Lin Jarvis: “Yamaha non è ai livelli di Honda e Ducati”

Lin Jarvis svela i cambiamenti in casa Yamaha. Più integrazione tra Giappone e divisione europea, dove si lavora su elettronica e aerodinamica.

24 luglio 2019 - 18:15

La vittoria di Maverick Vinales ad Assen, i quattro podi di Fabio Quartararo e Valentino Rossi sono anche merito di un nuovo modus operandi nei piani alti della Yamaha. I periodi di magra prolungati hanno spinto la fabbrica giapponese ad apportare dei cambiamenti nei ruoli manageriali. Primo fra tutti l’ingresso di Takahiro Sumi al posto di Kouiji Tsuya come project leader. Il nuovo direttore generale è Hiroshi Itou.

Ingegneri giapponesi compaiono in prima linea all’interno del box, maggior spazio ha ricevuto la divisione europea di Yamaha. Maggior peso all’elettronica con l’innesto dell’ingegnere Michele Gadda. Non si può parlare ancora di uscita dal tunnel della crisi, ma i primi spiragli di luce si intravedono. Lin Jarvis sa che Honda e Ducati hanno qualcosa in più e servirà tempo affinché la nuova filosofia dirigenziale consenta di raccogliere frutti. “Non siamo ancora ai livelli di Ducati e Honda, ci manca ancora qualcosa – ha detto il manager inglese a Motorsport-Total.com -. Su alcuni circuiti che non rivelano i nostri punti deboli, stiamo facendo bene. Ma abbiamo ancora molta strada da fare“.

Yamaha, la svolta è iniziata in Austria

L’11 agosto 2018 il capo progetto Tsuya, in occasione della gara di Brno, ha chiesto pubblicamente scusa ai suoi piloti per i ritardi tecnici. Da allora l’apparato di Iwata ha dato il via ad un lungo percorso di modifiche ancora in corso. “La nostra ripresa è il risultato di un punto basso raggiunto l’anno scorso in Austria, un momento critico in cui le cose non stavano andando bene. Da quel momento in poi abbiamo saputo che dovevamo apportare modifiche“. Non solo nell’organigramma Yamaha, ma anche con l’adozione di un team satellite in grado di poter schierare una terza M1 ufficiale (quella di Franco Morbidelli) e la costituzione di un test team con base europea. “Abbiamo cambiato il modo di lavorare con il nostro ufficio tecnico europeo“.

Lin Jarvis sottolinea un “atteggiamento molto più aperto” nel modo di lavorare con il Giappone. Quando subentravano problemi non venivano risolti tempestivamente a causa di una chiusura della fabbrica centrale. Ora c’è un’integrazione più solida tra la casa madre, il box e la divisione europea. Attualmente il gap principale è localizzato sulla potenza del motore e prima del 2020 non si potranno apportare modifiche, eccezion fatta nei test. “La MotoGP è molto importante per Yamaha, è l’unico progetto globale di pubblicità e marketing che abbiamo. Quindi – ha concluso Lin Jarvis – è inaccettabile non essere competitivi“.

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