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Moto2, Augusto Fernández: “Sangue freddo, piedi per terra e lavoro”

Augusto Fernández vuole riscattarsi dopo il primo difficile GP. Sarà una stagione ridotta. "Quest'anno serve costanza, non possiamo sbagliare."

3 giugno 2020 - 7:18

L’esordio stagionale non è stato certo quello sperato, ma Augusto Fernández viene considerato uno dei protagonisti del campionato Moto2 2020. Per lui c’è anche un cambio importante, ovvero l’approdo in EG 0,0 Marc VDS, campione 2019 con Alex Márquez. La pressione quindi aumenta, ma il pilota spagnolo predica pazienza, sottolineando in particolare come questa sia solo la sua seconda annata mondiale.

Adattarsi ad un altro team però al momento non è stato facile. “Già nei test le cose non andavano, ci serviva più tempo. In Qatar comunque non è andata troppo male, è stato quello che potrei definire un fine settimana ‘normale’. Certo poi c’è stato un errore di strategia che mi ha fatto partire molto indietro. Io però sono riuscito a recuperare. Abbiamo visto la luce” ha dichiarato Fernández a Marca.

Sta lavorando molto poi anche dal punto di vista psicologico. “Per fortuna ho un bel gruppo di amici e la mia famiglia, con loro posso parlare di tutto” ha sottolineato. “Loro mi aiutano a mantenermi forte mentalmente.” In particolare dopo alcuni episodi in pista (come la caduta ad Aragón) che non l’hanno aiutato a rimanere competitivo fino a fine stagione. “Al momento non abbiamo dimostrato che siamo migliorati, bisogna avere pazienza.”

Come detto, molti lo indicano come uno dei favoriti per il 2020. “Calma, è solo la mia seconda stagione completa nel Mondiale” ha precisato. “Certo, anche io voglio mantenermi costantemente nelle prime posizioni. Servono però sangue freddo, piedi per terra e tanto lavoro.” Soprattutto in una categoria così competitiva. “Non devi distrarti o puoi ritrovarti da 5° a 20°. Quest’anno poi bisogna essere costanti e non sbagliare.”

Sarà un campionato ridotto a causa della crisi sanitaria che ha stravolto tutti i programmi. “Disputeremo anche più di un GP negli stessi circuiti, ma va bene comunque. Io sono uno di quelli che ha bisogno di gare, non importa quando e dove. Certo sarà strano non avere pubblico sugli spalti, in particolare a Jerez. Ma dobbiamo solo essere grati a Dorna per lo sforzo che sta compiendo in questo periodo.”

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