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Kiara Fontanesi: “Ripartire a luglio? Difficile, ma non è il primo pensiero”

Kiara Fontanesi tra la figlia, ritmi differenti ed il Mondiale WMX. E sulla situazione attuale: "Ora tutti atleti! Non ci alleniamo noi, possono farlo anche i non professionisti."

23 marzo 2020 - 10:11

Un rientro da urlo quello di Kiara Fontanesi nel Mondiale Motocross Femminile. La sei volte campionessa infatti è tornata a casa dai primi due round con ben due podi. Davvero niente male se si pensa che meno di quattro mesi fa ha dato alla luce la sua primogenita Skyler, nata lo scorso 26 novembre. Un segnale forte per mostrare che bisognerà guardare anche lei nella lotta per il titolo 2020. Certo, quando ripartirà: al momento il pensiero principale della 26enne neo mamma è, come tutti, l’emergenza coronavirus.

“All’inizio ero molto preoccupata per Skyler” ha ammesso Kiara Fontanesi in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. “Invece per fortuna lei è quella che sta meglio di tutti. Dopo aver sentito i pediatri temo di più per i nonni ed i genitori. Penso poi a mio papà: ha una ditta da mandare avanti e deve andare a lavorare ogni giorno.”

Gli allenamenti?

“Tutto fermo in moto. Mi sto allenando fisicamente in giardino, anche per una questione mentale. Mi aiuta il mio compagno Devin: fa il preparatore in una palestra, ora chiusa. È importante avere un obiettivo, serve a distrarsi da ciò che sta succedendo fuori. Bisogna sempre pensare positivo. Adesso è giusto mettere da parte i traguardi che si avevano e badare prima di tutto alla salute.”

Come giudica quelli che escono a correre?

“Durante l’anno mi sembrano pochi quelli che fanno attività fisica all’aria aperta. Invece con questa quarantena sembrano tutti diventati atleti, come se fosse indispensabile. Io e altri stiamo rinunciando ad allenarci, al nostro lavoro e alle nostre abitudini. Penso che anche i non professionisti possano farlo.”

Il vostro Mondiale dovrebbe ripartire il 5 luglio da Maggiora (Novara). Possibile?

“In questo momento, vedendo la situazione, direi di no. È davvero difficile capire cosa accadrà. D’altra parte non posso pensare che si fermi tutto per così tanto tempo. È una situazione complessa da gestire, ma attualmente non è il mio primo pensiero.”

Tornando a sua figlia. Come ha scelto il nome?

Mi sono sempre piaciuti i nomi stranieri e rari. Ogni tanto mi capitava di imbattermi in nomi che mi piacevano: quando l’ho rivelato a Devin, mi ha vietato altre ipotesi.  Anche accorciandolo resterebbe Sky, cielo, parola che mi piace.”

Come è cambiata la vita con la maternità?

“In realtà ho solo ridotto i ritmi. Prima avevo una vita frenetica, ora passo più tempo a casa e con i nonni. Mi alleno, ma solo il necessario. E poi mi ha riempito di gioia, anche se c’è la responsabilità.”

Al ritorno, a Matterley Basin in febbraio, è andata sul podio, poi ha concesso il bis in Olanda. Se l’aspettava?

“Credevo fosse in dubbio la tenuta fisica, in realtà è il punto forte: in tutte e 4 le manche mi sono sentita benissimo, anche nel finale. Non ricordo di aver mai iniziato il Mondiale così pronta.”

È vero che allatta ancora?

“Sì, certo. Stavo iniziando a diminuire, ma visto che gli allenamenti sono sospesi, ho ricominciato a darle il latte: mangia 4 volte al giorno, anche al Mondiale. Tutti mi dicevano che l’allattamento era stancante, a me non sembra. In Olanda e Inghilterra l’ho fatto un’ora prima della gara, ma in moto mi sono sentita bene.”

La neozelandese Duncan, campionessa uscente e prima in classifica, è irraggiungibile?

“In due round non ha dimostrato di essere superiore. Io, lei, la Papenmeier e la Van De Ven siamo sullo stesso livello. E vengo da un anno di stop, per cui penso di avere grossi margini di miglioramento.”

La gravidanza ha cambiato il suo modo di correre?

“Ho perso il feeling con le partenze e il tirare la staccata alla prima curva. Avere Skyler mi fa tenere d’istinto lontana dai rischi. Ma dopo qualche gara ritroverò anche questo.”

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