Tony Arbolino

ESCLUSIVA Tony Arbolino: “Ho vinto la battaglia, non la guerra”

Intervista esclusiva a Tony Arbolino, il pilota dello Snipers Team che ha conquistato la prima vittoria al Mugello. L'importanza di allenarsi con Jorge Lorenzo, il confronto con Fenati e i sogni futuri.

10 giugno 2019 - 17:19

Il Mugello ha regalato due grandi ‘prime volte’ a due piloti italiani. Non solo Danilo Petrucci ha realizzato il sogno di una vita davanti al pubblico italiano. Anche Tony Arbolino, alla sua terza stagione in Moto3, è salito per la prima volta sul gradino più alto del podio, dopo il terzo posto a Río Hondo di qualche settimana fa. Sesto in classifica a quota 51, a 32 lunghezze dal leader provvisorio, il 18enne dello Snipers Team non vuole ancora pensare al titolo iridato, né ad un’eventuale promozione alla classe di mezzo. Davanti a sé c’è una strada molto lunga, ma la sensazione è che Tony Arbolino tra non molto farà parlare ancora di sé. Al suo fianco il pluricampione Jorge Lorenzo, che ha preso in simpatia il giovane milanese da qualche mese trasferitosi a Lugano.

Pole sfiorata a Le Mans e pole position centrata al Mugello. Nell’ultimo mese è migliorato il feeling con la Honda?

Pole position sfiorata a Le Mans, arrivata poi al Mugello. Nell’ultimo mese sono migliorato molto, è cambiato soprattutto il metodo di lavoro con la moto e mi trovo meglio.

Prima vittoria in Italia, l’avresti mai immaginato? E quali sono state le sensazioni sul podio mentre risuonava l’Inno di Mameli?

L’avevo immaginato, ci ho pensato molto e dopo un po’ di gare lì davanti prima o poi doveva accadere. La verità è che ce l’abbiamo fatta e riuscirci in Italia, davanti a tutti i fan, è stato incredibile. Manca ancora molto, abbiamo vinto una battaglia ma non la guerra.

Quinto all’inizio dell’ultimo giro, sei stato magistrale alla staccata della San Donato. Quando hai iniziato a crederci per davvero nella vittoria? 

All’inizio dell’ultimo giro ho sbagliato a prendere la scia, ero troppo attaccato al secondo e al terzo. Sono riuscito a staccare forte, anche se in quel punto facevo fatica, ma mi hanno passato due o tre volte. Ho cercato di tenere l’esterno, di non mollare, di non farmi passare e ho chiuso tutte le porte. Sono arrivato all’ultima curva secondo, come volevo. Ho fatto quello che avevo previsto perché sapevo che sarebbe stata la mossa vincente.

Nel 2019 primo podio e primo successo. Cosa ti aspetti in Catalunya e per il resto del Mondiale?

Primo podio nel Motomondiale in Argentina e anche quel momento è stato incredibile! In Catalunya mi aspetto di continuare come sto facendo adesso e sicuramente le cose riusciranno. Non dobbiamo strafare, ma prendere più punti possibili.

In questi giorni si parla tanto di Jorge Lorenzo. Che tipo di rapporto hai instaurato con lui a Lugano? Vi capita di allenarvi insieme?

Se ne sta parlando molto. Con lui mi alleno spesso e solo vederlo mi fa un grande effetto. Mi ha dato questa possibilità e cerco di sfruttarla al cento per cento.

Che percentuale di merito ha Jorge Lorenzo in questa vittoria?

Sicuramente una buona percentuale. Jorge, durante l’inverno, mi ha messo a disposizione Ivan, il suo preparatore atletico, che mi ha cambiato completamente la testa, oltre a prepararmi al meglio fisicamente. Devo molto a entrambi.

Dopo sei gare ti aspettavi di essere decisamente più avanti in classifica rispetto a Fenati? Adesso sei tu a dargli consigli?

Non mi aspettavo di essere così tanto avanti rispetto a lui, ma ancora non è niente. A volte capita di confrontarsi, ma non gli do consigli. Romano ha grande esperienza, arriverà presto e sarebbe bello riuscire a lottare per la vittoria insieme.

Credi nella conquista del titolo 2019. Ti sentiresti pronto per il salto in Moto2?

Ancora non sto pensando né al mondiale né alla Moto2. Sto pensando a fare le gare nel miglior modo possibile, a vincere ed a conquistare podi, che è la cosa più importante. Non sento alcun tipo di pressione perché sto lavorando e mi sto impegnando al massimo. Il futuro lo si vedrà, ma molto più avanti.

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