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ESCLUSIVA Tommaso Marcon: “2021? Sarebbe bello il Mondiale, ma…”

Tommaso Marcon ha chiuso il 2020 da pilota MotoE, con qualche guaio fisico in parte a condizionarlo. Il futuro? Ancora un punto di domanda... L'intervista.

5 novembre 2020 - 7:28

Quest’anno Tommaso Marcon è stato uno dei volti nuovi della seconda stagione MotoE. Un’annata non particolarmente semplice, iniziata con qualche guaio fisico che ha condizionato anche il processo di adattamento. Si è vista comunque una buona crescita, tanto da vedere da molto vicino in podio in qualche occasione. Un peccato averlo mancato, tra errori e problemi di altra natura. Il futuro? Purtroppo al momento non c’è nulla all’orizzonte: al pilota veneto piacerebbe un posto nel Motomondiale, una prospettiva che però appare difficile. Nel frattempo lavora per rimettersi in forma, pronto a cogliere qualsiasi opportunità.

Come valuti la tua stagione?
Diciamo che me l’aspettavo sicuramente diversa, ero partito carico per vincere. Il debutto a Jerez è stato condizionato soprattutto da un importante infortunio al crociato posteriore destro: per tutti e due gli eventi ho dovuto ricorrere ai farmaci. Devo ringraziare la Clinica Mobile e lo staff a casa, senza di loro non sarei riuscito a salire in moto. A Misano per la prima volta ho dimostrato di essere veloce con la MotoE, anche se purtroppo sono caduto nell’ultima gara quand’ero terzo. Stesso discorso a Le Mans.

Com’è andato l’adattamento alla moto elettrica?
Così così. Nei test a Jerez di marzo, prima del lockdown, mi ero visto abbastanza veloce, essendo un rookie. Purtroppo l’infortunio al ginocchio poi mi ha condizionato abbastanza per quanto riguarda il processo di adattamento. A Misano invece ero all’85% come forma fisica, ma ero carico soprattutto perché era la pista di casa. In quell’occasione sono riuscito ad adattarmi molto bene, nonostante il peso e lo stile di guida molto diversi.

Come detto, hai rischiato di salire sul podio. Cos’è mancato per riuscirci?
A Misano-2 direi la posizione di partenza, in Gara 1 partivo molto indietro. Domenica invece è stato un mio errore, è davvero facile con la MotoE visto il peso. A Le Mans invece il problema maggiore è stato il fatto di non aver mai visto la pista prima, nemmeno con un’altra moto. Per me è stato un grande svantaggio, soprattutto in qualifica: era il primo giro asciutto, quindi mi sono trovato molto indietro e ho dovuto di nuovo dare vita ad una rimonta. In Gara 2 purtroppo sono caduto subito per un problema di temperatura delle gomme. Molto probabilmente era proprio quella l’occasione migliore per salire sul podio.

La gara migliore dell’anno? La peggiore?
La migliore direi la prima in Francia, la rimonta dal 14° al 5° posto. Sono partito con solo un giro ‘asciutto’ di esperienza a Le Mans, ma nonostante ciò sono riuscito a risalire, tenendo un bel ritmo. La peggiore direi invece la prima gara a Misano, quella del primo weekend: non siamo riusciti per niente ad esprimere la nostra velocità.

Come hai vissuto l’ambiente del paddock in questa stagione particolare?
Direi che non si è vissuto. La mancanza di hospitality, degli ospiti… Praticamente ha portato ad azzerare i contatti umani al di fuori della tua squadra. Era anche il mio primo anno nel Motomondiale e non conoscevo quasi nessuno. Sono stato fortunato però a capitare in un team come Tech3: una struttura composta da persone meravigliose, che nonostante lo scenario difficile mi hanno fatto sentire subito a casa.

Grazie a loro sono riuscito a vivere questa stagione con un ottimo stato d’animo. Come organizzazione tutto ‘normale’, solo noi piloti con le mascherine. I meccanici invece con mascherine e visiere davanti alla faccia. Per quanto riguarda per esempio il momento di mangiare, solo i team MotoGP hanno le hospitality. Per tutti gli altri c’era un servizio di catering: ognuno riceveva il proprio box con cibo e bevande, molto take-away diciamo.

Adesso che è finita la stagione cosa farai?
Certamente continuo ad allenarmi anche se ho rallentato un po’ il ritmo. Ho aumentato invece le attività di fisioterapia, visto che quest’anno mi sono fatto abbastanza male. Quest’inverno mi dedicherò ad alcune sessioni mirate per lasciarmi alle spalle tutti i problemi fisici di questa stagione, su tutti il ginocchio.

Quale sarà il tuo futuro?
Per quanto riguarda il 2021, non so ancora cosa farò. L’obiettivo principale sarebbe trovare un posto nel Motomondiale, ma non ci sono tanti posti, è molto difficile. Purtroppo al momento non c’è alcun programma preciso.

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