Superbike, Tom Sykes

Superbike, Tom Sykes-BMW: “Troppo presto per giudicarci”

La moto tedesca in Australia sul giro secco ha fatto meraviglie. Ma sulla distanza Tom Sykes ha arrostito la gomma. "Siamo all'inizio, ci manca esperienza"

14 marzo 2020 - 17:57

Tom Sykes ha commentato i suoi altalenanti risultati  nell’apertura del Mondiale Superbike. Gli appassionati si chiedono quale sia il vero volto della BMW: il britannico ha fatto faville nel giro tutto-o-niente, stabilendo con  1’29″230  il nuovo primato di Phillip Island. Ma nelle tre gare ha pagato gli ormai cronici problemi di tenuta della gomma posteriore. Anche nelle ultime due stagioni in Kawasaki (2017-18) aveva accusato lo stesso inconveniente. Quindi è colpa del pilota o della moto?

RISULTATI DELUDENTI 

Dopo un precampionato assai promettente, Tom Sykes era convinto di poter dire la sua nella lotta per le posizioni da podio. Invece ha lasciato l’Australia con piazzamenti modesti: nono in gara 1 (errata scelta di gomma), sesto nella Superpole Race (contatto con Loris Baz) e decimo nella sfida finale, complice lo spegnimento della moto costato sei secondi. “E’ stato un week end molto strano, la BMW ha funzionato davvero alla grande in qualifica” ha detto Tom Sykes a Speedweek.Con la gomma soffice la S1000RR era molto maneggevole, mi stava dando ottime sensazioni. Nelle gare lunghe ho cercato di risparmiare la gomma, girando molto lontano dal limite. Ma dopo una dozzina di giri (su ventidue, ndr) l’aderenza ha mollato. La moto mette ancora troppo sotto pressione il posteriore.” 

ANCHE DIECI GIRI SONO TROPPI

Tom Sykes è arrivato sulle tele anche la Superpole Race, che dura appena dieci giri. “E’ una corsa strana, tutti partono con una mentalità diversa. Cioè spingono dalla prima curva. Il gruppo era molto agitato, ci sono stati tanti contatti. Io non ero in grado di fare dieci giri a tutta velocità, come in Superpole. Con le gomme nuove andiamo fortissimo, ora dobbiamo riuscire a sfruttare bene l’aderenza anche alla fine. Non dimentichiamo da dove siamo partiti, un anno fa guidavo una moto praticamente di serie. Adesso almeno la prestazione sul giro secco c’è. Ripartiamo da lì” . 

IL MOTORE ANCORA NON BASTA 

Rispetto al 2019 BMW ha guadagnato una decina di cavalli, ma non è ancora al livello di Ducati, Honda, le Superbike più veloci. “In Australia non riuscivo a tenere la scia. I nostri motoristi sanno cosa serve, ma questo è un lavoro lungo, non possiamo risolvere con un clic. Diciamo che sono tornato a casa un pò deluso. Purtroppo Phillip Island è una pista strana, per gestire bene le gomme serve esperienza, che non abbiamo. Servono progressi in tutte le aree: motore, ciclistica ed elettronica. Gli altri sono più avanti di noi, hanno più dati. La gente ci giudica, ma non siamo nelle stesse condizioni degli altri.”

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