Toprak Razgatlioglu

Superbike: Toprak scatenato “Se posso, vinco”

Toprak Razgatlioglu sta diventando una seria minaccia per tutti, perfino per il numero uno Kawasaki Jonathan Rea. Sul 2020 ha spiegato che...

5 luglio 2019 - 18:35

All’ultimo giro di Misano non aveva osato attaccare alla disperata Jonathan Rea. Per cui qualcuno aveva sospettato che Toprak Razgatlioglu, il 22enne turco astro nascente Superbike, avesse giocato a favore del capitano Kawasaki. Dopo aver fatto il matto nel venerdi di Donington, chiuso in terza posizione e di nuovo davanti al quattro volte campione del Mondo, ci ha pensato lo stesso Toprak a chiarire il concetto. “Se posso, vinco. Io guiderò al massimo delle possibilità, qui un anno fa ho conquistato il mio primo podio. E’ un circuito che mi piace”. Già: per Toprak sarebbe il posto perfetto per festeggiare la prima vittoria… (Qui cronaca e tempi della FP2)

“CADERE? A VOLTE SERVE”

Nella FP2 Toprak andava così forte che Jonathan Rea si è accodato per diversi giri. Il numero uno voleva vedere che aria tirava, cioè quanto è cresciuto questo ragazzo insieme al quale 28 luglio a Suzuka proverà a vincere la 8 Ore che nel palmares Kawasaki manca dal 1993. “Non è un problema se mi ha seguito, io faccio la mia strada e chi c’è dietro mi importa poco.” Rea, da posizione privilegiata, si è gustato gli stessi “numeri” da paura che gli appassionati hanno  gustato in TV. Toprak si butta nelle chicane di Donington come non ci fosse domani. Allo scadere è scivolato alla Goddard, l’ultimo tornante. “Penserete sia stato un guaio, invece io sono quasi contento di essere caduto…”

FUTURO DA STELLA

Il ragazzo turco la spiega così. “Frenavo così forte che ho quasi pensato che la leva potesse piegarsi” ha sorriso. “Spingevo, spingevo e il limite non arrivava. Poi alla fine ho perso l’avantreno e ho capito fin dove spingermi.” Toprak ha parlato anche di futuro: la Kawasaki Giappone vorrebbe averlo nel team ufficiale a fianco di Jonathan Rea. Il suo manager Kenan Sofuoglu, ex cinque volte iridato e adesso senatore del parlamento turco, vorrebbe evitare che il pupillo finisse fra le  grinfie dell’iridato. “Io mi fido di Kenan e penso che restare con Puccetti Kawasaki sarebbe la migliore soluzione. Corro con la squadra italiana dal 2015, praticamente da quando ho cominciato. Per me sono una seconda famiglia, mi trovo bene. La mia Kawasaki ZX-10R già adesso è quasi tutta “factory”, solo il motore è diverso da quella di Rea”. Il messaggio ai giapponesi è chiaro: datemi il massimo supporto tecnico e tenetemi lì.

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