4 Aprile 2024

Fantic: Roberto Locatelli e la ricerca della ricetta perfetta stile MasterChef 

Roberto Locatelli, team manager Fantic, racconta le emozioni del successo di Canet in Portogallo e della leadership in Moto2

Fantic, Roberto Locatelli

Roberto Locatelli da pilota era abituato ai vertici. Tra il 1994 ed il 2009 ha conquistato un titolo Mondiale 125, ne ha sfiorato un secondo, è salito venticinque volte sul podio e ha vinto nove gran premi. Il primo successo da team manager Fantic ha un sapore speciale, unico. Il 24 marzo Aron Canet ha trionfato al GP del Portogallo ed è balzato in testa al Mondiale Moto2. Roberto Locatelli racconta le sue emozioni.

Prima vittoria con Fantic: come al Luna Park

“Vincendo la prima volta come team manager mi sono sentito come un bambino al Luna Park. Vivere il podio e guardare il mio pilota commuoversi durante l’inno nazionale è stato è stato come entrare a Disney World, con un film che iniziava nella testa. È come toccare qualcosa che ti fa sentire invincibile. Non dura troppo però camminando dal nostro muretto box, mentre tutti correvano, io ho rallentato per rendere quel momento il più lungo possibile. Mi ricordo ancora quando ho vinto il mondiale in Giappone e ho fatto un giro d’onore rallentando per poter vivere quell’emozione più a lungo. L’ho rifatto a Portimao per Aron Canet. È stata un’emozione veramente forte, con Aron che non aveva mai vinto una gara in Moto2 e con Fantic che mi ha affidato il ruolo di team manager. Mi sono sentito vittorioso insieme a loro, fa parte delle mie vittorie. C’è stata anche un po’ di pressione per il risultato sfuggito alla prima gara e questa pressione tu non la devi affatto manifestare perché devi toglierla al pilota. È un po’ come essere un padre con i figli. Per me Aron Canet oggi è il mio figlio sportivo.”

Aron Canet in certi aspetti ricorda Casey Stoner

“Ritengo che abbiamo il miglior pilota della Moto2. Come istintività mi fa pensare a Casey Stoner. Io e l’australiano eravamo compagni di squadra e quando c’era ancora una sessione di qualifica sia venerdì che sabato e con il suo tempo fatto segnare venerdì sarebbe stato ancora in testa alla classifica anche sabato. La sua prestazione era travolgente ed esplosiva. Non dico che Aron sia lo stesso, però mi ricorda questo. A volte ci sono somiglianze tra i piloti e nel modo in cui esprime la sua velocità Aron mi ricorda Casey. Questo è qualcosa che ho capito da quando ho iniziato a lavorare con lui nel primo giorno di test dopo il GP di Valencia 2023. Aron è molto esplosivo e questa sua esplosività va controllata. Mi sembra che stia facendo vedere che riesce a gestirla. È un suo traction control, non è un bottone elettronico ma un bottone psicologico. Se riesce sempre ad attivarlo al momento giusto è facile che si giri intorno a quello che è la posizione di Portimao”.

Come a MasterChef

“Abbiamo fatto appena due gare, bisogna mettere una virgola, ripartire e fare sempre un buon lavoro per ottenere il massimo. Io faccio un esempio semplice: è come MasterChef. Abbiamo gli ingredienti uguali a tutti ma in base a come li cuciniamo noi il risultato può essere meno buono o più buono. Dobbiamo essere bravi noi a fare un buon lavoro con ingredienti che tutti hanno.

Non si possono vincere tutte le gare ma essere sempre tra i protagonisti insieme agli altri, quello sì. Vogliamo dare sempre il nostro massimo e mettere un mattoncino dopo l’altro su un muro molto lungo: abbiamo gli attrezzi per costruirlo e possiamo realizzarlo. Lavoro con questo spirito in Fantic, andiamo in Texas con questo e vogliamo mantenerlo fino a Valencia”. 

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