aveva disputato alcune wild card e sostituzioni. La sua prima stagione iridata però non è stata proprio quella desiderata: arrivano piazzamenti in top ten, spicca in particolare un 5° posto, ma anche 9 zeri tra ritiri e risultati fuori dai punti. Non ha aiutato un clima in squadra sempre più deteriorato, tanto da decidere di cambiare aria in questo 2020. Riparte da un 10° posto in Qatar con i colori del team di Aki Ajo, che ripone grande fiducia in lui ed in Kaito Toba.

Dopo la prima gara però ecco lo stop forzato a causa dell’emergenza sanitaria. Una situazione chiaramente difficile da prevedere e che complica il lavoro del pilota spagnolo, che puntava ad essere protagonista in questo secondo anno mondiale. Si lavora da casa in altro modo, in attesa di capire cosa succederà per il Campionato del Mondo, sempre che sia possibile ripartire. “Il lockdown è cominciato appena tornati dal Qatar” ha raccontato Raúl Fernández. “Certo, posso trascorrere più tempo con la mia famiglia, ma è difficile rimanere concentrati. Mantenere una certa routine giornaliera mi aiuta molto in questo senso.”

Complesso soprattutto restare in forma. “Seguo una dieta ferrea, che non è semplice da mantenere rimanendo a casa. Mi alleno poi per circa due ore al giorno, facendo anche esercizi a cui normalmente non sono abituato.” Oltre ad essersi ‘riavvicinato’ alla Playstation. “Erano due o tre anni che non l’accendevo. In un certo senso è l’unico modo per competere.” Come detto, la sua categoria ha potuto disputare la prima gara stagionale. “Mi sono sentito il benvenuto fin da subito: è un team ‘familiare’, un aspetto molto importante per me. Il GP a Losail non è andato come speravamo, ma dobbiamo considerare i grandi passi avanti compiuti nel corso del weekend.”

In questa pausa è importante tenere i contatti con la squadra. “Cerco di non usare troppo il telefono, lo considero tossico. Quando lo uso però chiamo i ragazzi del team. Non vediamo l’ora di ricominciare!” Certo, compatibilmente con l’evoluzione della situazione a livello globale. “Dobbiamo ringraziare sempre gli operatori sanitari e chi lavora ogni giorno, non è facile. Il mio pensiero va anche a tutte le persone chiuse in casa, soprattutto i bambini. Ma se continuiamo così, non ci vorrà molto prima di tornare a competere.”

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