honda moto3 2020

Moto3, la tecnica: la piccola Honda punta su soluzioni originali

Honda ha progettato la Moto3 in maniera anticonvenzionale: il cilindro è "rovesciato" il doppio voluminoso scarico serve da...mass damper Ducati style

4 giugno 2021 - 13:00

di Paul Emile Viel 

Quando in HRC hanno progettato il prototipo Moto3, la scelta tecnica degli ingegneri è ricaduta su un cilindro “rovesciato”. Pertanto, su questo motore da 250cc che sviluppa circa 60 CV, l’aspirazione è nella parte anteriore. L’uscita dello scarico invece è nella parte posteriore della testata. Ciò ha portato ad un percorso più lungo dell’aria di aspirazione, per aumentare le prestazioni e favorire l’integrazione del motore nel telaio. Ha però ostacolato il percorso dei gas di scarico a spese della potenza massima.

Il loro unico rivale attuale, KTM, utilizza una linea di scarico convenzionale, con la valvola di scarico davanti a ciascuna valvola. Questo per aumentare la potenza del motore riducendo il disturbo delle onde sonore e migliorando il flusso di gas. Tuttavia, questa non è tutta la storia. Spesso infatti sentiamo dire che le Honda Moto3 hanno una migliore maneggevolezza grazie al motore avanzato  nel telaio, con conseguente spostamento del centro di gravità in avanti per migliorare il potenziale in curva.

Inizialmente Honda ha optato per una combinazione tubo/silenziatore di scarico passante sotto il motore. Curiosamente, torna in seguito ad un sistema più contorto, con due silenziatori sotto la sella, in modo da migliorare il flusso delle onde di scarico, e avere un vantaggio aerodinamico. I grandi silenziatori e il fatto che i gas di scarico, molto caldi,  riempiano il vuoto d’aria che si crea nella parte posteriore della moto,  aiutano ad aumentare la velocità di punta e danno un guadagno marginale in accelerazione.

Ma c’è un altro vantaggio meno ovvio di questo tipo di design. La massa dei doppi silenziatori si trova  lontana dal baricentro della moto, il cui movimento segue la flessione del telaio a frequenze diverse. Non è quindi sincronizzato con ciò che provoca il chattering in curva e di conseguenza può annullare efficacemente queste vibrazioni, fungendo da mass damper. Non siamo lontani dal principio della Salad Box utilizzato in MotoGP dalla Ducati, un po’ meno sofisticato…

Foto: Dorna Sports

L’articolo originale su paddock-gp

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