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Arbolino: “Se uno come Lorenzo si allena più di te, stai sbagliando qualcosa”

Tony Arbolino è ormai uno dei protagonisti in Moto3. Merito anche di Jorge Lorenzo, che l'ha spinto a migliorarsi. E si pensa anche al titolo 2019.

4 settembre 2019 - 17:09

La stagione 2019 è decisamente quella della svolta per Tony Arbolino. Il pilota di Garbagnate Milanese ha compiuto quel passo in più che gli serviva per diventare uno dei piloti più competitivi in questo campionato. Parti importanti di questo cambiamento sono state la decisione di trasferirsi a Lugano ed i costanti allenamenti con il campione MotoGP Jorge Lorenzo. Arbolino sottolinea proprio questo aspetto: allenarsi con il maiorchino, un amico oltre che un riferimento nella categoria regina, gli ha permesso di trovare la giusta motivazione e concentrazione. I risultati finora lo dimostrano.

“Ormai vivo stabilmente a Lugano da 4/5 mesi” ha dichiarato Tony Arbolino in un servizio di RSI – Radiotelevisione svizzera. “Prima a Milano era molto difficile trovare la giusta concentrazione, con gli amici che magari qualche volta ti chiedono di uscire. Ora mi alleno 6/7 ore al giorno, penso costantemente alle moto e questo mi sta aiutando molto. Come poi allenarmi con Jorge [Lorenzo] ed il suo preparatore. Questo mi ha permesso di compiere quel piccolo step che stiamo vedendo.” Qualcosa che ha portato finora due vittorie ed altri quattro podi, i primi in carriera.

Un’amicizia, quella con il pilota Repsol Honda, nata per caso e sviluppatasi soprattutto nell’ultimo periodo. “Ci siamo conosciuti in una maniera molto semplice. Lui cercava un posto per allenarsi in moto, l’ho conosciuto così per caso. All’inizio non era proprio un’amicizia: lui sfruttava me per allenarsi ed io sfruttavo lui. Da un po’ di tempo però ci vediamo anche in altre occasioni, ci sentiamo quasi ogni giorno, ogni tanto prima delle gare lo chiamo. Per me è un onore poter stare vicino a lui, sia come pilota che come amico, visto che si è instaurato questo bel rapporto.”

Uno stimolo a migliorarsi costantemente per il giovane alfiere dello Snipers Team, alla terza stagione nel Motomondiale. “Lui, un cinque volte campione del mondo, è sicuramente un aiuto notevole per uno come me che vuole emergere. Quando vedi che cura molti più particolari e dettagli di quanto non faccia tu, ti domandi cosa stai facendo, cosa stai sbagliando. Sono io quello che deve cercare di emergere, lui ha già vinto tanto, eppure vedevo che faceva il doppio di quanto facessi io. Da lì c’è stato qualcosa che è scattato nella mia testa e che mi ha permesso di migliorare in vari aspetti.”

Dopo la gara di Silverstone ha recuperato sia sul leader Dalla Porta che sul secondo classificato Canet. Con sette gare da disputare, c’è più di un pensiero al titolo. “Daremo il massimo. Mi sento forte e competitivo in ogni condizione. Bisogna però pensare ad una gara alla volta, senza considerare la classifica mondiale: in questo modo riesco a concentrarmi di più ed i risultati arrivano. Gli avversari li vedo alla mia altezza, devo solo rivedere gli errori compiuti nelle gare precedenti e non lasciare nessun dettaglio al caso, perché tutto fa la differenza in Moto3.”

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