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Moto3, Sergio García: “Nuovi limiti d’età? Alla lunga ne saremo grati”

Sergio García ha chiuso 3° nella stagione Moto3 2021, lottando a lungo per il titolo. Nel 2022 l'obiettivo è lo stesso, puntando su una maggiore costanza.

1 dicembre 2021 - 17:57

di Ana Puerto 

Sergio García Dols (Burriana, 22 marzo 2003) è un pilota che nel 2021 ha messo a referto la sua terza stagione nel Mondiale Moto3. In questo breve periodo è già riuscito ad ottenere risultati di rilievo. La prima vittoria mondiale a Valencia a fine 2019, due podi nel 2020, in quest’ultima stagione ha conquistato tre vittorie, tre podi e la sua prima pole. Nonostante sia da poco nel Campionato del Mondo, ha già esperienza con più moto, ovvero la Honda e la GasGas. In questo 2021 poi ha chiuso come 3° iridato, certo una rampa di lancio per il prossimo campionato nella classe minore.

Appena arrivato nel mondiale hai conquistato la tua prima vittoria a Valencia. Come l’hai vissuta, anche per il fatto di averla ottenuta su un tracciato di casa?
Poter vincere nel mio primo anno mondiale è stato molto bello. Credo sia stata la giusta ricompensa per il lavoro svolto durante la stagione. È stato un anno durissimo, ho fatto davvero tanta fatica a far funzionare le cose. Ma alla fine ci sono riuscito, ho chiuso 2° in Malesia e poi ho vinto a Valencia.

Com’è stato il cambio da Honda a GasGas?
Molto positivo. Alla fine si tratta di due moto totalmente diverse, non hanno proprio nulla in comune per modo di guidarle. All’inizio ho fatto fatica, non riuscivamo a trovare il setting giusto, ma quando ci siamo riusciti mi sono sentito molto bene. È una moto che si adatta al mio stile di guida.

Con che moto ti senti meglio?
Per il momento direi la GasGas. È quella con cui ho vinto più gare e spero di continuare così anche l’anno prossimo.

Com’è il rapporto con il tuo compagno di box Izan Guevara?
Bene, direi un rapporto da compagni di squadra. Ci troviamo bene e credo ci debba sempre essere rispetto visto che lottiamo per lo stesso obiettivo. Alla fine non smettiamo di essere rivali.

Cosa pensi delle nuove regole riguardo l’età nel Mondiale?
Credo vadano bene. Da piccoli, molti vogliono solo correre tanto e salgono di categoria senza essere preparati, anche se certo dipende dai casi. Ci sono ragazzi che a 16 anni sono pronti per entrare nel Mondiale, mentre altri che a 18 ancora non lo sono. Ma certo è un’altra misura di sicurezza di cui alla lunga saremo grati.

Nel 2021 hai ottenuto tre vittorie e tre secondi posti, più una pole e due caselle in prima fila. Come definiresti questa stagione?
Positiva. Dopo tre gare andava già meglio ed abbiamo iniziato a lottare per il Mondiale. Abbiamo passato l’anno a recuperare punti a Pedro [Acosta]. Eravamo però un po’ alla pari: io recuperavo, poi lui rispondeva. Sono mancati però alcuni momenti chiave, come la caduta ad Aragón o la lesione ad Austin, che mi hanno impedito di lottare per il titolo fino a Valencia. Ma nonostante tutto sono contento, l’anno prossimo ci riproveremo.

Durante le FP1 nel GP delle Americhe hai riportato un ematoma ad un rene in seguito ad una caduta. Ti aspettavi di essere di nuovo competitivo dopo un mese di stop?
Era il mio dubbio. Sapevo che non mi sarei dimenticato come si va in moto, ma fisicamente certo cali un po’. Nelle prime libere infatti ho fatto fatica, non ero del tutto concentrato, mentre sabato ci sono riuscito ed è andata meglio, s’è visto che il livello c’era. Anche in gara è andata bene, stavo lottando per la vittoria.

Hai chiuso terzo nella classe minore. Quali sono gli obiettivi per il 2022?
Iniziare da un pre-stagione positivo per arrivare preparato alla prima gara in Qatar e poter così lottare per la vittoria. Cercando poi di ripetermi in ogni corsa, con regolarità.

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Foto: motogp.com

L’articolo originale su motosan.es

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