Superbike, Scott Redding

Superbike, Scott Redding ironizza su Alvaro Bautista: “Ora è più vecchio”

Scott Redding verrà sostituito da Alvaro Bautista nella stagione 2022 di Superbike. Il britannico lancia una frecciata: "L'età non gioca a suo favore".

7 settembre 2021 - 21:34

Il progetto Ducati in Superbike continuerà con Alvaro Bautista e Michael Rinaldi nella stagione 2022. A Borgo Panigale confidavano di vincere il Mondiale con Scott Redding, dopo il suo trionfo nel BSB, ma le dieci vittorie racimolate fino ad oggi non hanno convinto i vertici del marchio (e gli sponsor). Pensare che il britannico è stato il successore di Bautista due anni fa, quando lo spagnolo è passato dalla Ducati alla Honda alla fine del 2019. Ma il trasferimento non ha portato ai risultati sperati né allo spagnolo né alla Casa giapponese.

Da mesi sono iniziati i colloqui tra Alvaro Bautista e Ducati, fino all’ufficializzazione della notizia dopo il week-end di Navarra. Ritornerà in sella alla Panigale V4R all’età di 37 anni, per tentare l’ultima grande avventura professionale. La sostituzione non è certamente piaciuta a Scott Redding che subito ha trovato sistemazione in Bmw. “Ora è piuttosto vecchio. È più vecchio di quanto non fosse allora e ora ha un bambino“, ha commentato l’alfiere di Gloucester. “Aveva la possibilità di vincere il titolo mondiale, ma sfortunatamente non ha funzionato“.

La critica di Scott

In Ducati si aspettano che possa proseguire la scia delle 16 vittorie ottenute nella stagione Superbike 2019 (dieci consecutive). Ma poi la beffa del titolo Superbike svanito spinse le due parti alla separazione. “Ha avuto due anni difficili in Honda. Ora vuole tornare. Sono passati tre anni da quando è passato alla Ducati. Sono emozionato – commenta cinicamente Scott Redding -. Come pilota vuoi continuare a migliorare. Ma non credo che l’età giochi a suo favore“. Certo, la V4R è nettamente migliorata negli ultimi tre anni, ma anche la concorrenza ha fatto passi da gigante.

Il britannico parla già da ex pilota Ducati e non risparmia qualche critica allo sviluppo tecnico della Panigale. “Personalmente, non credo che si sia sviluppata in alcun modo. La squadra è stata fantastica e potevamo vincere delle gare. Abbiamo dimostrato di essere forti. Ma lo sviluppo è stato uno dei punti deboli della squadra. Tutti i produttori hanno fatto progressi rispetto agli anni precedenti. Forse i produttori che erano già al vertice – ha concluso Redding – hanno fatto un passo più piccolo“.

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