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ESCLUSIVA Matteo Ferrari: “Le corse elettriche stanno crescendo bene”

Matteo Ferrari traccia un bilancio della MotoE 2021. Cita il contatto Aegerter-Torres, il nuovo format, ma anche l'incidente fatale a Jerez. La nostra intervista.

29 settembre 2021 - 19:00

È ormai uno dei veterani della Coppa del Mondo MotoE, campionato elettrico da lui vinto nel 2019. Matteo Ferrari è stato uno degli ospiti di lusso della “tappa zero” del “Go Smart Go Green”, tour nazionale che ha preso il via lo scorso weekend a Treviso. Un perfetto rappresentante della mobilità elettrica, visto che è in MotoE dalla sua prima edizione e ci rimarrà anche l’anno prossimo. Non si sa però se ancora con Gresini Racing o con qualcun altro… Nel corso dell’evento veneto abbiamo avuto modo di parlare con il pilota di Rimini, che ci ha raccontato la sua stagione 2021, parlando poi del nuovo format e del botto Aegerter-Torres (nel video in alto). Conferma anche il suo ruolo di tester per Ducati in Superbike ed esprime infine un commento sull’ultimo incidente fatale avvenuto lo scorso weekend a Jerez.

Com’è andata questa terza stagione MotoE? 

Sono contento perché alla fine ho chiuso terzo, fa piacere perché comunque in questi tre anni sono sempre riuscito a stare in top 3. Chiaro che è sempre più bello vincere, ma ho provato tutt’e tre le posizioni ed ora bisogna ricominciare col trend giusto! È stata però una stagione un po’ diversa: con le nuove forcelle e le nuove gomme ho fatto un po’ fatica, però non abbiamo mai mollato. Ho sempre preso punti, in certe gare c’è stata un po’ di sfortuna come a Le Mans o in Austria: ero rapido, ma l’ottavo posto non rende merito al lavoro svolto. Anche in quei momenti lì però ho portato a casa sempre il massimo possibile, puntando ad essere sempre più veloci gara dopo gara.

Per poi confermarti “il re di Misano”. 

Ho conquistato un podio, che era il nostro obiettivo, ma ho vinto anche la gara. Cinque successi su sette a Misano non sono male, direi che è una buona media!

Come commenti l’incidente tra Aegerter e Torres?

Sinceramente non ho capito molto la strategia di Torres, visto che se arrivava secondo avrebbe comunque vinto il titolo. Sapendo bene i distacchi, io non avrei battagliato e avrei pensato a portare a casa la gara. Quel contatto secondo me è stato figlio di una strategia sbagliata, poi è difficile da giudicare perché sono gare e tutti provano sempre ad arrivare davanti. Oltre al fatto che queste moto sono molto pesanti, basta davvero poco e quando ti parte di traverso poi non la controlli più. “Da fuori” dico che bisogna portare a casa il massimo risultato: se si può si vince, ma quando ti stai giocando il titolo devi pensare a vincerlo. 

Sei pilota MotoE e collaudatore Ducati Superbike. Che differenze ci sono tra queste moto?

Attualmente i piloti sono abituati a cambiare, nel senso che comunque ci alleniamo con tante moto. Non è difficile il passaggio dalla MotoE ad una Superbike, piuttosto il contrario: lo stile di guida cambia, è una moto pesante e devi anticipare tantissimo quello che fai di solito. Cambia un po’ la frenata perché comunque è più pesante, riuscire a rallentare la moto è più difficile. La batteria è grande, perciò la corsa della forcella è ancora a 110, quando normalmente è a 130, quindi sempre molto al limite quando freniamo. Non ci sono le marce, di conseguenza il freno motore è progressivo. Ma alla fine è questione di abitudine, appena ci sali lo capisci. Per il momento il limite più grosso è il peso, in futuro si potrà regolare qualsiasi cosa e molto di più rispetto al motore termico. 

Da tester Superbike invece? Ci sarà anche possibilità di wild card?

Ho iniziato quest’anno a lavorare sullo sviluppo, per Ducati faccio tantissime attività e sono molto contento di proseguire. Intanto pensiamo a questo, poi se hanno bisogno sanno che ci sono, io la tuta ce l’ho! Certo mi piacerebbe, ma le gare bisogna prepararle bene. È vero che è sempre bello per un pilota dire che faccio le gare, ma serve prepararle bene con i test, a meno che non sia una sostituzione. Al momento non c’è niente in programma. 

Programmi per il 2022? 

Sicuramente sarò di nuovo in MotoE, mi piacerebbe molto rimanere con Gresini ma stiamo vedendo un po’ di cose. Ancora non è ufficiale, ma dovremmo comunque fare un annuncio a breve. 

Ci sarà un format nuovo per la MotoE. Che ne pensi?

Faranno vedere i turni dal venerdì, cambiano le qualifiche, in tutto disputeremo 14 gare. Piano piano stiamo crescendo, poi la cosa bella è che dal 2023 entreranno tutte le case e disputeremo round extraeuropei. Devo dire però che una cosa mi piaceva molto della MotoE era la E-Pole, un giro e soprattutto nessun problema di scie. A Misano mi sembrava di essere tornato in Moto3! Non è stata una cosa bellissima, tutti i piloti si aspettavano, anche in pit lane… Non è il massimo, se un pilota è veloce lo deve dimostrare. Q1 e Q2 sicuramente saranno molto belle, ma servirà un po’ più di strategia, con quindi uno spreco di energie in più. 

Sabato scorso c’è stato il terzo incidente fatale quest’anno con protagonista un giovanissimo pilota. Solo una casualità o c’è dell’altro? 

In 300 secondo me sono tanti, partono in 42! È comunque una classe molto particolare, vanno troppo piano e la moto è pesante, più di una Moto2. In Moto3 invece le moto sono leggere, e quest’anno è stato un caso eccezionale in una curva cieca… In una caduta normale sarebbe stato più difficile. Ma in 300 poi la scia vuol dire tantissimo: ad esempio, sei decimo ma in fondo al dritto potresti ritrovarti primo. È difficile che si formino dei gruppi o che qualcuno riesca a fare la differenza, e soprattutto devi essere aggressivo perché la sola velocità non basta. Sono comunque cose che succedono, rischiare di essere investiti è il “limite” del nostro sport. Alla fine abbiamo piste ultrasicure, tute e caschi ultraprotettivi… Sappiamo che può accadere, così come il fatto che quando sei piccolo ragioni meno. Non c’è molta informazione in questo senso, si cerca sempre di insegnare ai piloti ad andare forte ma molte volte alcuni non hanno la spina collegata quando corrono. 

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Foto: Go Smart Go Green

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