Motocross USA: una leggenda chiamata Jeff Ward

Jeff Ward l'uomo vestito di verde ha scritto tra le pagine più belle e leggendarie del motocross USA e nelle sue parole riscopriamo una carriera fenomenale

23 settembre 2019 - 23:27

Ci sono piloti che nel corso della loro carriera hanno fatto di tutto, ma proprio tutto per entrare nel cuore della gente e soprattutto nei libri dei record e di storia. Jeff Ward è uno di questi uomini, leggenda del motocross americano con i suoi 7 titoli tra National/Supercross e 56 vittorie. Pilota capace di restare fedele alla Kawasaki per sfidare l’armata delle Honda HRC a metà anni 80 e di correre e battere  gente del calibro di  Bob Hannah, Jeff Stanton, David Bailey, Broc Gover, Johnny O’Mara, Mark Barnett, Ron Lechien, Rick Johnson, Mike Kiedrowski e Jean-Michel Bayle.

SUPERCAMPIONE

Non contento, Ward è passato dalle 2 alle 4 ruote ottenendo un secondo e un terzo posto ad Indianapolis con il successo in Texas nel 2002 come ciliegina sulla torta di una carriera irripetibile. Servirebbero altre parole per parlare di un pilota di questa caratura, 2 volte campione AMA Supermoto a oltre 40 anni e pronto anche oggi, che gli anni sono 58, a nuove sfide. Incredibile anche la mancata qualificazione per la finale di Anaheim, prima gara del Supercross 1986 con il numero 1 sulla sua Kawasaki. Ward è stato anche questo nel suo modo di vivere ma soprattutto vincere le gare.

FEDELE A KAWASAKI

Jeff, qual’è la prima cosa che ti viene in mente pensando agli anni 80 del motocross USA?

” Penso subito a come il nostro sport stava crescendo in quel periodo, con grandi moto e piloti di assoluto talento. E’ stato un grande periodo”.

Sei sempre stato fedele alla Kawasaki nel corso della tua carriera, c’è stato un motivo in particolare?

” Kawasaki mi aveva offerto la prima opportunità e nel corso della mia carriera ho vissuto con loro come in una grande famiglia. Mi hanno aiutato e sostenuto sia nelle vittorie che nelle sconfitte”.

Sei riuscito a sconfiggere l’armata HRC, come ci sei riuscito e cosa ha fatto la differenza?

” In quel periodo Kawasaki ha lavorato e investito tanto, per rendere la moto sempre più competitiva. Credo che la passione di tutte quelle brave persone che lavoravano in quegli anni in Kawasaki abbia fatto la differenza. Abbiamo spinto tutti nella stessa direzione per vincere”.

Cosa ricordi della KX250 e che aiuto arrivava dal Giappone?

” Nel 1985 abbiamo avuto una grande moto, completamente factory. Dal Giappone arrivavano aggiornamenti e sono convinto che in quella stagione la nostra  moto era la migliore”.

Sei stato vicino alla firma con Honda?

” Ho incontrato Honda diverse volte, ma per ragioni di diverso tipo non ho mai firmato e ho preferito restare nella grande famiglia Kawasaki”.

Segui il mondiale di motocross ovviamente i campionati americani?

” Ovviamente si, ci sono grandi piloti e splendide moto. La competizione è veramente alta. Anche il mondiale è fantastico, vedo spesso grandi gare”.

C’è stato oppure c’è un pilota che ti assomiglia?

” Si c’è stato, e quel pilota è Ricky Carmichael. Ora onestamente non saprei”.

Cosa ricordi del tuo periodo a 4 ruote e della vittoria in Texas ottenuta negli ultimi metri di gara?

” Correre con le monoposto, soprattutto ad Indy è stata un esperienza fenomenale. Vincere in Texas posso garantirti è stato fantastico, una delle vittorie più belle della mia carriera. Non potevo desiderare di meglio nella  mia carriera”.

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