Joe Roberts Moto2 2020

Joe Roberts: “Ho pianto quando Nicky Hayden ha vinto il titolo MotoGP”

Joe Roberts parla dei maggiori talenti statunitensi nel Motomondiale. E per il suo futuro: "Spero di lasciare un segno, proprio come loro."

28 marzo 2020 - 17:50

La sorpresa nell’unico GP Moto2 finora disputato, Joe Roberts non nasconde il sogno di riportare il suo paese in alto nel motociclismo mondiale. Un obiettivo non da poco, ma il giovane pilota di Malibù si è messo in evidenza per tutto il fine settimana a Losail. Può essere lui il nuovo ‘sogno americano’? Solo il tempo lo dirà, ma di certo si può dire che Roberts ha tanti esempi illustri del passato a fargli in un certo senso da guida.

A cominciare da Kenny Roberts, tre volte iridato in 500cc nel triennio 1978-1980. Un pilota “molto aggressivo, spettacolare per ciò che ha fatto e per quanto ha lasciato”, come lo definisce Joe Roberts in un’intervista a motogp.com . Non dimentichiamo Randy Mamola, di cui “ricordo soprattutto gli incredibili salvataggi”, o il quattro volte iridato Eddie Lawson, “velocissimo anche adesso, figurarsi all’epoca!”. Non nasconde però che gli sarebbe piaciuto averlo come compagno di box: “È un pilota da cui avrei potuto imparare molto.”

C’è poi Wayne Rainey, “un grandissimo lavoratore”, oppure Kevin Schwantz: “Dev’essere divertente andare in giro per il paddock con lui ed ascoltare le sue storie.” Di Kenny Roberts jr poi, “Mi sono allenato qualche volta a casa sua, è un ragazzo stupendo.” Ma sarebbe anche interessante trovarselo come rivale in pista. “Mi piacerebbe battagliare contro di lui, e batterlo!” ha specificato ridendo Joe Roberts. E il “cowboy” Colin Edwards? “Ero spesso con lui quando correvo in Red Bull Rookies Cup. Mi ha anche insegnato come fare le interviste!”

Si arriva poi al nome di Nicky Hayden. “Uno dei miei più grandi eroi” ha sottolineato. “Ho seguito tutta la sua carriera. Ho pianto tanto quando ha vinto il titolo MotoGP nel 2006.” Il compianto ‘Kentucky Kid’ è stato un esempio per Roberts: “Per me, una grande fonte di ispirazione. Ha dimostrato che tutto è possibile se ci si dedica completamente.” La carrellata di nomi finisce con Ben Spies: “Quand’ero bambino lui disputava il campionato americano. Lo guardavo molto, era un pilota pazzesco.”

Tanti piloti che hanno lasciato un segno nel Motomondiale. Nomi per il quale il 22enne pilota Moto2 nutre giustamente grande ammirazione e rispetto. E che sono anche ovviamente una bella fonte di ispirazione: l’obiettivo futuro è particolarmente ambizioso. “Spero di riuscire a lasciare un segno importante nel Campionato del Mondo. Esattamente come hanno fatto tutti loro” ha concluso Joe Roberts.

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