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ESCLUSIVA Matteo Ferrari: “MotoE, la sfida è fare un giro in più”

Matteo Ferrari pronto per affrontare la terza stagione MotoE. Un inverno con qualche guaio fisico, i primi test, le aspettative 2021... L'intervista.

9 marzo 2021 - 20:18

Matteo Ferrari si prepara alla terza stagione da vivere in questo ‘giovane’ campionato MotoE. Dopo il titolo ottenuto nel 2019 ed il vice-campionato nell’annata appena conclusa, l’obiettivo è nientemeno che confermarsi e puntare nuovamente al premio grosso. Il confermato pilota del Team Gresini ha messo da poco a referto i primi test del nuovo anno, con un 3° posto in classifica combinata. Alle spalle un inverno non proprio semplice per vari problemi fisici, ed è ancora più attento riguardo la situazione Covid… Ecco cosa ci ha raccontato.

Com’è andata la pausa invernale? Fisicamente come stai? 

A novembre mi sono operato alla spalla, era una cosa che dovevo fare perché continuava ad uscirmi. Abbiamo deciso quindi di velocizzare la cosa ed appena finito il campionato c’è stato l’intervento. È andato tutto molto bene, abbiamo fatto un gran recupero e la mia spalla adesso è più stabile. Mi era capitato troppe volte che uscisse e rientrasse, poi con la caduta di Le Mans la situazione è peggiorata. Ormai me la rimettevo anche dentro da solo, ma faceva molto male. Rischiavo che mi uscisse anche in moto, ero sempre al limite. Da dire che l’ho gestita bene comunque durante la stagione. Mi ha seguito il dottor Porcellini, che ormai ha operato tutti i piloti per problemi alle spalle. Certo poi uno deve metterci del suo perché ogni giorno serve tanto allenamento. Adesso mentalmente sono più rilassato. 

Ma non è stato l’unico problema

Sono stato a casa i primi 20 giorni di gennaio. Abbiamo preso il Covid io, mia madre, la mia ragazza, i miei zii, ma fortunatamente nessuno è stato male, solo qualche giorno di febbre. Io per esempio ho avuto solo due giorni di febbre molto leggera. Io di solito non sto mai male e quand’è successo, visto il periodo, ho deciso di andare a farmi il tampone di controllo. Così sono risultato positivo, altrimenti ad essere sincero non me ne sarei nemmeno accorto. Ho quindi fatto la quarantena, un’altra volta! [risata] Pensare che avevo appena ricominciato la parte riabilitativa con un po’ di palestra, visto che prima fai tutta la parte più ‘noiosa’. Mi sono proprio bloccato e ho dovuto aspettare. Ma mi considero fortunato visto che non siamo stati male. 

Adesso sei tornato al 100% o manca ancora qualcosa?

In questo momento mi sento molto bene. Sono abituato ad essere sempre al 100%, non ho mai avuto momenti in cui ho dovuto smettere di allenarmi. Diciamo che questo periodo è stato bello tosto, visto che ogni giorno dovevo continuare la preparazione per arrivare almeno ai primi test al massimo. Sono riuscito a farli già a questo livello e sono contento perché non era scontato. La stagione inizia più avanti, ma volevo portare a casa più informazioni possibili e non avere la ‘scusante’ del fatto di non essere ancora a posto. Adesso dobbiamo rifinire qualche dettaglio, ma ci sta. 

Come sono andati questi primi test del 2021?

In generale sono stati positivi, ma diciamo che il primo ed un po’ il secondo sono stati tosti. Sono partito bene, ma c’è stata una piccola scivolata. La moto non si era fatta molto visto che abbiamo cambiato poche cose come la carena od il manubrio, ma i turni sono ravvicinati e ci hanno dovuto dare la moto sostitutiva. Chiaramente abbiamo dovuto fare tutto un lavoro di adattamento, visto che ognuno ha le sue misure del manubrio, le sue pedane… Avevo cominciato anche con la nuova forcella, poi sono dovuto tornare alla versione 2020 perché non c’era tempo di montarla.

Dal giorno dopo sono tornato alla nuova forcella, poi abbiamo provato tutte le gomme, con un’anteriore dal feeling leggermente diverso. Abbiamo cercato una buona base di partenza, poi la mattina del terzo giorno ho realizzato una bellissima simulazione di gara. Peccato per il secondo turno e la simulazione di gara cancellati, poi nella sessione finale c’era troppo vento e non ho rischiato. Ho chiuso 3°, ma i primi due hanno fatto una simulazione di E-Pole e messo due gomme nuove. Hanno fatto quindi meglio come tempi, ma come passo siamo lì. 

Hai citato la simulazione di gara cancellata all’ultimo. Cos’è successo? 

All’inizio avevamo ritardato il secondo turno, poi è stato cancellato per permetterci di fare la simulazione gara con la batteria fresca, esattamente come la domenica prima della gara. Volevano provare così il nuovo dispositivo di ricarica in griglia per capire se la gara poteva essere un po’ più lunga dell’anno scorso. Una volta arrivati, non tutti i carrellini funzionavano. A parte la ricarica, il carrellino che non funziona vuol dire non avere neanche le termocoperte. Alcuni piloti quindi non le avevano nemmeno attaccate. C’era molto vento, le gomme si erano raffreddate, quindi piuttosto di fare un mucchione alla prima curva siamo tornati al box. Io personalmente ho ringraziato Jordi Torres, era accanto a me e ho attaccato la spina delle termocoperte alla sua! [risata] In questo momento ci sta visto che è un test. Sarebbe bello poter fare un giro in più, ma dobbiamo essere sicuri che tutto funzioni. Adesso sanno su cosa lavorare. 

Per te si tratta della terza stagione MotoE, sei un veterano. Cosa ti aspetti? 

Intanto sono contento di esserci ancora, è una categoria che sta crescendo e vedo sempre maggior interesse. Certo l’aspettativa è sempre quella, ovvero cercare di vincere. Sarà importante adattarsi bene ai nuovi circuiti, come fatto l’anno scorso per esempio a Le Mans. In questa stagione ci saranno Assen e Barcellona, tracciati su cui non abbiamo mai corso con la MotoE. Alcuni ragazzi poi non avranno mai visto neanche l’Austria. Per me invece sarà un punto su cui lavorare di più, visto che abbiamo qualche informazione dal 2019. Fondamentalmente devo essere veloce come l’anno scorso e costante come due anni fa. Un mix delle due stagioni! Dopo due annate al vertice, continuare così vorrebbe dire consolidare il percorso. 

Cosa ti ha insegnato in particolare questa MotoE? 

Per prima cosa lo spirito di adattamento. Ogni anno è una nuova sfida, ci sono sempre tante novità e poco tempo per provare. Ma ti insegna anche a non sottovalutare gli avversari: magari ti aspetti di più da quelli più esperti ma, come visto nel 2020 e nei test, bisogna stare attenti ai rookie perché sono quelli che ancora non conosci. Bisogna essere sempre pronti e non abbassare mai la guardia. 

Un solo test finora, ma secondo te chi può emergere tra gli esordienti? 

Tre giorni sono pochi, ma come primo parere direi che mi ha colpito il nuovo ragazzino spagnolo, Aldeguer. Ha fatto certo un buon test, è partito subito molto veloce, anche se non mi ha stupito, visto che aveva già esperienze con una moto grande. Ha corso tanto anche in Spagna, quindi quella pista la conosce bene. Ma si è adattato bene e certo sarà un avversario da osservare. Vedremo però come sarà anche negli altri circuiti. Sono poi curioso riguardo il secondo test: il primo serve per raggiungere un buon livello, ma l’ultimo step è sempre più difficile. Ma tutti in generale si sono adattati bene. Abbiamo fatto un buon lavoro gli anni scorsi! Le gomme sono più facili, rischi molto meno con la moto, la base ora più o meno è quella: il pilota deve solo pensare a guidare. Ma la valutazione la darò solo dopo Jerez: lì ci faremo sei giorni più la gara, il livello si alzerà e tutti daranno qualcosa di più. Quando cambi pista vedi chi ha capito davvero la MotoE. 

Tra i rookie c’è anche il tuo nuovo compagno di squadra, Andrea Mantovani

Io sono sempre molto disponibile, poi dipende anche dall’altro pilota. Ma sono sempre pronto a dare consigli: un team vincente si può sempre aiutare, nei momenti di difficoltà il compagno di box può dare una mano. Nei test abbiamo anche girato insieme, peccato che una volta sia caduto facendosi male al piede… Ci abbiamo un po’ riso su. Ha fatto un buon test, anche se chiaramente non è riuscito a fare una simulazione gara dopo quella caduta. Nel complesso ho visto che la moto gli è piaciuta molto e non è una cosa scontata. Ma perdona poco: se fai lo step troppo in fretta, basta un minimo errore e cadi. In ogni caso l’ho visto soddisfatto e contento, avere positività nel box aiuta sempre. Ma certo ci conosceremo meglio in gara, nel momento più ‘critico’. 

Vista la situazione sanitaria ancora complessa, è cambiato qualcosa come procedura nel paddock? 

Sostanzialmente è rimasto tutto uguale, anzi facciamo più tamponi rispetto all’anno scorso. A fine anno vinciamo il campionato del tamponi! [risata] A livello di sistemazioni nei box, mascherine e quant’altro, è rimasto tutto uguale. Chiaro che c’è un po’ più di preoccupazione perché ci sono molti casi. L’anno scorso a livello di meccanici e piloti ne sono successi veramente pochi, adesso invece è sempre peggio. In MotoE c’è stato qualche caso, in MotoGP Ducati e Yamaha ne hanno avuti, Enea [Bastianini] non sapeva se poteva partire o meno… Diciamo che adesso ci stiamo rendendo più conto che bisogna rimanere protetti. La stagione è importante, perdere una gara per una positività è assurdo. Forse sono più tranquillo perché l’ho preso, ma con le mille varianti non si può mai dire. Sto più possibile a casa, mi alleno da solo, faccio tutto con la mascherina… Sto attento insomma. 

Curiosamente ti sei ammalato quando sei tornato a casa, a stagione conclusa.

Quando viaggi stai molto più attento: ti igienizzi le mani, hai sempre la mascherina… Quando sei a casa invece sei un po’ più ‘tranquillo’. Basta a volte anche solo vedere un amico, o andare al reparto corse senza mascherina. Durante la stagione sono stato molto più attento rispetto a quando sono tornato a casa. Se vedi sempre le stesse persone pensi che non dovrebbe succedere niente, invece magari capita che uno ha visto un altro, che ha visto un altro ancora… Sei fregato. Sono sinceramente contento che sia successo a gennaio piuttosto di adesso. Magari mi è servito anche da lezione per stare ancora più all’erta: perdere il campionato per una positività non sarebbe il massimo. 

Com’è adesso lì da te? Cambia qualcosa come allenamento? 

Adesso siamo in zona rossa, ma a livello di allenamenti non cambia. Siamo atleti di livello internazionale, abbiamo sempre dietro la licenza. Quando ci alleniamo comunque siamo sempre da soli in palestra, anche come piste ci siamo, nonostante ce ne siano meno aperte. Da pilota è quasi meglio, non trovi troppo traffico! [risata] O al massimo incontri altri piloti, è un allenamento più di qualità. 

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Foto: motogp.com

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