Superbike, Yamaha

Superbike: Yamaha in zona rossa “Siamo in grado di gestire la situazione”

Dalla gioia del successo di Toprak al debutto in Australia, all'emergenza Covid-19: Yamaha Superbike ha base operativa in piena zona rossa

9 marzo 2020 - 19:39

Yamaha ha cominciato il Mondiale Superbike con uno sfavillante successo in Australia. Era dal 2009 con Ben Spies che la marca di Iwata non vinceva a Phillip Island. L’astro nascente Toprak Razgatlioglu ha fatto vincere la debuttante YZF-R1 2020, eguagliando l’impresa Ducati V4 R di un anno fa, con Alvaro Bautista. Ma adesso c’è un problema: il quartier generale delle operazioni Yamaha, sia Superbike che MotoGP, è a Gerno di Lesmo, in Brianza. La Lombardia è in piena emergenza Covid-19. Come sarà possibile gestire la situazione? Risponde Andrea Dosoli, numero uno delle attività racing di Yamaha Europa.

“In Lombardia  abbiamo la sede della ricerca e sviluppo (YMRE) mentre le racing operation fanno base nelle strutture dei vari team: Crescent (Razgatlioglu e van der Mark) nel Regno Unito, GRT (Caricasulo e Gerloff) a Terni e Ten Kate (Baz) in Olanda. Ad oggi siamo in grado di rispettare tutti i programmi sia di sviluppo che di fornitura materiale”.

Cambia l’organizzazione di lavoro e logistica cambia?

“Abbiamo applicato tutte le direttive in tema di prevenzione sanitaria. Tutti nostri collaboratori sono persone responsabili ed attenti a questi temi, siamo quindi pronti ad accettare un minimo rallentamento operativo che comunque  non pregiudichera’ il nostro progetto. Logisticamente stiamo monitorando la situazione, con occhio di riguardo alla prossima gara a Jerez”. 

Il rinvio del Qatar come ha modificato i piani tecnici?  

“Non e’ mai piacevole dover rinunciare ad un evento, ma in questo caso non vedevo altra possibilita’.  Nessun grosso impatto sul piano tecnico, viene tutto traslato di una gara”.

Le moto di ritorno dall’Australia dove sono andate?  

“Se non sbaglio tutte le casse sono gia’ in Spagna, a Barcellona. Sono in attesa di essere spedite a Jerez, via terra.”

Il round a Jerez è in programma il 28-29 marzo: si correrà? 

“Ad oggi ci risulta confermata, ma dobbiamo monitorare giorno dopo giorno come si evolvera’ la situazione”.

Toprak abita ancora in Italia, come ai tempi di Puccetti?

“No, adesso Toprak risiede in Turchia”.

Toprak è rimasto a secco in gara 2 in Australia: avete fatto indagini?

Quando errori umani come questo accadono, il team deve fare quadrato, rivedere le procedure di controllo ed eventualmente migliorarle. E’ stata un occasione per il team di rivedere e migliorare a 360 gradi tutte le operazioni nel box, sono sicuro che questa brutta esperienza rafforzera’ Crescent.”

Che bilancio avete fatto dell’apertura del Mondiale?

Difficile fare un bilancio dopo  Phillip Island, pista molto particolare dove il consumo della gomma posteriore gioca un ruolo fondamentale, preferisco aspettare le prime gare in Europa. Possiamo comunque essere soddisfatti delle prestazioni mostrate da Toprak, Michael, Loris e dal percorso di crescita intrapreso dai rookies in GRT.  Vincere alle prima uscita con una nuova moto e’ qualcosa di eccezionale, risultato che conferma la competitivita’ della nuova R1, il gran lavoro svolto da tutto lo staff in YMRE, YMC e dal team nonche’ l’indubbio talento di Toprak”.

Quale aspetto tecnico di Phillip Island ti ha colpito di più?

“L’alto livello raggiunto da tutti i costruttori e piloti che ha prodotto, aiutati dalle intrinseche caratteristiche della pista, gare molto combattute e spettacolari. Se questo e’ l’antipasto ci possiamo aspettare un ottimo campionato”.

Rea-Kawasaki sono ancora i favoriti per il Mondiale 2020?

“I campioni in carica sono sempre i favoriti”. 

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