MXGP 2020

MXGP: Round 2020 senza pubblico? “Non è un’opzione possibile”

Mondiale MXGP senza spettatori? Impossibile per David Luongo, CEO del promoter del campionato. E sulla ripartenza: "Visti segnali promettenti."

21 maggio 2020 - 12:02

Gare a porte chiuse? Improbabile, se non praticamente impossibile per il Mondiale Motocross. Un’eventualità che si sta considerando attentamente per altri campionati (in particolare F1 e MotoGP), ma che in questo caso diventa ben più complessa da valutare. Principalmente per una questione economica: serve anche un pubblico pagante per coprire i costi, anzi è un aspetto fondamentale per il campionato MXGP.

A causa della pandemia dovuta al coronavirus, il calendario 2020 ha subito radicali cambiamenti. Ufficiali ora due round cancellati, uno dei quali a Maggiora, mentre altri sono stati posticipati o devono ancora essere ridefiniti. La nuova ripartenza per il momento è fissata per il 2 agosto in Russia (qui il nuovo calendario), ma chiaramente ci sono ancora tanti dettagli da sistemare. Oltre a monitorare costantemente la situazione sanitaria.

“Nei giorni scorsi abbiamo visto segnali molto promettenti” ha dichiarato David Luongo, CEO Infront Motor Racing (promoter del Campionato Mondiale Motocross). “La riapertura di alcuni confini, la fine della chiusura di molti paesi europei… Certo, è ancora presto per capire cosa accadrà da qui ad agosto” ha ammesso a mxreport. “Ma c’è tempo sufficiente per adattare il calendario. A fine giugno ne sapremo di più.”

Valutando quindi la situazione delle gare con o senza pubblico. “L’attività del Motocross dipende in gran parte dalla biglietteria” ha continuato Luongo. “Organizzare un round MXGP senza pubblico è molto complicato e non è un’opzione per il momento. Per quanto riguarda il motorsport, gli unici che ricevono decenti diritti TV sono la Formula 1 e la MotoGP, ed anche per loro non sarà facile.”

“Per il Motocross è impossibile” ha sentenziato. “La produzione televisiva e quella multimediale costano più delle entrate. L’esposizione TV è molto importante perché rende popolare questo sport, ma non può finanziare un evento senza spettatori.” A rischio anche squadre ed addetti ai lavori. “Senza dubbio stiamo vivendo uno dei periodi più difficili dalla seconda guerra mondiale.”

Ci si muove costantemente in questo senso, con un unico obiettivo. “Vogliamo salvaguardare il campionato. Questa è la migliore garanzia per i circa 3000 lavoratori collegati al Mondiale MXGP, dai giornalisti ai piloti, dai meccanici agli organizzatori. Le entrate provengono da sponsor e produttori, ma anche dagli eventi svolti. Questa situazione poi non deve essere una scusa per ridurre drasticamente gli stipendi.”

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