Superbike

Superbike: Scott Redding vola, ma Jonathan Rea non ha paura

Redding vs Rea sarà il filo conduttore della Superbike 2020? Il neo ducatista è stato molto veloce ad Aragon, ma attenti al facile entusiasmo...

15 novembre 2019 - 16:44

Siamo soltanto a novembre ma la Superbike  ha già anticipato quello che potrebbe essere il filo conduttore del prossimo Mondiale. Scott Redding ha già preso le redini della Ducati, cancellando in due mezze giornate la scomoda ombra di Alvaro Bautista. Il campione del Mondo, Jonathan Rea, però non sembra così preoccupato. Al Motorland Aragon ha fatto appena 27 giri, saltando l’intera seconda giornata, cioè le uniche due ore risparmiate dalla pioggia. “La Kawasaki non aveva portato niente di rivoluzionario, non aveva tanto senso girare su un tracciato che non mi avrebbe permesso di arrivare al limite” ha spiegato Jonathan Rea prima di salire sull’areo per casa. (Qui i tempi del secondo giorno)

REDDING VICINO MA...

Nella prima giornata Rea aveva girato quattro decimi meglio di Redding: 1’50″416 contro 1’50″868. Il ducatista ha impiegato l’intera sessione successiva per replicare la stessa prestazione della Kawasaki, segnando 1’50″403 con le coperture da gara. Nel pirotecnico finale, con soluzione più soffice, Scott Redding si è spinto fino a 1’49″929 miglior prestazione di questa prima tappa dei “Winter Test”. E’ lecito domandarsi dove sarebbe potuto arrivare Jonathan Rea, se fosse rimasto in pista come gli altri. Ci toglieremo la curiosità a fine mese a Jerez, quando i top team Superbike gireranno per tre giornate, si spera in condizioni ambientali migliori.

DUCATISTI, CALMA

E’ troppo presto per sostenere che la Rossa abbia  pescato l’asso capace di complicare i piani del numero uno. E’ però un dato di fatto che Scott Redding abbia convinto su tutta la linea. SC45 è un pilota showman, fuori dalla pista gli piace fare pazzie, ma nel box è un professionista vero. Concentrato, di poche parole e molto abile nel sapere chiedere ai tecnici quello di cui ha bisogno. Non scordiamoci che, pur avendo appena 26 anni, ha alle spalle dieci anni di Motomondiale: ha vinto a soli 15 anni (in 125GP nel 2008 a Donington), è stato fra i più veloci in Moto2 e in top class ha assaggiato il podio. Il titolo British Superbike centrato al primo colpo (Troy Bayliss ci mise due anni…) è stata la svolta della carriera che lo ha indirizzato sulle orme di Jonathan Rea.

SCOTT E CHAZ, SCINTILLE IN VISTA

Scott Redding ha capito subito che il primo obiettivo è vincere il duello in famiglia con Chaz Davies. Il botta e risposta negli ultimi cinque minuti finali dei test ad Aragon, con un freddo boia e le ombre della sera incombenti, è stato il piccolo antipasto della rivalità interna. Il secondo target era rinfocolare l’entusiasmo di squadra e tifoseria mortificati dal “tradimento” di Alvaro Bautista. E anche questo è già acquisito. Redding è un personaggio assai più affascinante del piccolo madrileno. Più difficile sarà far dimenticare le sedici vittorie firmate da AB19. Ma, per adesso, va benissimo così.

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