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ESCLUSIVA Alessandro Zaccone: “Futuro? In cerca di una sella”

Alessandro Zaccone chiude un 2020 tra CEV Moto2 e MotoE, con qualche rammarico. Gli piacerebbe il salto mondiale, ma al momento è senza sella. L'intervista.

9 novembre 2020 - 20:00

Alessandro Zaccone ha chiuso un 2020 diviso tra Campionato Europeo Moto2 e Coppa del Mondo MotoE. Qualche rammarico per il primo, visti i problemi iniziali e la netta crescita in seguito. Alla fine ha mancato il 2° posto per appena un punto, ma ha a referto tre vittorie ed un buon numero di podi. L’annata nel campionato elettrico da rookie invece è stata piuttosto complessa, tra guai fisici e tanti aspetti di natura tecnica. Un altro giovane da tenere d’occhio, ma purtroppo il futuro è molto incerto. Non nasconde il sogno mondiale, ma ammette le difficoltà di questa opzione. Nel frattempo si lavora, in attesa di trovare una possibilità concreta per il 2021.

Quest’anno hai disputato il CEV Moto2 e la Coppa del Mondo MotoE, com’è andata?
Il primo è andato bene, anche se rimane un po’ di rammarico. Nella prima parte di campionato non eravamo competitivi ed abbiamo perso tantissimi punti. Un vero dispiacere, visto che alla fine abbiamo dimostrato che potevamo giocarcela… In MotoE invece è stato molto difficile. Ho fatto fatica ad adattarmi alla moto, non ho mai trovato la quadra quindi non è andata benissimo. È stata comunque una bella esperienza.

Qual è stata la maggiore difficoltà con la MotoE?
Diciamo che si sente tanto il peso in frenata. Per chi è abituato a frenare forte diventa molto difficile. Questo è stato il punto cruciale. Abbiamo comunque fatto fatica anche col set up della moto, con così tanto peso in movimento i bilanciamenti sono diversi.

Ti ha influenzato anche l’infortunio al ginocchio?
Certo non ha aiutato, visto che ho saltato la prima gara e la seconda l’ho fatta tanto per girare. La gamba faceva molto male, non ce la facevo. Abbiamo fatto quindi pochi chilometri, quando ce ne sarebbero serviti ben di più… Già non si gira tanto durante l’anno, in più aver saltato un weekend non ci ha aiutati. Il ginocchio adesso va bene, anche se ci sto lavorando ancora perché ho perso un po’ di muscolatura. Ma nel complesso risponde bene, per fortuna.

In MotoE poi hai trovato anche un format di gara differente.
In pochi giri è difficile fare le modifiche necessarie sulla moto, non hai abbastanza tempo a disposizione. S’è visto soprattutto nell’ultimo weekend a Le Mans: non avevo mai girato su quella pista, poi abbiamo avuto il primo turno bagnato ed il secondo asciutto. In totale circa sette giri buoni, arrivare così al giro unico di qualifica è difficilissimo. È stato un po’ “alla cieca”, mancavano i punti di riferimento. Quand’è così fai molta fatica.

Su quale circuito ti sei trovato meglio?
Alla fine a Misano, conoscevo un po’ la pista. Diciamo però che è andata meglio, ma relativamente. Non è mai stato facile, non ho mai trovato la pista giusta o avuto un momento, un’occasione per esprimere quello che potevo dare.

Cosa ti ha colpito di più di questa moto elettrica?
È una moto divertente, poi corri anche una Coppa del Mondo, quindi sei in ambito mondiale. Ma è un mezzo in via di sviluppo, penso che da qui a qualche anno crescerà tantissimo come categoria. È una moto che va forte e se riusciranno a ridurre l’handicap del peso diventerà davvero molto divertente.

Un’occasione per approdare nel paddock mondiale, anche se in una stagione particolare.
La cosa bellissima dell’ambiente mondiale è la gente, purtroppo quest’anno non ce lo siamo goduto molto. Nel complesso però è stato bello, vedevi certi piloti, certi nomi… Solo il fatto di stare lì, fa un certo effetto per chi non c’è mai stato.

Passando al CEV Moto2. Dopo la prima vittoria hai detto “Finalmente abbiamo trovato il giusto feeling!”.
Nelle prime due tappe in Portogallo abbiamo avuto un problema sulla moto, non eravamo per niente competitivi. In quelle occasioni secondo me abbiamo perso veramente tanti punti e questa è la cosa che mi dispiace di più. Da Jerez siamo riusciti a sistemare questo problema e la moto ha cominciato ad andare bene. In Gara 1 ho chiuso 2°, in Gara 2 mi stavo giocando la vittoria fino ad una ‘chiusa’ di sterzo: sono finito dritto nella ghiaia e ho perso tante posizioni. Ma eravamo tornati davanti a lottare, quando prima era impossibile. L’abbiamo poi dimostrato anche ad Aragón: siamo stati veloci, nonostante una gomma difettosa in Gara 3. La conferma c’è stata anche a Valencia. Mi ha fatto piacere, ma è stato un dispiacere aver perso tutto quei punti all’inizio.

Senza quei problemi ti vedevi in grado di lottare per il titolo?
Io penso di sì. Nelle ultime cinque gare sono quello che ha fatto più punti, ho vinto tre gare… Nei test in Portogallo eravamo velocissimi ed anche lì ci saremmo potuti giocare la vittoria. Purtroppo parliamo di un inconveniente che è venuto fuori durante i weekend di gara. Il fatto di disputare eventi tutti vicini non ci ha aiutato, poi il team non poteva tornare a casa: dovevamo risolvere il problema in pista, ma il tempo era poco. È un peccato. 

Quale consideri come la tua gara migliore quest’anno? E la peggiore?
Direi Gara 2 a Jerez, in cui c’è stata una bellissima battaglia con Tuuli. Ce la siamo giocata fino all’ultima curva, è stata molto divertente. Più che la peggiore, quella per cui mi è dispiaciuto di più: l’ultima a Valencia. Stavo lottando per il 2° posto in campionato, dopo la vittoria in Gara 1 abbiamo provato una cosa diversa al posteriore, una pressione differente. Purtroppo c’è stato l’effetto opposto rispetto a quello che speravamo. Ho fatto fatica, non sono riuscito ad attaccare i primi due ed ero proprio senza gomma alla fine. Lì ho perso il secondo posto per un solo punto. Mi è dispiaciuto tanto: volevamo provare qualcosa per cercare di vincere anche Gara 2, abbiamo fatto una prova ma purtroppo non è andata bene.

Stagione finita, programmi per l’anno prossimo?
Non lo so, è ancora un’incognita. Il periodo che stiamo passando non aiuta. Piacerebbe anche a me saperlo, ma è un periodo difficile. Stiamo cercando una sella, ma se non hai ‘spalle potenti’… Lavoriamo e vediamo cosa viene fuori. Certo, è scontato dire che mi piacerebbe correre nel Mondiale… Ma le selle sono poche, è quasi impossibile. Non penso che resteremo nel CEV, mi piacerebbe fare un salto e credo sia ora di farlo. Adesso però possiamo solo continuare ad allenarci per un’eventuale chiamata. Sperando che salti fuori qualcosa. 

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