Michele Doro: “Lavoro per Honda HRC in MXGP, è un sogno”

Il dietro le quinte del mondo della MXGP raccontato da Michele Doro meccanico Honda HRC Gariboldi di Brian Bogers nel mondiale MXGP

10 marzo 2019 - 13:45

Il mondo dei motori spesso mette in primo piano piloti oppure personaggi di spicco di un determinato team o struttura nei vari campionati in giro per il mondo. Di solito ci si dimentica che dietro alla quinte di una vittoria, o comunque di un lavoro importante c’è la passione e la bravura di tanti ragazzi che lavorano intensamente per mettere nelle migliori condizioni possibili i piloti. Uno di questi è Michele Doro, meccanico ufficiale del team Honda HRC Gariboldi di Brian Bogers impegnato nel mondiale MXGP, che ci ha raccontato la sua storia e il suo lavoro.

Michele raccontaci brevemente la tua storia e come ti sei avvicinato al motocross

” Ho 32 anni sono di Belluno e lavoro nel team HRC Gariboldi come meccanico. La passione per il motocross nella mia famiglia ha radici profonde. Da quando ho ricevuto in regalo un Malaguti 50 la moto è diventata la cosa più importante per me. Ho iniziato a correre nel 1996 in qualche gara regionale, poi sono arrivato fino all’Italiano 125 con buoni risultati. Ho vinto 2 campionati triveneti poi per problemi alla schiena ho interrotto la mia carriera nel 2003.

Come hai avuto l’occasione?

Nel 2011 dopo aver ripreso a correre per divertimento mio padre venne a sapere dal papà di Andrea e Michele Cervellin che Massignani cercava un autista e un meccanico per la stagione successiva. Nel 2012 iniziai a lavorare per loro e sarò sempre grato ai miei genitori a Fabrizio Cervellin e Max Massignani che hanno dato il via a tutto. Qualcuno mi disse di non dimenticarmi mai da dove venivo e che se avessi fatto della mia passione un lavoro non avrei più lavorato un giorno della mia vita”.

Cosa significa per te lavorare nel team ufficiale HRC?

Per me Lavorare per HRC è un sogno diventato realtà, portare quella scritta sul petto è motivo di orgoglio e anche grande responsabilità!”

Che rapporto hai con Bogers?

“Ho un ottimo rapporto con lui. Brian è un ragazzo simpatico e tranquillo ma purtroppo l’anno scorso non abbiamo avuto la possibilità di vederci spesso per colpa dell’infortunio al piede che lo aveva tenuto lontano dalle gare. Ora comunque stiamo recuperando quel tempo perso”.

Che consiglio vuoi dare ad un ragazzo che vuole entrare nel mondo del cross come hai fatto tu?

“Bisogna essere disposti a fare dei sacrifici, anche andando via di casa per restare vicino al team. La gavetta è fondamentale perchè serve per crescere ed imparare diverse cose che saranno utili per il futuro. Guardare avanti, porsi degli obiettivi e godersi al massimo quello che si fa perchè l’esperienza è fantastica e ripaga di tutto il duro lavoro”

In cosa consiste il tuo lavoro?

“Devo prendermi cura della moto in ogni gara. Pulirla, revisionarla controllarla e assemblarla in ogni minimo componente per metterla al top. Smonto e rimonto la tenda del team ogni week-end. Perchè un team factory deve avere certi requisiti mentre nel periodo invernale oltre alle pulizie dell’officina mi occupo di sistemare i ricambi nel camion e nel magazzino per fare spazio anche a quelli nuovi”.

 Quali sono i punti di forza vedendola così da vicino della Honda 450?

Diciamo che la moto è molto maneggevole nella guida ed è molto compatta. Poi c’è un gran lavoro quasi maniacale da parte del team per rispondere alle esigenze dei piloti per adattare la moto allo stile di guida di ognuno di loro. Ci sono molte parti speciali, materiali pregiati, ed un continuo lavoro per evolvere la moto durante la stagione per dare sempre il meglio. Nel complesso la moto è molto forte, il più grande pregio secondo me è la maneggevolezza, Honda è sempre stata la migliore in questa caratteristica”.

Cosa ti aspetti da questo 2019?

“Brian è al debutto nella MXGP e viene da un anno di stop quindi non è semplice. Ci sono molti piloti competitivi, per lui è un anno di apprendistato quindi non c’è nessuna pressione ma sicuramente potrà fare bene”.

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