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ESCLUSIVA Marco Bezzecchi: “Vincere un sollievo, ora corro con serenità”

Marco Bezzecchi, festa per il primo successo Moto2. La sanzione a Martín, la caviglia, il difficile 2019, gli obiettivi, lo sguardo a Misano... L'intervista.

26 agosto 2020 - 18:56

Pochi giorni fa Marco Bezzecchi ha festeggiato la sua prima vittoria in Moto2. Lo ricordiamo, arrivata per una penalità, ma si tratta di una bella iniezione di fiducia dopo una prima stagione difficile nella classe intermedia. Un punto di partenza per il neo alfiere Sky VR46, che punta ad essere sempre più protagonista in questa annata particolare. Il problema alla caviglia che l’ha fatto penare alla ripartenza è ormai alle spalle e davanti a sé, dopo questa settimana di pausa, c’è un doppio round a Misano. Se non ci sono intoppi, con un po’ di pubblico sugli spalti, un aspetto che gli manca parecchio…

Com’è stata questa prima vittoria Moto2?
“Bellissima! Da dire che da Jerez siamo sempre stati veloci e sapevamo di poter provare a vincere, ma la prima vittoria è sempre un po’ inaspettata. Sono riuscito a rimontare parecchio e ho mostrato davvero un gran passo negli ultimi giri. Ho raggiunto Jorge [Martín], gli ho messo po’ di pressione e ho visto che aveva fatto quel piccolo errore… Un po’ me l’aspettavo, ma non ero sicuro: poi al parco chiuso ho capito che avevo vinto ed è stato davvero bello.”

La caviglia adesso come sta?
“Abbastanza bene. Sono passati ormai due mesi e mezzo, anzi quasi tre, da quando mi sono rotto l’astragalo. Purtroppo ho riportato tre fratture, tutte composte, anche se un pezzetto si era in parte staccato. Non ho potuto camminare per un mese intero. È un osso che ci mette davvero tanto a guarire, un po’ come lo scafoide per la mano, quindi soprattutto a Jerez ho faticato parecchio. Da dire che l’adrenalina aiuta non poco quando sei in gara. Adesso il piede è quasi al 100%, diciamo 95%, e mi fa più male quando cammino rispetto a quando sono in moto. Non posso fare ancora certi movimenti in allenamento, ma sono quasi tornato alla normalità.”

Sei riuscito a mostrare quel qualcosa in più proprio sul finale di gara, quando si tende a calare anche per il degrado delle gomme.
“Già nel GP precedente avevamo lavorato molto in ottica gara, ma lì ero rimasto imbottigliato nel gruppo. In quest’ultimo weekend invece avevamo già qualche idea: nelle FP1 abbiamo trovato subito un setting che mi è piaciuto tantissimo e abbiamo lavorato sempre con gomme usate, senza mai provare un time attack. Questa è stata la chiave per la gara: in precedenza facevo fatica in entrata in curva, soffrivo per mancanza di grip all’anteriore. Dopo le prime libere mi sono sentito molto bene, riuscivo a fare 28 alti con gomme usate: è stato fondamentale.”

Un aspetto favorevole è anche il fatto di aver corso sulla stessa pista per due eventi consecutivi.
“Questo è certo un campionato molto strano, ma ci sono dei risvolti positivi, come appunto correre per due volte sullo stesso tracciato. Quello austriaco poi mette parecchio in difficoltà la moto: staccate violente, saliscendi, T3 e T4 in cui è importante che la moto giri bene. Trovare il giusto setting è difficile, avere due gare attaccate però ha aiutato molto sia me che la squadra. Da dire che già nel primo weekend avevo un passo da podio, ma ho commesso alcuni errori… Nel secondo GP sapevamo cosa ci mancava e ci siamo concentrati su quello.”

Come dicevi, una vittoria arrivata per il passaggio di Martín sul verde.
“So che ci sono state un po’ di polemiche, ma voglio evitarle: è una decisione della Direzione Gara. Io posso dire che da dietro ho visto il suo passaggio sul verde, e ci era andato anche la scorsa settimana… Sono riuscito a raggiungerlo solo sul finale, senza trovare lo spunto giusto per cercare il sorpasso. Ho provato quindi a mettergli un po’ di pressione e ha funzionato! Alla fine Jorge mi ha detto che si era accorto che ero arrivato e ha spinto di più. Gli ho risposto che avevo visto il passaggio sul verde, ma essendo tanto veloci non sapevo se era andato fuori con tutt’e due le ruote o no.”

Il primo pensiero tagliato il traguardo? E da vincitore al parco chiuso?
“Come prestazioni è stata davvero una bella gara. Al primo giro però sono andato in folle e ho perso parecchio, ho dovuto recuperare, mi sono ritrovato a ridosso del primo… Però sai, arrivi lì e ci speri, quindi avevo un po’ di amaro in bocca. Una volta al parco chiuso ho capito che avevo vinto, è stato davvero figo! Mi sono detto che quindi tutti gli sforzi che avevo fatto erano serviti a qualcosa. È stata una bella giornata per il team anche per la vittoria di Cele [Celestino Vietti]. Da dire poi che io sono arrivato in Sky VR46 senza aver ancora fatto niente: conquistare subito questo successo è stato davvero emozionante.”

Cosa significa per te questa prima vittoria?
“È il frutto di tanto duro lavoro, senza aver mai mollato in situazioni difficili, come l’anno scorso. C’è gente che ha creduto in me e mi ha dato questa possibilità. È stato anche un sollievo: mi sentivo addosso una sorta di peso, e certo ancora c’è perché devo continuare a dimostrare quello che so fare, ma è un po’ più leggero. A livello morale poi aiuta molto.”

Il 2019 è stato un anno molto difficile. Cos’hai imparato da quella stagione?
“In termini di guida devo dire che non mi trovavo tanto bene con la moto. Ho cercato però di adattarmi alla KTM e verso la fine sono riuscito anche ad essere veloce. Ecco, ho imparato a lavorare di più su me stesso che sulla moto. A livello personale ho vissuto tante gare difficili: nel 2018 lottavo per vincere, poi mi sono ritrovato in fondo alla classifica. Ti cade un po’ il mondo addosso, ma ho sempre cercato di tenere il morale alto. Sono stato fortunato poi ad avere accanto persone che mi hanno aiutato anche a stare tranquillo.”

È arrivato il primo podio, ora la prima vittoria. Cosa ti aspetti per le prossime gare?
“Certo voglio continuare a lottare per le posizioni importanti in tutte le gare. Finora però direi che siamo andati sempre bene, togliendo la prima di Jerez in cui sono scivolato. Devo cercare di essere sempre veloce, ma al momento non ho un particolare obiettivo. Non voglio mettermi troppe pressioni: penso solo a correre con serenità, quello che mi è mancato l’anno scorso.”

C’è stata l’occasione per festeggiare la prima vittoria?
“Abbiamo fatto una piccola festa con alcuni amici ed il Fan Club, quelli con cui ci vediamo più spesso. Niente di troppo grande vista l’emergenza Covid. Questo risultato comunque è solo un piccolo passo, dobbiamo tenere i piedi per terra e continuare a lavorare, però certo qualcosa l’abbiamo fatto.”

Adesso c’è una breve pausa, poi si corre in casa, a Misano. Cosa ti aspetti?
“L’anno scorso purtroppo ho avuto un problema tecnico in gara e sono scivolato. Fino a quel momento però ero stato abbastanza competitivo. Dovremo poi conoscere l’asfalto nuovo e non so bene cosa aspettarmi, ma certo cambieranno varie cose, anche perché la moto lavora diversamente. Io però punto ad essere veloce fin da subito.”

Com’è il Motomondiale al tempo del Covid-19?
“Un po’ diverso, si sente la mancanza del pubblico. Si tratta però di una situazione che dobbiamo superare tutti insieme. Per quanto riguarda il paddock, negli ultimi anni avevamo gare in cui era davvero pieno. Per i tifosi però era un’occasione per incontrarci più da vicino. Adesso è più tranquillo, soprattutto per i piloti MotoGP, che sono sempre quelli più sotto pressione. Non devono ‘scappare’ in motorino, possono fermarsi a parlare con altri… Ad esempio io e Valentino abbiamo chiacchierato in mezzo al paddock! Non sarebbe mai stato possibile normalmente. Devo dire che mi piace questa tranquillità, ma apprezzo di più avere i tifosi vicino.”

A Misano ci sarà la possibilità di avere un po’ di pubblico sulle tribune.
“Bisogna stare veramente attenti… Si prendono una bella responsabilità, è un gesto coraggioso e sono contento per i ragazzi di Misano. Devono però avere lo staff giusto, che faccia rispettare al massimo tutte le norme. Ultimamente siamo a rischio perché i contagi stanno risalendo: bisogna evitare in ogni modo di ricadere in una chiusura completa. Se tutto va come deve andare, sarà bello regalare un po’ di spettacolo dal vivo. Guardare da casa non è male, ma non è la stessa cosa. Ricordo che da piccolo andavo sempre a Misano ed al Mugello, era un’emozione speciale ed immagino lo sia anche per le altre persone.”

È una stagione particolare, siete tutti vicini… Qualche pensiero in ottica campionato?
“Alcune idee le hai sempre, visto che tutti siamo qui per puntare a vincere. Quando mi sono visto 5° a -22 ho detto diobò, non sono tanto lontano! Non devo però pensarci troppo, prima devo accumulare esperienza e fare le cose per bene. Magari da qui alla fine diventa una possibilità più concreta, ma al momento voglio stare tranquillo e pensare ad una gara alla volta. Altri pensieri li farò più avanti.”

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