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Moto2, Italia vincente al Sachsenring solo con Morbidelli. Ed in 250cc…

In Moto2 al Sachsenring ha vinto solo Morbidelli, altri invece in 250cc. Ed il GP della Germania Est? Vince Pasolini, prima della cancellazione per motivi politici... Un recap della classe intermedia.

15 giugno 2021 - 15:08

Il tracciato tedesco conosciuto come Sachsenring ha una lunga storia per quanto riguarda le due ruote. Parlando nello specifico dell’attuale Moto2, parliamo di dieci edizioni del Gran Premio di Germania sulla pista sassone, con l’Italia in trionfo una sola volta. Se guardiamo anche la tappa della 250cc, possiamo contare qualche successo in più, ma a referto anche un’altra vittoria tricolore nell’evento allora denominato della Germania Est. Un GP poi scomparso dal Campionato del Mondo per motivi politici… Quest’anno il Mondiale MotoGP torna a correre su questo circuito, ma vediamo in precedenza com’è andata per i nostri rappresentanti.

Moto2, 2010-2014

Partiamo dai ‘tempi moderni’. In primo a trionfare in questa nuova categoria è stato Toni Elías, terzo in griglia di partenza ma in gara capace di avere nettamente la meglio sul poleman Iannone (autore anche del giro veloce), seguito da Rolfo. Nel biennio successivo è Marc Márquez a mettere la sua firma sulla corsa al Sachsenring, proseguendo la sequenza iniziata nel 2010 in 125cc. Una volta battendo l’alfiere di casa Bradl, la seconda vincendo davanti a Kallio, terzo è sempre De Angelis. Altro trionfo iberico nel 2013, stavolta ci pensa Jordi Torres, con buon margine davanti a Corsi ed a Pol Espargaró. Ci spostiamo in Svizzera l’anno dopo, con la prima pole e la prima vittoria di Dominique Aegerter su Kallio e Corsi.

Moto2, 2015-2019

Più combattuta invece la corsa del 2015: Xavier Simeon infatti riesce ad imporsi per appena 83 millesimi sul poleman (e poi campione) Johann Zarco. Stesso discorso l’anno dopo (in condizioni di maltempo), con il francese vittorioso per appena 59 millesimi sul pilota di casa Folger, prima di arrivare all’unico trionfo tricolore in volata. Il poleman Franco Morbidelli infatti riesce ad avere ragione di Oliveira solo alla bandiera a scacchi e per 66 millesimi, 3° Bagnaia per mezzo secondo. L’anno dopo è l’occasione di Brad Binder, vittorioso su Mir e Marini, chiudiamo la carrellata con il successo nel 2019 del poi campione Alex Márquez, un hat-trick con annessi pole position e giro veloce davanti al pilota sudafricano ed al tedesco Schrötter.

250cc GP di Germania, 1998-2000

Facciamo un passo indietro, precisamente partendo dal 1998, quando il Gran Premio di Germania si sposta ufficialmente al Sachsenring, per rimanerci. In totale parliamo di sei successi tricolori più altri piazzamenti sul podio, ma andiamo con ordine. Nel primo anno di questo evento abbiamo la tripletta pole-vittoria-giro veloce firmata da Tetsuya Harada, che sul podio precede McWilliams e Valentino Rossi. Sarà proprio il Dottore a portare il primo successo italiano in questo Gran Premio, trionfando l’anno dopo su Capirossi (+0.148) e sull’alfiere di casa Waldmann. Segue un hat-trick da parte di Olivier Jacque, netto dominatore dell’edizione 2000 davanti a Ukawa e Nakano, prima di un triennio di dominio tricolore.

250cc, 2001-2009

Marco Melandri vince nelle stagioni 2001 (per 52 millesimi su Kato!) e 2002, in questa seconda occasione per meno di due decimi su Roberto Rolfo. Quest’ultimo completa la tripletta mettendo a referto l’anno dopo la sua prima vittoria mondiale in carriera. Biennio successivo con Dani Pedrosa letteralmente imprendibile (4 e 8 secondi di margine al traguardo), segue un doppio trionfo giapponese. Nel 2006 Yuki Takahashi ha la meglio su De Angelis per soli 58 millesimi, l’anno dopo zampata di Hiroshi Aoyama su Kallio, sul pilota sammarinese e su Lorenzo. L’era 250cc al Sachsenring si chiude con Marco Simoncelli grande protagonista: il riccio pilota romagnolo infatti, dopo aver ottenuto la pole in entrambe le occasioni, mette il suo sigillo nelle piovose edizioni 2008-2009.

250cc GP della Germania Est

Il primo evento mondiale al Sachsenring, con la ‘vecchia’ denominazione a causa della situazione politica del tempo, vede un netto dominio di Mike Hailwood, autore anche del giro veloce in gara. Dietro di lui c’è Jim Redman, che invece metterà il suo sigillo nell’edizione successiva proprio davanti all’alfiere britannico. Quest’ultimo però riprenderà la vetta del podio nel 1963 (terzo successo del GP parallelamente a quelli 350cc e 500cc). Si rimane nel Regno Unito anche l’anno dopo con Phil Read, in una corsa che vide Hailwood KO nei primi giri per un brutto incidente (fortunatamente meno grave di quanto si pensava inizialmente) che l’avrebbe tenuto fermo per un mese. Stessi nomi che si ripetono nelle edizioni successive: Redman trionfa nel ’65, segue Hailwood, poi è il turno di Read. Quest’ultimo seguito da Bill Ivy, che metterà il suo sigillo l’anno seguente proprio davanti al connazionale.

Il trionfo italiano, le polemiche nel ’71 e l’addio

Nella stagione 1969 ecco il primo ed unico successo italiano di categoria in questo GP. In un evento funestato dall’incidente mortale di Ivy (nelle prove della 350cc), Renzo Pasolini su Benelli firma la vittoria nella quarto di litro, superando di 3 decimi la OSSA di Herrero. L’anno dopo è la volta del britannico Rodney Gould sul nostro Grassetti, mentre nel funesto GP del ’71 (Bartusch scompare in un incidente durante le prove di categoria) ecco l’unica vittoria di un pilota di casa, Dieter Braun. È il successo di un pilota tedesco-occidentale, in opposizione quindi alla Germania Est, passato decisamente alla storia. Sia per il tentativo di farlo squalificare (il Direttore di Gara si è giocato così il posto) che per il canto dell’inno della Germania federale (vietato nella Germania Est) da parte del pubblico. Nel 1972 Jarno Saarinen si assicura il successo di margine sull’alfiere Aermacchi Renzo Pasolini, ma è l’ultima edizione mondiale. Quanto accaduto l’anno prima ha lasciato un segno e così il Gran Premio della Germania Est scompare a livello iridato.

Foto: motogp.com

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